I protagonisti del giorno. Top e Flop del 27 gennaio 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

NICOLA ZINGARETTI

Mi hanno accusato di essere subalterno al Movimento Cinque Stelle, ma quello che sta succedendo non è così”. È un Nicola Zingaretti scatenato dopo la vittoria in Emilia Romagna. Ha ringraziato le Sardine, ha lodato Stefano Bonaccini, ma ha pure messo in evidenza il ruolo e il peso del Partito Democratico.

Nicola Zingaretti © Imagoeconomica, Sara Minelli

Dicendo: “Stiamo cambiando gli scenari e riorganizzando le forze. Ormai il bipolarismo è tra noi e la Lega. Salvini ha perso. I Cinque Stelle hanno aperto una discussione interna. Noi ripartiamo”. E ha fatto capire in modo chiarissimo ai Cinque Stelle che ora gli equilibri e i rapporti nel Governo cambieranno. Inevitabilmente. La prescrizione rappresenterà il primo test sui mutati rapporti di forza.

La difesa di Stalingrado (l’Emilia Romagna) rafforza in maniera decisiva la sua segreteria. Gladiatore. 

LE SARDINE

Sono scese in campo il 14 novembre. In poco più di due mesi sono state fondamentali per la vittoria in Emilia Romagna, fermando l’avanzata della Lega di Matteo Salvini, che sognava di issare la bandiera del Carroccio a Bologna.

Nel giorno del trionfo hanno diffuso un post nel quale non nominano Salvini, ma lo fanno letteralmente a pezzi. Usando un “voi” di grande impatto.

Le Sardine Andrea Garreffa e Mattia Santori Foto (c) Imagoeconomica / Marco Cremonesi

Hanno scritto i ragazzi guidati da Mattia Santori: “Avete toccato il fondo. Ci avete sminuiti, sbeffeggiati, attaccati, umiliati come cittadini e come elettori. Avete attaccato le donne… Avete suonato un campanello di troppo e chiesto uno “scusa” di meno. Ma alla fine avete perso. Nonostante la marea di soldi che continuiamo a non sapere da dove provengano».

Poi hanno accusato il Capitano di aver Strumentalizzato Bibbiano e Riace («dovreste chiedere permesso prima di entrarvi») e persino la morte del mito Kobe Bryant, la cui memoria «è stata associata a una candidata governatrice il giorno stesso del voto».

Per Romano Prodi il loro ruolo è stato determinante sul piano del coraggio. Spariranno per un po’ da televisioni e giornali. Ma saranno presenti nelle successive elezioni. Per dirla con Nanni Moretti: Non perdiamoci di vista.

FLOP

MATTEO SALVINI

Secondo errore gravissimo a distanza di pochi mesi. Prima l’uscita dal “Governo Conte uno” che alla fine ha avuto il solo effetto di far tornare il Partito Democratico protagonista. In Emilia Romagna ha impostato tutta la campagna elettorale su sé stesso, come fosse un referendum. Sbagliando tutto. Cosa ha ottenuto?

Matteo Salvini al citofono

La Lega ha preso 80.000 voti in più in Emilia Romagna, ma ha perso irrimediabilmente sul terreno del progetto politico. Ha perso a Bibbiano, ha perso il partito del citofono. Ha perso soprattutto nel confronto diretto con le Sardine, nelle piazze. Ha oscurato Lucia Borgonzoni e ha costretto tutto il centrodestra ad una sconfitta politica destinata a pesare moltissimo.

La spallata è andata vuoto, le elezioni politiche sono più lontane e la Lega gioca bene ma alla fine comincia a perdere qualche partita di troppo. Perdente di successo.

CINQUE STELLE

Annientati. In Emilia Romagna, ma anche in Calabria. In meno di due anni sono passati dal 34% al 6%. Se va bene. Ma soprattutto continuano a non rendersi conto che non riescono ad invertire la discesa. L’alleanza con la Lega ha portato al dimezzamento dei voti: dal 34% al 17% alle Europee.

Luigi Di Maio e Vito Crimi Foto © Imagoeconomica / Alvaro Padilla

Quindi Beppe Grillo li ha spinti all’alleanza con il Pd. Oggi le percentuali sono davvero imbarazzanti: dal 17% al 6%. Per i Cinque Stelle la stessa parabola dell’Uomo Qualunque di Giannini. Luigi Di Maio si è dimesso da capo politico nei giorni scorsi dopo una serie di disastri politici irripetibili. Oggi Vito Crimi, il nuovo capo, ha detto al Pd che gli equilibri non cambieranno. Come se dipendesse da lui.

Intanto Beppe Grillo e Davide Casaleggio sono scomparsi. Polvere di… stelle. 

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