I protagonisti del giorno. Top e Flop del 29 maggio 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

SERGIO MATTARELLA

Quaranta anni fa veniva ucciso Walter Tobagi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto di ricordarlo con un articolo sul Corriere della Sera. Così: «Walter Tobagi fu ucciso barbaramente perché rappresentava ciò che i brigatisti negavano e volevano cancellare».

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

«Era un giornalista libero, che indagava la realtà oltre stereotipi e pregiudizi, e i terroristi non tolleravano narrazioni diverse da quelle del loro schematismo ideologico. Era un democratico, un riformatore, e questo risultava insopportabile al fanatismo estremista. Era un uomo coraggioso che sentiva il dovere di difendere i valori costituzionali: proprio questa sua coerenza lo ha portato a esporsi e a divenire bersaglio di una violenza la cui disumanità non si attenua con il passare degli anni».

Tobagi fu ucciso da un commando del gruppo terroristico della Brigata XXVIII marzo. Era un giornalista coraggioso, intenzionato ad andare sempre fino in fondo. La sua figura ricorda ancora oggi la grandezza di una professione che in troppi vorrebbero archiviare e disinnescare. Il Capo dello Stato ha voluto dimostrare il contrario. Ricordando l’uomo e il giornalista.

Non sbaglia un colpo.

VINCENZO SPADAFORA

La ripartenza del calcio è un messaggio di speranza per tutto il Paese. Non era semplice e neppure scontato. Non era nemmeno semplice. Merito di un lavoro congiunto, ma merito soprattutto del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

Vincenzo Spadafora

Che infatti ha spiegato: «Come abbiamo detto dal primo momento, oggi l’Italia sta ripartendo ed è giusto che riparta anche il calcio, perché ci sono tutte le condizioni di sicurezza e perché è arrivato l’ok del Cts. Inoltre, oggi il ministro Gualtieri ha firmato in tempo record il decreto per i 230 milioni del bonus che erogheremo ai lavoratori sportivi per i mesi di aprile e maggio, ma anche per il sostegno a fondo perduto per le associazioni e le società sportive dilettantistiche che stanno soffrendo».

«Mi piace ricordare quello che è stato da sempre il mio auspicio, ovvero che potesse ripartire tutto il mondo dello sport appena le condizioni sanitarie lo avessero consentito. Oggi smentiamo le storielle secondo cui il Governo e il sottoscritto avremmo avuto dei dubbi nel rispettare l’importanza del calcio. In realtà abbiamo lavorato tanto per garantire tutti e far ripartire lo sport in sicurezza». Previsto anche sia un piano B, cioè play-off e play-out, che un piano C, cioè la cristallizzazione della classifica. Il ministro ha vinto la partita.

Gol pesantissimo.

FLOP

GIANFRANCA TESAURO

Gianfranca Tesauro, vicesindaca di Cologno Monzese, indossa una mascherina nera cola scritta “boia chi molla”. Ha detto che si tratta «di un’esortazione per la ripresa, non diverso dai “Non mollare” o “Ce la faremo” che si vedono così spesso in questi giorni». In realtà “Boia chi molla” fu adottato dai fascisti, prima e durante il periodo della Repubblica di Salò.

Poi però Gianfranca Tesauro, a proposito di quelle mascherine,ha dichiarato a La Repubblica: «Girano a Cologno da più di un mese e non avevano mai dato fastidio a nessuno finora».

«Non è la prima volta che mi accusano di essere fascista, mentre io credo di essere una persona democratica che ascolta tutti, comprese le associazioni di sinistra più vicine ai centri sociali, dato che reputo lodevoli tutti i gruppi di volontariato. Non ha senso parlare di fascismo perché viviamo in una democrazia e tutti possono esprimere le proprie opinioni. Certo, se essere fascista significa essere contrapposti all’ideologia comunista, allora mi si chiami fascista, ma io preferisco definirmi una donna orgogliosamente di destra».

Lapsus freudiano.

BEPPE GRILLO

Mai avrebbe pensato di essere giubilato da Luigi Di Maio. Invece è andata così. Perché il ministro degli esteri, nel corso della registrazione de “L’Intervista” di Maurizio Costanzo, in onda su Canale 5, ha detto: «Il silenzio di Beppe Grillo lo interpreto come rispetto verso una creatura che ha imparato a camminare con le sue gambe».

Beppe Grillo © Imagoeconomica, Daniele Scudieri

Beppe Grillo è sparito non soltanto dalla vita politica ma soprattutto dai Cinque Stelle. Le ha provate tutte: Vito Crimi capo politico, ritorno di Alessandro Di Battista e tutto il resto. Invece alla fine perfino la possibile ricandidaturaa sindaco di Virginia Raggi e Chiara Appendino passa da Luigi Di Maio.

Archiviato.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright