I protagonisti del giorno. Top e Flop del 27 ottobre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ANSELMO ROTONDO

Il pranzo con i referenti di Fratelli d’Italia ha un enorme valore politico. Soprattutto perché il sindaco di Pontecorvo Anselmo Rotondo ha voluto che si sapesse. È tra i pochissimi amministratori di Forza Italia che da anni raggiunge risultati importanti sul territorio, infatti è stato appena riconfermato primo cittadino al termine di un confronto acceso e avvincente. (Leggi qui A pranzo con i Fratelli: Rotondo ci fa un pensiero).

Anselmo Rotondo

Ma adesso è amareggiato. O, per usare una sua espressione, “ora comincio ad averne le palle piene. Perché mai in 25 anni di militanza sono stato considerato per un ruolo politico. Che invece viene affidato ad altri…” È chiaro che Anselmo Rotondo abbia in mente una candidatura ‘pesante‘: come la Presidenza della Provincia o il Consiglio Regionale. Perché è innegabile che nel passato sia stato scelto e sostenuto dal Partito: quando è stato candidato come sindaco di Pontecorvo, quando è stato indicato ed appoggiato fino ad essere eletto Consigliere in Provincia. Chiaro allora che ora pensi ad altro e di più.

Un irripetibile incrocio di circostanze ora lo rende potenzialmente l’uomo giusto nel momento giusto. Perché la Lega non ha sindaci da candidare alla presidenza della Provincia, Forza Italia lo ha già indicato la volta scorsa, ora tocca a Fratelli d’Italia. E con chi era a tavola oggi Anselmo Rotondo?

Fra le altre cose, gli azzurri sembrano non considerare che già Alfredo Pallone, Antonello Iannarilli e Alessia Savo hanno preso la strada di Fratelli d’Italia. Anselmo Rotondo ha voluto evidenziare un malumore non isolato e che nasce da lontano .

Fratello maggiore.

FABRIZIO CRISTOFARI

Il presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Frosinone ha voluto sfatare diversi luoghi comuni di questa delicatissima fase della pandemia. Primo fra tutti che ci sarebbero meno malati gravi e che in generale fossero quasi tutti asintomatici. False entrambe le cose.

Cristofari ha dimostrato , dati alla mano, che così non è. E che invece negli ultimi giorni ci sono stati tanti pazienti che hanno avuto bisogno del ricovero in ospedale. E non sono meno gravi di quelli che arrivavano al Fabrizio Spaziani a marzo.

Foto: © A.S. Photo / Andrea Sellari

Poi, per far capire chiaramente che accà nisciun’ è fess’ ha detto che non saranno certo i medici a fare da parafulmine e da capri espiatori di una situazione che in tanti hanno sottovalutato. E che nessuno ha cercato di prevenire quando in estate l’Italia s’è completamente scordata delle bare di Bergamo, delle Terapie Intensive e dei moltissimi sanitari che hanno pagato con la vita o con la salute il fatto di stare in prima fila.

Si è perso il conto degli anni trascorsi da Fabrizio Cristofari come presidente dell’Ordine dei Medici. La conferenza stampa di queste ore fa capire il perché venga riconfermato ad ogni elezione. Non si tira mai indietro quando si tratta di difendere la categoria e di far capire che nessuno può pensare di strumentalizzare le situazioni per provare a nascondersi dietro i camici bianchi.

Medico in prima linea

FLOP

NICOLA OTTAVIANI

Vero è che nel Direttorio di Matteo Salvini ci sono talmente tante persone da annacquarne il peso politico ma proprio per questo stupisce che il sindaco di Frosinone ne sia rimasto fuori. Ed al suo posto invece sia presente il sindaco di Civitavecchia, città che nemmeno è capoluogo di provincia. (Leggi qui Nel Governo di Salvini non c’è spazio per Ottaviani).

Foto © Stefano Strani

Ma forse il dato va anche letto e interpretato in un’ottica di futuri collegi elettorali. Perché è chiaro che con 345 seggi in meno tra Camera e Senato ci sarà un collegio unico tra Frosinone e Latina. E nel direttorio c’è già Claudio Durigon a rappresentare il sud Lazio. Evidentemente è l’unico vero e insostituibile punto di riferimento del Capitano nel Basso Lazio.

Una considerazione dalla quale Nicola Ottaviani non può assolutamente prescindere perché significa che quando si tratterà di scegliere le candidature eleggibili l’ultima parola spetterà a Durigon.

Lontano dal fronte del Carroccio

MATTEO RENZI

Ormai ragiona soltanto in termini di dispetti come se fosse Gianburrasca e non un leader politico che pure ha lasciato qualche segno importante. Oggi ha detto che Italia Viva non è d’accordo con il Dpcm del semi lockdown e che quindi è pronta a mettersi di traverso.

Matteo Renzi © Imagoeconomica / Livio Anticoli

Se davvero oggi si tornasse alle urne con un sistema proporzionale con sbarramento al 5 % Matteo Renzi avrebbe serie difficoltà ad ottenere il quorum. E salta a piè pari la circostanza che i suoi gruppi parlamentari sono quelli eletti sotto il simbolo del Partito Democratico .

Se non era d’accordo con le misure del Dpcm perché non lo ha detto prima, cercando di cambiare il decreto senza andare per l’ennesima volta sul piano della politica a dispetto? È chiaro infatti che sta semplicemente cercando di cavalcare l’onda della protesta per ottenere qualche consenso in più.

Ma la cosa dalla quale non può prescindere è che ormai da anni in ogni benedetto sondaggio settimanale le percentuali di Italia Viva scendono inesorabilmente. Allora viene il dubbio: ma non è che alla fine Matteo Renzi vuole semplicemente dimostrare di esiste ancora?

Il fu Matteo Pascal

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