I protagonisti del giorno. Top e Flop del 29 luglio 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

NICOLA ZINGARETTI

NICOLA ZINGARETTI

L’articolo del vicedirettore dell’HuffingtonPost, Alessandro De Angelis, è un affresco di indiscezioni da realpolitk. In uno sfogo con i suoi, Nicola Zingaretti si è lasciato andare. Cosa non consueta per il Segretario. Ha detto che in questo governo “Non c’è politica sull’immigrazione, non c’è niente“. (leggi qui “Inadeguati su migranti e scuola”. Lo sfogo di Nicola Zingaretti)

E a chi gli ha chiesto i capitoli del niente, in privato ha pronunciato parole che, se dette in pubblico, sarebbero buone per aprire una crisi di Governo: “La politica sull’immigrazione non è solo una questione di repressione e sicurezza. Qui non c’è un’idea di politica economica, non c’è una politica estera, non c’è chi parla con i Comuni per la questione degli Sprar, non c’è un…

E su un tema delicatissimo come quello del ritorno a scuola per settembre, Nicola Zingaretti ha detto che si sta marciando senza una direzione , senza un programma vero e senza un progetto Paese.

Zingaretti, su questo capitolo, pensa che possa succedere un’ira di Dio

È il convincimento di un Segretario stufo di un tirare a campare. Stufo di un governo costruito e giustificato soltanto con la… paura. Paura di un possibile successo di Lega e Fratelli d’Italia alle elezioni politiche.

Nicola Zingaretti ha anche aggiunto “Ma magari si andasse a votare”. Perché alla fine il Pd in ogni caso avrebbe un ruolo perfino all’opposizione mentre i Cinque Stelle no. In sostanza ha voluto far capire ai suoi che andando avanti così la sconfitta politica sarà inevitabile e forse ingestibile.

Ultimo avviso ai naviganti.

ALIOSKA BACCARINI

Il sindaco di Fiuggi Alioska Baccarini © Valerio Portelli / Imagoeconomica

Il sindaco di Fiuggi ha saputo da un giornalista che nella città termale sarebbero arrivati 57 profughi, molti di quali minorenni, sbarcati a Lampedusa. Si è immediatamente attivato con i canali ufficiali della prefettura e della Asl ed ha avuto conferma.

I 57 nuovi arrivi prenderanno il posto di altri 78 immigrati che erano già ospitati in città e ora sono stati trasferiti in altri Comuni della Ciociaria. Nello stesso momento in cui il sindaco di Fiuggi si confrontava con il prefetto Ignazio Portelli, nelle altre prefetture del Lazio avvenivano incontri analoghi: a Latina, ad esempio, un lotto identico di migranti veniva sistemato alla ex RossiSud. Nelle prossime ore ci sarà un vertice al Viminale con tutti i prefetti.

Se c’è una città simbolo del turismo non solo ciociaro quella è Fiuggi. Alioska Baccarini si è fatto sentire con i dovuti modi e nelle sedi opportune quando sicuramente avrà avuto la tentazione di convocare una conferenza stampa e sbattere i pugni sul tavolo. Non per opporsi agli interessi nazionali o a logiche di solidarietà, ma magari per ricordare che accanto alle politiche di immigrazione dovrebbero esserci programmi per un rilancio turistico che invece non c’è.

E fatto da un sindaco di centrodestra, questo tipo di comportamento lo proietta nei protagonisti futuri della colizione.

Nervi saldi.

FLOP

GIUSEPPE CONTE

GIUSEPPE CONTE

Lo stato di emergenza per il Covid è stato prorogato fino al 15 ottobre e questo è normale e perfino giusto dal momento che la pandemia non è stata superata e che i casi continuano ad essere tanti, considerato il periodo estivo.

Quello che non si capisce invece è per quale motivo lo stato di emergenza non sia stato dichiarato fino a tutto il 2020 dal momento che la possibile tanto temuta seconda ondata autunnale potrebbe esserci per l’intero periodo successivo.

Siccome lo stato di emergenza attribuisce dei poteri speciali al Presidente del Consiglio su temi come la Scuola, la Sanità e la Sicurezza, viene il sospetto (in realtà fondato) che alla fine anche su un tema delicato come questo, a prevalere siano le considerazioni politiche e non le valutazioni dei comitati scientifici.

Giuseppe Conte ha fatto della precarietà politica la sua forza. E continua imperterrito.

Forrest Gump Forever

MASSIMO RUSPANDINI

Massimo Ruspandini © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

In politica le rendite di posizione non esistono. L’unica cosa che non si può dire è “io c’ero da prima“. Perché in politica non conta il tempo ma i voti. Se si commette questo errore, i conti alla fine non quadrano. Come sta avvenendo a quelli fatti dal senatore Massimo Ruspandini. Li aveva fatti senza un oste di lungo corso. Che si chiama Antonello Iannarilli. Peraltro suo ex Presidente della Provincia quando Ruspandini ricopriva l’incarico di assessore provinciale alla Cultura.

In Fratelli d’Italia non c’è molto da discutere: comanda Giorgia Meloni. Però i posizionamenti sono importanti. E allora Antonello Iannarilli, con un autentico blitz, ha deciso di accasarsi nell’area di Francesco Lollobrigida. Cioè la stessa in cui milita da anni il senatore Ruspandini. Mandandogli così all’aria, anni di calcoli e di equilibri. Soprattutto in vista delle prossime candidature.

Quanto Iannarilli era accasermato nelle file di Fabio Rampelli, il gioco era semplice: l’ex presidente candidato in quota Rampelli, mentre uno Ruspandini sarebbe stato l’apripista sul quale concentrare i voti; Iannarilli avrebbe fatto da simpatico portatore di acqua e quorum.

Ma con questo cambio di schieramento salta tutto lo schema: chi sarà il candidato dell’area Lollobrigida visto che ora anche Iannarilli ne fa parte? Soprattutto alle Regionali . Ma c’è un’altra considerazione da fare: come farà Massimo Ruspandini a non sostenere con i suoi voti nei singoli Comuni una eventuale candidatua di Iannarilli alla Pisana? Senza far incazzare il… Fratello maggiore Lollobrigida?

Spiazzato e incastrato

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