I protagonisti del giorno. Top e Flop del 2 dicembre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ENRICO COPPOTELLI

Mai banale. Il Segretario Generale Regionale della Cisl Enrico Coppotelli, partecipando alla webinar sul capitale umano ha detto che mai come in questo momento si deve investire sulla formazione. Soprattutto in una prospettiva di rilancio post Covid. (Leggi qui Il nuovo Lazio come lo vede Cisl: con le persone al centro).

Enrico Coppotelli. Foto Livio Anticoli / Imagoeconomica

È un’affermazione importante e che va pesata oltre che registrata. Perché nelle tante crisi economiche degli ultimi decenni il Sindacato ha sempre avuto come preoccupazione principale quella di difendere le posizioni acquisite oltre che i lavoratori.

Ma questa volta è diverso perché il Covid ha dilatato le diseguaglianze ed ha messo a nudo la fragilità di un sistema economico e sociale dove esiste una voragine tra i pochissimi garantiti ed i moltissimi precari o addirittura invisibili. È un fatto che i vari periodi di lockdown abbiano messo sul lastrico moltissime famiglie nelle quali l’unica fonte di entrata derivava dal lavoro nero.

Per questo motivo la sottolineatura di dover investire sempre di più sulla fFormazione indica la strada alle aziende ma anche ai giovani e costringe tutti gli attori del sistema ad interrogarsi sul fatto che ora servono le competenze. Perché è finita definitivamente la stagione delle certezze, dei posti fissi e delle garanzie.

Enrico Coppotelli da mesi guida la Cisl Lazio consapevole di un cambiamento culturale che non può non investire in prima persona proprio il sindacato.

Visionario.

ARMANDO MIRABELLA

La cosa che unisce la provincia di Frosinone è la sua spiccata tendenza a dividersi. Su qualsiasi cosa. Spesso per invidia: le difficoltà degli altri sono motivo di gioia. Invece Armando Mirabella in queste ore ha fatto l’esatto contrario: è sceso in campo per difendere un dirigente ambientalista di un’organizzazione diversa dalla sua. E con fermezza ha ricordato il proprio ambito alla pur autorevole associazione dei Medici di Famiglia per l’Ambiente. (Leggi qui Il coraggio che è mancato ai sindaci. E la sfida dei green).

Armando Mirabella

Senza in alcun modo voler entrare nella diatriba: è lo spirito dell’intervento a colpire.

Esponente del Pd ma troppo a sinistra per sentirsi a suo agio, Mirabella è stato tra i primi ad uscire dal Partito. Ha partecipato alla fondazione di Possibile, il movimento di Pippo Civati. E poi, quando le evidenze hanno reso non più evitabile un’alleanza elettorale con i Dem, ha fatto un passo di lato e s’è concentrato sull’Ambiente. A Frosinone ha ispirato la nascita del movimento Frosinone in Comune che ha eletto in Consiglio Comunale Stefano Pizzutelli.

Coerente fino all’isolamento, Armando Mirabella ha risvegliato a Frosinone lo spirito di Antonio Gramsci: per il quale, restare a guardare equivale a disimpegnarsi. Non ha esistato un secondo a scendere in campo e difendere il responsabile di Legambiente Stefano Ceccarelli dicendo che “non è solo un galantuomo, ma un monaco dell’ambiente, di rito ortodosso e da decenni. Potrebbe essere contemporaneamente il nonno, il padre e il fratello di Greta Thunmberg”. .

Ma ciò che più è importante: non è rimasto in silenzio.

Odia gli indifferenti.

FLOP

OTTAVIANI-CIACCIARELLI

Le numerose adesioni che il Partito della Lega sta registrando nel corso degli ultimi giorni nella città di Sora confermano la grande vitalità di una classe dirigente che sarà in grado di esprimere al meglio i valori, gli ideali e gli interessi territoriali dell’intera comunità sorana”.

È il passaggio finale di un comunicato stampa diffuso dalla Lega al termine di una riunione alla quale hanno partecipato “nel pieno rispetto delle disposizioni di distanziamento in vigore” il Coordinatore provinciale Nicola Ottaviani, il senatore Gianfranco Rufa, il Consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, unitamente all’assessore comunale Veronica Di Ruscio, il consigliere comunale Lino Caschera, la quasi eurodeputata Maria Veronica Rossi, i dirigenti comunali Andrea Di Marco e Filippo Porretta e l’ex vice presidente della Provincia Andrea Amata.

Lino Caschera, Luca Di Stefano, Pasquale Ciacciarelli

Peccato che appena ieri dalla Lega si sia dimesso il capogruppo comunale Luca Di Stefano. Cioè colui che per 4 anni ha guidato il Carroccio nelle file dell’opposizione. È andato via di fronte all’imbarazzo determinato dall’ingresso degli ex Forza Italia che ha dato vita al paradosso di un altro gruppo leghista ma in maggioranza. E che ha pure votato a favore del Bilancio. Contro il quale Di Stefano ha lottato per anni.

Viene il sospetto che il coordinatore provinciale Nicola Ottaviani ed il responsabile dell’Organizzazione Pasquale Ciacciarelli siano rimasti ai tempi di Forza Italia, quando facevano finta di essere su posizioni contrapposte per legittimarsi a vicenda.

A Sora nessuno ha visto assembramenti o file desiderose di prendere la tessera del Carroccio. Ma prendendo per buono il Comunicato, resta da vedere se i neoleghisti si siano messi in coda per tesserarsi convinti dalla coerenza dimostrata da Luca Di Stefano o dal tempismo di Lino Caschera.

Se poi si voleva davvero costruire un’alternativa al sindaco Roberto De Donatis sarebbe bastato non votare gli assestamenti di Bilancio e sostenere il posizionamento all’opposizione di Luca Di Stefano. Invece di arrampicarsi sugli specchi per cercare di metterci una toppa che è grande 200 volte più del buco.

A pensarci bene però non è la prima volta che nella Lega si dice di stare all’opposizione e poi in qualche modo si compiono atti che finiscono con il favorire la maggioranza. Spesso perfino a propria insaputa.

Inoltre nel 2016 Forza Italia guidata da Mario Abbruzzese sostenne la candidatura a sindaco di Roberto De Donatis. E in Forza Italia c’erano sia Nicola Ottaviani, sia Pasquale Ciacciarelli e sia Lino Caschera. Ecco per quale motivo l’operazione politica e mediatica di queste ore lascia davvero il tempo che trova. Da Nicola Ottaviani e pasuale Ciacciarelli forse ci si aspettava qualcosa di più che chiudere la stalla quando i buoi sono andati via.

Scurdammc o passat

ILARIA FONTANA

Si tratta di una bozza. Ma viene dal Consiglio dei Ministri dopo uno studio di autorevoli personalità coordinate dal presidente dell’Istat. Oltretutto non si discosta di molto da un analogo lavoro fatto qualche anno fa quando ci si trovò di fonte alla stessa esigenza di oggi. E cioè ridisegnare i Collegi elettorali: l’insieme dei Comuni dai quali esce un deputato o un senatore.

Quello studio ridisegna la geografia elettorale italiana. Nel Sud Lazio Frosinone e Sora sono state messe insieme ed eleggeranno un loro parlamentare.

Ilaria Fontana (Foto: Alessia Mastropietro / Imagoeconomica)

Cassino invece è stata catapultata nel collegio elettorale denominato Terracina, dove la stragarande maggioranza dell’elettorato è pontino. La conseguenza è intuibile: per qualunque politico cassinate sarà impossibile coltivare ambizioni di diventare deputato o senatore.

In Parlamento c’è Ilaria Fontana, deputata del Movimento 5 Stelle eletta proprio a Cassino dove si è tolta lo sfizio di battere Mario Abbruzzese. Ora il suo Collegio viene cancellato da un referendum voluto proprio dai Cinque Stelle. Che stanno cercando con ogni mezzo di marginalizzare il peso dei territori nei nuovi assetti di Camera e Senato.

Ma tanto, in tutto questo mandato, non si ricorda una sola presa di posizione in favore del Cassinate.

Core ingrato.

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