I protagonisti del giorno. Top e Flop del 25 luglio 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

DANIELE LEODORI

Il progetto si chiama “Lazio Veloce”. E punta ad investire 13 miliardi di euro nei prossimi otto anni. Su infrastrutture e modernità. Lo ha lanciato e illustrato il vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori. Dimostrando una volta di più di essere proiettato nel futuro. (leggi qui LazioVeloce, miliardi per strade e ferrovie: in tutta la Regione e non solo a Roma).

Daniele Leodori Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Sì perché il futuro si costruirà attraverso le infrastrutture, i collegamenti, il digitale, la capacità ci connettere i territori. Ma tutto questo non basterà se non ci sarà la velocità. Si tratta della nuova frontiera anche del lavoro, dell’occupazione, del rilancio economico dei territori.

Daniele Leodori è uno che svolge al massimo il ruolo che ricopre. Lo ha fatto da presidente del consiglio regionale, lo sta facendo da “vice” di Nicola Zingaretti. Basta ricordare come ha saputo reagire quando Zingaretti è stato costretto ad un periodo di riposo per il Covid.

E Daniele Leodori resta in pole position per la candidatura alla presidenza della Regione per il dopo Zingaretti.

Un passo avanti.

ROBERTO DE DONATIS

Nell’intervento fatto nel corso della conferenza dei sindaci sulla sanità ha parlato della necessità che si ragioni in termini provinciali, senza guardare al proprio piccolo orticello. Ma più in generale da settimane ha ricalibrato il suo profilo politico. Dimostrandosi abilissimo a spaziare da un fronte all’altro. (leggi qui Atto aziendale, sanità provinciale e campanilismo dei sindaci).

Roberto De Donatis

In passato Sora ha avuto un altro sindaco capace di “attrarre” voti e credito politico sia da destra che da sinistra: Enzo Di Stefano.

Il quale è vero che ad un certo punto ha deciso di posizionarsi nel Ppi (quindi al centro), ma ha avuto ottimi rapporti pure con l’allora senatore Bruno Magliocchetti, un pezzo di storia di Alleanza Nazionale.

Roberto De Donatis è avviato lungo lo stesso sentiero, perché mette la fascia tricolore davanti ad ogni tipo di schieramento. In questa fase è lui a dettare tempi e modi ai partiti.

Al centro della scena.

FLOP

VIRGINIA RAGGI

L’uscita di Monica Lozzi, presidente del VII Municipio di Roma, dal Movimento Cinque Stelle, decreta l’inizio della fine della parabola di Virginia Raggi come sindaca di Roma. Per diversi motivi. Intanto Monica Lozzi ha aderito a Italexit di Gianluigi Paragone (un altro ex dei pentastellati). Poi la Lozzi vuole candidarsi a sindaco di Roma, andando quindi a spaccare il fronte dei grillini.

Virginia Raggi © Imagoeconomica, Alessia Mastropietro

Ma in realtà è ormai chiaro che Virginia Raggi non potrà mai essere riconfermata sulla poltrona più ambita del Campidoglio.

I big dei Cinque Stelle lo sanno. Fra le indiscrezioni c’è pure quella di un possibile ruolo della Raggi nel Governo. Si tratta di uno scenario possibile, proprio perché collegato all’obiettiva considerazione che al Comune di Roma siamo al rompete le righe.

Fine corsa.

ZICCHIERI-FAZZONE-RUSPANDINI

In Ciociaria stanno succedendo dei fatti che avrebbero già dovuto allarmare tutto il centrodestra. A Ripi è caduta l’Amministrazione del sindaco Piero Sementilli, vicinissimo al senatore di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini. Con gli alleati di Forza Italia che hanno festeggiato e quelli della Lega che si sono distinti per un silenzio tombale.

Francesco Zicchieri, Massimo Ruspandini, Claudio Fazzone

Il Consiglio di Stato ha annullato le elezioni di Torrice, facendo cadere l’Amministrazione del sindaco Mauro Assalti, vicinissimo ad Alessia Savo, anche lei di Fratelli d’Italia. E gli alleati? Nessun segnale di solidarietà.

A Pontecorvo andrà in scena l’ennesima sfida tra Anselmo Rotondo e Riccardo Roscia. Il primo appoggiato da Forza Italia, il secondo dalla Lega.

C’è uno sfaldamento senza precedenti nel centrodestra provinciale e nessuno si muove. Non il senatore Claudio Fazzone, potentissimo coordinatore regionale di Forza Italia. Non l’onorevole Francesco Zicchieri, monarca assoluto della Lega in Ciociaria. Non il senatore Massimo Ruspandini, leader di Fratelli d’Italia.

Nessuno di loro sembra rendersi conto che la coalizione già è in frantumi. E può andare solo peggio, legittimando “rappresaglie” ovunque. Perfino a Ceccano.

Ognuno per sé, nessuno per tutti.

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