I protagonisti del giorno. Top e Flop del 22 dicembre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MAURIZIO STIRPE

Il presidente del Frosinone Calcio è già proiettato in avanti. Al dopo Covid. Perché si è reso conto che tutto è già cambiato. Infatti in queste ore ha parlato di modello business del calcio che non potrà più essere come è stato fino ad ora. Individuando gi scenari sui quali agire, con il minimo comune denominatore della sostenibilità finanziaria. (leggi qui Il Frosinone del dopo Covid: “Giovani e autofinanziati”).

Maurizio Stirpe ha detto che lo tsunami Covid ha già abbattuto drasticamente i ricavi delle società, condizionando inevitabilmente le future campagne acquisti. Per questo dice che è fondamentale ultimare il centro sportivo di Ferentino, un suo antico pallino che però in questo momento assume i contorni di una continuità sportiva e anche gestionale. Il passaggio successivo è direttamente collegato a questo e fa riferimento alla necessità di puntare sui giovani.

Infine l’obiettivo di questa stagione: i play off. La spiegazione sta nel fatto che la vera differenza si fa stando continuamente ai vertici del campionato cadetto: a volte c’è la promozione in A, altre volte no ma alla fine è il fatto di essere competitivi a dare il profilo di una grande squadra.

Il profeta dell’industria del goal.

MAURO BUSCHINI

Sulla bonifica della Valle del Sacco ha piantato due paletti che ormai resteranno: l’operazione si farà. E si farà perché ci sono le risorse finanziarie. Il Presidente del Consiglio Regionale lo ha detto questa mattina nel corso si una webinar alla quale ha partecipato anche, tra gli altri, l’assessore Valeriani.

Mauro Buschini

Tre gli spunti politici emersi da quella riunione. Il primo riguarda i biodigestori: i tecnici hanno detto con chiarezza che è inutile fare la differenziata se poi la parte umida (gli avanzi delle cucine) deve essere sotterrata; servono gli impianti capaci di trasformane il 95% in bio metano e concime naturale per i campi. Cosa che oggi fanno felicemente in Veneto prendendosi i nostri avanzi.

Il secondo spunto è una risposta ai dubbi sollevati nei giorni scorsi dalla Lega: i soldi per le bonifiche in provincia di Frosinone ci sono e si faranno.

C’è un terzo aspetto: ora è chiaro a tutti che Mauro Buschini è diventato la voce della Regione per quanto riguarda ogni operazione importante che riguarda la provincia di Frosinone. Questo vuol dire che Nicola Zingaretti si fida di lui in modo totale.

La bonifica della Valle del Sacco, oltre ad avere una valenza ambientale non commensurabile, rappresenta un passaggio obbligato per un rilancio industriale di una larga parte di questa provincia. Perché nessuna azienda può avere la forza economica di bonificare anche una piccola prozione di terreno.

È chiaro a tutti quindi che la bonifica della Valle del Sacco sarebbe una sorta di Piano Marshall per la provincia di Frosinone.

Il bonificatore.

FLOP

LA FECCIA

Cita Leonardo Sciascia ed il suo ritratto della mafia scritto in maniera mirabile ne Il Giorno della Civetta. Il sindaco di Cassino Enzo Salera dice che nella sua città ci sono personaggi che «Esprimono la feccia della politica: quegli ominicchi, come li definiva Leonardo Sciascia, che da decenni cercano di avere una visibilità in questa città. E avvicinano dei consiglieri di maggioranza per convincerli a creare un gruppo autonomo per mettere sotto scacco il sindaco e l’amministrazione. Per metterli sotto ricatto affinché, per esempio, una società che si occupa di efficientamento energetico venga imposta a questa amministrazione. O per cercare di mettere mano sugli appalti». (Leggi qui Salera pirotecnico: ci mette la faccia e bastona la ‘feccia’).

Ce n’è abbastanza per scomodare la Procura della Repubbblica. Enzo Salera lo ha fatto prima di entrare in Consiglio Comunale e denunciare tutto in maniera pubblica. Ha avvisato “le autorità competenti“. Perché tentare di creare un gruppo di pressione politica con cui logorare l’amministrazione, fa parte dei giochi. Ma farlo per tentare di pilotare gli appalti rischia di scavalcare la linea del confine con il Codice Penale.

Non sono chiacchiere da Bar dello Sport. Enzo Salera non a caso cita una società che si occupa di un settore ben preciso.

E non basta. In Aula ha denunciato anche giullari e mestieranti pronti ad alimentare questa macchina del fango attraverso «blogger anonimi e pseudo giornalisti juke box. Persone che in cambio di un piatto di lenticchie, di una cena o il pagamento dell’assicurazione di una macchina inondano i social di false notizie. Notizie finalizzate a screditare e delegittimare l’amministrazione».

Anche in questo caso Salera fa riferimenti precisi: indicando cene ed assicurazioni.

Con il suo intervento in Aula Enzo Salera ha detto che la politica non si fa intimidire. A brutto muso. Dimostrando di essere immune ai messaggi da padrino. Quanto alla feccia…

Avanzi di politica.

ROBERTO DE DONATIS

Appeso ai consiglieri che si connettono e si disconnettono. Non è un finale di amministrazione degno di un sindaco dallo spessore di Roberto De Donatis. La vulgata dominante sostiene che sia un ottimo amministratore, capace, onesto; ma senza un seguito adeguato perché fa poca vita di piazza. Sta tutta qui la perplessità per la quale Fratelli d’Italia fatica a sposare la sua causa e preferisce puntare su un altro nome.

Roberto De Donatis

In queste ultime ore ha ricevuto Antonio Tajani, numero due di Forza Italia (non graditissimo ai vertici locali del Partito) e nonostante la dimensione dell’ospite non ha incassato un solo sostegno in più alla sua ricandidatura. (Leggi qui Le macerie di Forza Italia: a Sora come nel Paese).

Inoltre corre “il rischio” di dover dipendere in Aula da Maria Paola D’Orazio consigliere del Pd sospesa tra la voglia di candidarsi a sindaco e la tentazione di essere decisiva adesso. Non il massimo per uno che si candida ad essere il federatore del centrodestra. La pistola scarica di FdI ed il doppio ruolo di Maria Paola

Infine non va dimenticato che proprio sull’opportunità di appoggiare o meno Roberto De Donatis si è spaccata anche la Lega.

Federatore a metà.

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