I protagonisti del giorno. Top e Flop del 26 giugno 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

NICOLA ZINGARETTI

Visto che il Governo di Giuseppe Conte, dopo averlo commissionato, ha archiviato in fretta il Piano Colao, il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti ha deciso di farlo lui. Puntando sul digitale e sul green ma soprattutto su quell’idea di modernizzazione del Paese che terrorizza tutti. Anche i suoi alleati di Governo. (leggi qui Opportunità per ripartire, basta crederci. Con l’Ue e senza pacche sulle spalle).

NICOLA ZINGARETTI FOTO © LIVIO ANTICOLI / IMAGOECONOMICA

Al di là dell’importanza del Piano in se, quello di Zingaretti è un messaggio forte all’intera classe dirigente del Paese. Per dire che soltanto con il coraggio di innovare ma anche di mettersi in discussione si può pensare di reagire dopo una catastrofe sanitaria ed economica come quella del Covid.

E quell’invito a non essere pigri si può leggere anche come un messaggio politico al Movimento 5 Stelle: non è che si deve andare avanti tirando a campare.

Roberto Colao Zingarettao.

GIUSEPPE SACCO

Il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco sembra essere l’unico a preoccuparsi davvero di un problema che riguarda l’intera provincia di Frosinone: l’individuazione di una nuova discarica. Anche perché tutti quanti gli altri sindaci, si è capito, sperano che scoppi una nuova emergenza e quindi – come sempre in questi ultimi vent’anni – si metta la toppa ampliando l’impianto Mad di Roccasecca.

Giuseppe Sacco

Invece la questione è semplice. Occorre assolutamente scegliere un altro sito, ben sapendo che si tratta di un passaggio impopolare ma necessario. E poi qualcuno deve avere il coraggio di dire che il suolo di questa provincia ha già pagato. Giuseppe Sacco ha riunito oggi alcuni dei primi cittadini nel silenzio però di tutte le altre istituzioni e di moltissimi suoi colleghi. Silenzio al quale è abituato ma non si è ancora rassegnato.

La mossa di oggi ha un fortissimo valore politico che esce dai confini del Cassinate: Sacco sta puntando a mettere all’angolo sia la Provincia di Frosinone che la Regione Lazio. Temendo che ancora una volta, come fece vent’anni fa francesco Storace, giochino al rimpallo di responsabilità ed alla fine il cerino acceso lo passino, come sempre a lui.

A dimostrazione che non è la maggioranza a darsi la ragione politica. Se nei prossimi giorni il presidente della provincia Antonio Pompeo se ne uscirà con i nomi delle aree idonee per ospitare la nuova discarica e li trasmetterà alla Regione, Sacco avrà vinto. Perché il cerino non sarà stato girato, almeno questa volta, a lui.

Non nel loro giardino.

FLOP

VINCENZO DE LUCA

La premessa è che quanto sta succedendo a Mondragone non è responsabilità politica del governatore della Campania. Ma detto questo in tutti questi mesi di pandemia Vincenzo De Luca non ha risparmiato né di criticare né di infierire su situazioni determinatesi in altre regioni a partire dalla Lombardia.

Il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca © Alessia Mastropietro / Imagoeconomica

Questo perché la Campania era rimasta lontana dal Covid sia per le capacità dello stesso De Luca ma anche per una oggettiva ridotta circolazione del virus. Insomma, ha fatto lo spiritoso mentre i guappi stavano ben lontano da casa sua. Ora che il guappo-virus inizia a creargli problemi anche De Luca ci appare in difficoltà mediatica. Citazione shakesperiana: “Irride alle cicatrici chi non conobbe ferita”.

Chi sfotte resta sfottuto.

VITTORIO SGARBI

Lo spettacolo che ha offerto oggi alla Camera dei Deputati era davvero degno di una commedia di quarta serie ambientata nella repubblica delle Banane. Scagliarsi in quel modo contro tutta la magistratura, fare riferimenti a Palamaropoli è stato davvero non all’altezza della sua preparazione e della sua intelligenza.

Vittorio Sgarbi © Imagoeconomica, Stefano Carofei

Ma la scena che resterà negli occhi di tutti è quella di Sgarbi portato via a braccia dai commessi della Camera. Domanda: non poteva uscire con le sue gambe?

In più è stato letteralmente umiliato da Mara Carfagna che in quel momento dirigeva i lavori. Il critico d’arte ormai vuole soltanto stupire a tutti i costi. Ripetendo concetti e litanie ormai superate dalla storia ed alle quali non crede più neppure Silvio Berlusconi. Se per ritagliarsi un ruolo è costretto a farsi espellere allora significa che il suo tempo politico è finito.

Guitto senza pubblico.