I protagonisti del giorno. Top e Flop del 18 dicembre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

NICOLA ZINGARETTI

È obiettivamente in una posizione complicatissima. Teme il logoramento del Governo e del Partito Democratico. Per due motivi. Il primo è legato alla posizione di Matteo Renzi, che sul Mes tiene il punto e guadagna consensi anche nel Partito Democratico.

Nicola Zingaretti

Il fatto è che i soldi del Mes servirebbero come il pane all’Italia in un momento come questo. Specialmente sulla Sanità. Il Movimento Cinque Stelle tiene alzate le barricate e il premier Giuseppe Conte naturalmente li segue.

Il secondo motivo è che dall’Europa davvero cominciano a non capire quello che succedere nel Governo. Ma Nicola Zingaretti è uscito dall’angolo rilanciando proprio sul Mes, dopo che Matteo Renzi aveva anticipato a La Repubblica quali sarebbero state le richieste di Italia Viva nell’incontro con il premier Giuseppe Conte.

Una mossa molto abile, soprattutto perché guarda in prospettiva. Cioè ad una crisi di Governo e di maggioranza che davvero può verificarsi. A quel punto sarebbe complicato capire il percorso: elezioni anticipate o rimpastone? Zingaretti doveva tenere il punto sul sostegno all’esecutivo e chiudere a Renzi lo spazio sul Mes. Rilanciando in anticipo ha centrato entrambi gli obiettivi.

Giocatore di poker.

STEFANO PARISI

Dall’inizio gli hanno ripetuto che uno come lui è troppo competente per fare politica. Ed è vero. Oggi Stefano Parisi si è dimesso da consigliere regionale del Lazio e da consigliere comunale di Milano. (Leggi qui Addio politica ingrata: va via l’avversario di Zingaretti).

Stefano Parisi

In entrambi i casi aveva tenuto “botta” a due mostri sacri come Nicola Zingaretti e Beppe Sala. In entrambi i casi aveva dovuto fare i conti con un centrodestra che non lo ha mai amato. Anzi, lo ha sopportato. A cominciare dagli ex colonnelli di Forza Italia, i quali avevano subito scatenato il fuoco amico quando Silvio Berlusconi aveva pensato a Parisi come possibile nuovo leader della coalizione.

Stefano Parisi è un professionista qualificato e competente. Un manager che si è fatto da solo, che ha raggiunto risultati enormi. Si è impegnato in prima persona a 59 anni, mettendoci la faccia quando non aveva alcun bisogno di farlo.

Ha ricevuto coltellate alla schiena, silenzi, alzate di spalle quando invece era lui l’unico ad avanzare proposte. In particolare nel Lazio il centrodestra lo ha boicottato. Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia. Tutti. Lui ne ha preso atto e ha preferito andarsene. Gli addetti ai lavori giurano che sta guardando nella direzione di Carlo Calenda. Vedremo. Ma una cosa è già evidente. Troppo competente per questi politici.

Il gran rifiuto.

FLOP

GOVERNO

Oggi sarà varato il decreto sulla “stretta” di Natale. Sull’Italia in rosso. I veri vincitori, se il provvedimento non sarà cambiato, sono i tre ministri dell’asse rigorista: Roberto Speranza, Roberto Gualtieri e Francesco Boccia. Ma può anche darsi che alla fine lo stesso Giuseppe Conte tenti un colpo di mano.

Foto © Paolo Cerroni / Imagoeconomica

Il messaggio che è passato davvero fa venire i brividi: pochissimi giorni fa era stato adottato un Dpcm sul “soft spinto”. Contemporaneamente le Regioni erano entrate quasi tutte in zona gialla, con qualche sprazzo di arancione. Improvvisamente è cambiato tutto, perché la curva non sta scendendo come la politica si augurava. E in queste condizioni il rischio della terza ondata a gennaio è certezza.

Ma il fatto che ha mandato in tilt Governo (maggioranza) è stato rappresentato dalla decisione di Angela Merkel di procedere al lockdown in Germania. Con molti meno morti rispetto all’Italia e con tanti più abitanti. Soltanto che la Merkel lo ha fatto in maniera diretta, semplice, efficace, autorevole. Mentre in Italia si è trattato (e si sta trattando) su tutto dopo aver ripetuto che non serviva.

Risultato: la gente è disorientata, non si fida e percepisce che alla fine c’è sempre una mediazione politica. Anche nel campo della scienza medica e della matematica del contagio.

Del doman non v’è certezza.

SILVIO BERLUSCONI

Per mesi aveva ridato carta bianca a Gianni Letta, che in effetti era riuscito a raggiungere l’obiettivo di preparare un possibile sostegno di Forza Italia al Governo. Su indicazione naturalmente di Silvio Berlusconi, fondatore e leader di Forza Italia.

Foto: Imagoeconomica / Stefano Carofei

Fino a poche settimane fa l’ingresso degli “azzurri” nel Governo sembrava imminente. Poi è successo che Matteo Salvini, il Capitano della Lega, si è “incazzato” come una biscia e ha richiamato Berlusconi all’ordine. Il numero uno di Forza Italia però ha esagerato. Prima ha fatto marcia indietro sul Mes, lasciando allibiti perfino i fedelissimi come Antonio Tajani (che si è adeguato). Poi ha perfino lodato il Capo dello Stato Sergio Mattarella, dicendo che Forza Italia si rimetterà alle decisioni del Colle.

Pochissimi lo ricordano, ma la rottura del patto del Nazareno tra Berlusconi e Renzi avvenne per la decisione dell’allora leader del Pd di puntare su Mattarella al Quirinale. Ma ormai Silvio Berlusconi smentisce sé stesso.

Folgorato sulla via del Capitano.

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