I protagonisti del giorno. Top e Flop del 21 febbraio 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

GRAZIANO DELRIO

«Se non abbiamo la forza di fare quel cambiamento che protegga la società italiana, meglio essere seri e consentire che ognuno si misuri con il volere del Popolo»: lo ha detto Graziano Delrio, esponente importante e “pesante” del Partito Democratico, in un’intervista al Corriere della Sera.

Nicola Zingaretti e Graziano Delrio © Stefano Carofei, Imagoeconomica

Intervento significativo perché significa che il Pd non vuole tirare a campare. È anche un monito al premier Giuseppe Conte. Ha detto Delrio:  «Il premier dovrà fare in modo che si entri in una fase molto più fattiva, non siamo più nel momento dei rinvii. C’è bisogno che Conte faccia la sintesi dei tavoli di lavoro. Il Pd, lealmente e seriamente, ha portato delle proposte chiare su scuola, rivoluzione verde, semplificazione, nuova economia, riduzione delle diseguaglianze, crescita demografica. Ci aspettiamo dal premier non promesse, non un libro dei sogni, ma una scaletta seria e concreta».

«Tutto il governo opera con dedizione, ma per superare la debolezza complessiva i problemi vanno affrontati con molta energia. Senza un cambio di passo si fa complicato mostrare al Paese che questa maggioranza è in grado di risolverli. Finita la fase emergenziale dobbiamo darci un respiro, un’anima comune. Se ognuno prova a vincere da solo, la squadra perde».

Delrio ha voluto dimostrare che nulla deve essere dato per scontato. Neppure il sostegno del Pd. Coraggiosamente impopolare.

ROBERTA LOMBARDI

Se darà continuità alla sua presa di posizione, allora Roberta Lombardi, capogruppo dei Cinque Stelle alla Regione Lazio, potrà tornare quella dello streaming con Pierluigi Bersani. Ha detto no alla candidatura bis di Virginia Raggi a Roma e sì ad un’alleanza con il Pd. (leggi qui Il verbo di Roberta Lombardi: «No al Raggi bis, si ad un accordo con il Pd»).

Virginia Raggi, Roberta Lombardi © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

Ha dichiarato: “No a un Raggi bis, sì a un accordo M5S-Pd. Sì a un accordo tra M5s e civiche e altri Partiti, Pd compreso. Le regole del M5S parlano di due mandati e la Raggi è arrivata alla fine del secondo. Ora punto a capire come si fa a crescere i semi piantati in questa prima consiliatura 5 Stelle, all’interno di una macchina amministrativa che abbiamo trovato gravemente inquinata da episodi di illegalità”.

Senza Raggi ma con il Pd? Il M5S può riuscirci solo se riesce a chiamare a raccolta tutte le forze civiche e politiche della Capitale disposte a raccogliere questa sfida e a lavorare sui temi. Dobbiamo essere in grado di coinvolgere tutti”. 

Non è un sasso nello stagno, ma il passaggio del Rubicone. Ora però non deve fermarsi. Ritorno allo streaming.

FLOP

GIUSEPPE CONTE

Matteo Renzi lo sta facendo “ballare” come mai nessuno prima. Con la tecnica dello stop and go. Oggi il leader di Italia Viva gli ha fatto sapere di essere pronto ad un passo indietro se non verranno accolte le sue proposte. Sulla giustizia ma pure sul reddito di cittadinanza. E ha confermato che l’opzione della sfiducia al ministro Alfonso Bonafede resta in piedi.

Giuseppe Conte

Sta emergendo la difficoltà di Conte di farsi blindare politicamente. Il Capo dello Stato non può farlo, anche se indubbiamente Sergio Mattarella sta seguendo da vicino la situazione. Il Movimento Cinque Stelle non lo fa, visto che nei mesi scorsi Conte si è avvicinato al Pd, dimenticando che deve a Beppe Grillo l’indicazione per il mandato bis.

Il Partito Democratico non sembra disposto a sacrificare la legislatura sull’altare della blindatura del premier. L’eventuale sostegno di una pattuglia di responsabili lo tagliarebbe fuori da un futuro politico come punto di equilibrio del centrosinistra.

Il gradimento dell’indice di popolarità è un fuoco fatuo. Sul filo del rasoio.

BEPPE GRILLO

Una delegazione del Forum Nazionale dei Movimenti dell’Acqua domani raggiungerà la casa di Beppe Grillo sulla alture genovesi. Gli restituirà, simbolicamente, la ‘prima’ delle cinque stelle che caratterizzavano il MoVimento alle sue origini. È la stella che simboleggia la battaglia per l’acqua pubblica.

Beppe Grillo © Imagoeconomica, Stefano Scarpiello

Doveva essere una battaglia fondamentale. Non è mai stata affrontata in maniera seria. Per questo i comitati liguri e gli attivisti restituiranno a Grillo materialmente il simbolo di quell’iniziativa: aveva la forma di una stella. Gli contesteranno di avere ignorato la volontà espressa dagli italiani con il referendum del 2011. Sostengono che il M5S non abbia scuse: perché è stato al Governo sia con il centrodestra che con il centrosinistra.

Al di là del fatto materiale c’è quello sostanziale: il M5S ha fallito nel momento in cui è passato da grande catalizzatore d’ogni genere di protesta all’obbligo di realizzare gli impegni presi. Per fortuna di Grillo e del MoVimento è solo il Forum dell’Acqua a restituirgli la stella: ci sarebbero anche i gruppi No Tav contro l’Alta Velocità, i No Vax per l’abolizione dei vaccini obbligatori, i No Tap contro il gasdotto Trans Adriatic Pipeline . Fuori una, per ora.

IL TESTACODA

Francesco De Angelis

Ha unito il partito, ha lanciato la candidatura alla segreteria di Luca Fantini, ha superato la solita conta fra le correnti. Da tempo Francesco De Angelis non ha più nulla da dimostrare, ma ogni giorno dimostra di essere un leader. Lo ha fatto anche oggi: annunciando ad Alessioporcu.it che rivoluzionerà Pensare Democratico a era corrente politica la ridurrà a pensatoio, gruppo culturale che promuove dibattiti, confronti, eventi. Primo a dare l’esempio. (leggi qui De Angelis: «Il mio lavoro è finito, tocca a Fantini. E ora rivoluziono Pensare Democratico») Numero primo.

Nella sua foga di attaccare Nicola Zingaretti come presidente della Regione Lazio, ne ha esaltato il ruolo politico di segretario nazionale del Pd. Antonello Aurigemma, ora consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha detto che Zingaretti ha utilizzato l’approvazione del Collegato per ampliare la coalizione giallorossa nazionale. E c’era bisogno di dirlo? Autogol.

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