I protagonisti del giorno. Top e Flop del 3 dicembre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

CLAUDIO FAZZONE

Ha fiutato subito l’aria e compreso al volo dove stesse andando la crisi politica a Formia: verso una deriva capace di far affondare l’intero centrodestra unitario in provincia di Latina, impegnato proprio in queste ore per individuare il candidato unico alle elezioni comunali nel capoluogo pontino. (Leggi qui Fazzone imposta la rotta: niente soccorsi a Paola Villa).

Per questo è intervenuto subito: con fermezza ma anche con garbo, senza sconfessare il suo coordinatore comunale di Formia ma correggendo la rotta di quel tanto che basta a far approdare il dibattito nella direzione opposta a quella impostata. (Leggi qui In aiuto del sindaco Villa si muove Forza Italia).

Claudio Fazzone ed Eleonora Zangrillo

Ha detto che: 1. Forza Italia non farà da scialuppa alla sindaca dimissionaria Paola Villa. 2. Si muoverà in maniera unitaria con il centrodestra alla ricerca di un candidato comune da schierare alle prossime elezioni, mettendo riparo alle due fratture registrate nella coalizione sia nel 2013 che nel 2018.

Ancora una volta Claudio Fazzone dimostra che in politica bisogna essere prima autorevoli e poi, eventualmente, autoritari quanto basta. Ha tutelato la sua capogruppo ma corretto l’impostazione. Allo stesso tempo ha spostato il caso Formia su una dimensione provinciale e regionale.

È quello il livello adeguato. Lo ha capito anche un’altra vecchia volpe: l’ex sindaco Pd Sandro Bartolomeo che già ieri aveva incontrato il Segretario provinciale Dem Claudio Moscardelli.

Solo sprovincializzando il quadro politico di Formia, superando i suoi limiti, sarà possibile offrire alla città una governance adeguata. Proposta che alle scorse elezioni non c’è stata: lo hanno detto gli elettori, preferendo una candidata del tutto sganciata dalla politica, ritenendola migliore della proposta fatta dai Partiti. Ma anche – hanno detto poi i fatti – dalla realtà amministrativa delle cose. Imboccando una via senza uscita culminata con le dimissioni.

L’intervento di Claudio Fazzone sul suo Coordinatore alza il livello ed è un primo passo.

Come Agnelli con il Trap.

IGNAZIO PORTELLI

A prescindere dal fatto di cronaca. A parte l’interdittiva antimafia firmata nelle ore corse a carico della Pigliacelli Autotrasporti SpA. Il prefetto Ignazio Portelli facendo semplicemente il suo lavoro sta ricordando a tutti che lo Stato esiste ancora ed è pure presente sul territorio. E non sono ammesse zone d’ombra.

Ignazio Portelli Foto © Rocco Pettini / Imagoeconomica

Ha dimostrato di avere nessun timore reverenziale nei confronti di veri pezzi della storia imprenditoriale del territorio. E questo rende ancora più autorevole la sua iniziativa. Ancora più forte il segnale dato dallo Stato.

L’interdittiva non è un’accusa di mafia, non è un procedimento penale: è un modo con il quale lo Stato dice: non ci piacciono gli amici ed i parenti delle persone che la tua azienda frequenta, per questo non vogliamo che tu partecipi a gare dello Stato o suoi enti.

Un provvedimento che dice con chiarezza come non ci siano margini di ambiguità. Perché le infiltrazioni iniziano proprio in questo modo, con un abbraccio avvolgente, come se si fosse tra amici, con una spuerficie ed una patina di apparente legalità.

Meglio allora mettere subito le cose in chiaro.

Silente e potente.

FLOP

MARCELLO PIGLIACELLI

Non è un camorrista. E nemmeno frequenta camorristi. Neppure fa affari con i camorristi. Ma con loro amici, parenti più o meno alla lontana, contigui ed affini… beh con qualcuno di loro si. Non lascia spazio per interpretazioni, l’interdittiva antimafia firmata in queste ore dal prefetto Ignazio Portelli per la Pigliacelli Trasporti SpA una delle aziende storiche del territorio.

Marcello Pigliacelli

Con dignità, a chi glielo ha domandato, Marcello Pigliacelli ha risposto: “per noi parla la nostra storia”. Assicurando che si tratta di un equivoco.

Mettendo da parte gli aspetti investigativi ed amministrativi, confidando nel fatto che l’equivoco venga chiarito al più presto: c’è un aspetto che va sottolineato. Ed è: non esistono zone d’ombra, si sta o con lo Stato o con i nemici dello Stato.

Premesso e ribadito che i Pigliacelli non sono camorristi né hanno a che fare con camorristi, un’azienda di questo livello non può permettersi che nemmeno per errore un parente o un affine o un famiglio di un delinquente si possa accostare al loro nome.

Siccome nessuno dei frequentatori di queste pagine è stato educato nel convento delle Orsoline: gestire la logistica in tutta l’Italia, frequentare porti e magazzini (che in Italia come nel resto del mondo non sono ritrovi per educande) impone rigore e cautele totali. Assoluti.

Perché alla minima licenza che ci si concede c’è il rischio di trovarsi lungo la strada prefetti alla Ignazio Portelli: servitori dello Stato come tanti ce ne sono nel Paese. Pronti a ricordare che si sta da una sola parte.

Dimmi con chi vai…

ENZO SALERA – MARIO ABBRUZZESE

In altri tempi sarebbero saliti sulle barricate per rivendicare il diritto di Cassino e dell’intero cassinate ad avere un suo collegio elettorale. Autonomo. Invece, davanti alla nuova mappa disegnata dal Governo, tutti sono rimasti muti e rassegnati. (Leggi qui Dieci parlamentari se va bene e da dividere in due).

Enzo Salera. Foto © Alessia Mastropietro / Imagoeconomica

Eppure il cassinate è stato inserito nel collegio di Terracina, dominato dalla componente pontina. Nessun politico di Cassino potrà ambire a diventare deputato o senatore. (Leggi qui Cassino senza difensori, ora è davvero tornata Martire).

Il sindaco di Cassino ha il dovere morale di guidare questa battaglia politica: mobilitando il suo Partito, riunendo ad oltranza il Consiglio Comunale, avviando una petizione popolare fosse anche on line per evitare la diffusione dei contagi. Nulla di tutto questo è stato fatto.

Non è solo. A Cassino c’è ancora un Coordinatore regionale di Partito che è stato presidente del Consiglio Regionale del Lazio ed è attualmente Consigliere comunale di minoranza. Il Partito di Mario Abbruzzese sta all’opposizione anche del Governo, cioè quello che sta mettendo a punto la riforma dei collegi.

Avrebbe un doppio motivo per attaccare. Invece nulla. Nemmeno una live su Facebook.

Arresi prima di combattere.

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