I protagonisti del giorno. Top e Flop del 20 novembre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MARIO CALABRESI

Senza peli sulla lingua e con una lucidità da direttore vero. Anche se al momento non lo è, ma per anni ha guidato La Repubblica con autorevolezza e competenza. A Piazza Pulita, nel salotto di Corrado Formigli, Mario Calabresi ha detto tre cose di straordinaria importanza. E coraggio.

Mario Calabresi. Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica

Intanto sul Natale. Ha affermato: “Ascolto un dibattito surreale, con ministri e viceministri che si preoccupano di ripetere che il Natale sarà garantito. Ma cosa significa? Vogliamo far riprendere la curva dei contagi? Quest’anno si può stare da soli”.

Calabresi in questo modo ha voluto mettere in evidenza l’inconsistenza politica di una classe dirigente, di maggioranza e di opposizione, che si preoccupa di queste cose e non di adottare misure severe che fermino la curva.

Poi, a proposito della sentenza del Tar del Lazio che ha stoppato le visite dei medici di famiglia ai malati di Covid a casa, Calabresi ha fulminato tutti: “E’ come se è in corso una rapina e un poliziotto non va e si rivolge al Tar”. Cioè se l’è presa con il sindacato dei medici che ha presentato il ricorso.

Infine, la stilettata: “Perché ci sono così poche donne nei posti chiave di gestione di questa pandemia? In Nuova Zelanda e in Finlandia, per esempio, le cose sono andate meglio”. Lì ci sono donne al Governo.

Tripletta da standing ovation.

ALESSIO D’AMATO

Nel Lazio il valore Rt, l’indice di contagiosità del virus, è sceso sotto 1. Precisamente a 0,9. Vuol dire non soltanto che stanno funzionando le misure adottate, ma che soprattutto vengono applicate e fatte rispettare. Non è semplice perché, vale sempre la pena di ricordarlo, nel Lazio c’è Roma.

ALESSIO D’AMATO. FOTO © SARA MINELLI / IMAGOECONOMICA

Ma non è soltanto questo. Alessio D’Amato sta tenendo l’attenzione altissima su tutto: sui tracciamenti, sui test antigenici in farmacia, sul ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha detto basta alle visite dei medici di famiglia ai malati di Covid a casa.

Ha un compito più complicato di tutti i suoi colleghi Alessio D’Amato, perché Nicola Zingaretti non è solo il presidente della Regione ma anche il segretario del Pd. Non può cioè permettersi dei fallimenti nella sua Regione. Da quasi dieci mesi c’è una pressione incredibile sulle strutture sanitarie ma anche sulla politica. Alessio D’Amato sta dimostrando di reggerla in modo eccellente. Non preoccupandosi tanto della comunicazione ma delle misure da adottare.

Subisce attacchi politici di ogni tipo da parte di un centrodestra regionale a corto di argomenti. Lui semplicemente se ne frega.

Uomo da battaglia.

FLOP

NICOLA OTTAVIANI

Molto attivo, anzi scatenato nel ruolo di sindaco di Frosinone. Nella sola giornata di giovedì ha dato conto di novità importanti per quanto riguarda il progetto della metropolitana di superficie che dovrebbe collegare Frosinone con Roma e sull’urbanistica. Parlando della possibilità di trasformazione del diritto di superficie in proprietà per gli alloggi (migliaia) che nel capoluogo ricadono nelle zone di edilizia economica e popolare.

Per capire cosa significa: i villini a schiera vengono fatti su un terreno di proprietà del Comune, sul quale chi compra il villino ha un diritto di superficie. Che ad un certo punto scade. E in pratica ti ritrovi la casa costruita sul terreno di un altro. Per chiudere la questione, il Comune trasforma quel diritto di superficie (scaduto) in un diritto a poter comprare il terreno a prezzo agevolato. Tutti vissero felici e contenti.

Nicola Ottaviani con Francesco Zicchieri

Sul piano amministrativo Nicola Ottaviani non perde un colpo da anni e dimostra di essere un sindaco di prima fascia. Ma come coordinatore provinciale della Lega appare imbrigliato ed esitante. Democristianamente prudente. Nel partito di Matteo Salvini è molto importante fare squadra ed essere in linea con il passo del Capitano. In questo caso il passo del Capitano è l’ormai prossima nomina di Claudio Durigon a coordinatore regionale. Una novità che cambierà l’impostazione della Lega anche sul territorio della provincia di Frosinone. (Leggi qui Zicchieri nel cerchio magico, Durigon subentra nel Lazio)

Nicola Ottaviani però sembra non curarsene, esattamente come fece il giorno dell’adesione al Carroccio, quando si fece fotografare con il simbolo di un movimento civico durato tra Natale e Santo Stefano. Il ruolo politico è diverso da quello amministrativo perché richiede capacità di fare squadra e tanto fiuto. Finora Nicola Ottaviani non li ha messi in evidenza.

Non tutte le ciambelle escono col buco.

VIRGINIA RAGGI

Il Movimento Cinque Stelle è impegnato spasmodicamente a trovare un altro candidato a sindaco di Roma. Il “gelo” di Luigi Di Maio nei suoi confronti è polare. Contemporaneamente l’ex primo cittadino di Roma Ignazio Marino “profetizza” che la Raggi sarà appoggiata dal Pd. Il che scava ancora di più il solco tra la Raggi e l’ala dura e pura del Movimento.

Roberta Lombardi e Virginia Raggi

Lei però sembra non curarsene e si concentra sulle novità natalizie a proposito del nuovo stadio della Roma. Che per carità è importante, ma che magari in questa fase non rappresenta la priorità.

La cosa più incredibile però è come la sindaca rifiuti di prendere atto di essere stata scaricata sul piano politico. Tutti sanno che il segretario del Pd Nicola Zingaretti non potrà mai appoggiarla perché il Partito non lo seguirebbe nella Capitale.

Ma c’è un elemento che dovrebbe preoccuparla più di qualsiasi altra cosa: il silenzio di Roberta Lombardi. La capogruppo regionale dei Cinque Stelle l’ha sempre avversata. Preoccupandosi di farlo sapere. Il fatto che non dica niente ha il sapore della vittoria. Per la Lombardi naturalmente.

Nessuno telefona a Virginia.

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