I protagonisti del giorno. Top e Flop del 30 aprile 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

MAURIZIO STIRPE

Confidustria ha cambiato rotta, eleggendo come presidente il lombardo Carlo Bonomi ed accantonando così il periodo ritenuto da molti iscritti troppo ‘romano‘: cioè piegato sulle logiche di lobby e sui bizantinismi del confronto politico. C’è un nuovo baricentro nelle politiche industriali ed è quello lombardo-veneto-emiliano: il triangolo nel quale è concentrata la stragrande maggioranza della produzione italiana. Maurizio Stirpe è ancora al tavolo della presidenza con il ruolo di vice e con la delicata delega al Lavoro.

Maurizio Stirpe

Il segnale inviato dagli industriali è chiaro: il nuovo esecutivo di Confindustria sarà più incisivo nel rivendicare il ruolo della categoria, che ha pagato larga parte del prezzo di questo lockdown nazionale. È sufficiente leggere i nomi che compongo la squadra di presidenza: avere deciso di puntare sul manifatturiero significa che la produzione più che la finanza saranno centrali nel prossimo futuro delle politiche industriali perseguite da Confindustria.

Il fatto che Maurizio Stirpe sia ancora in squadra, uno dei pochi superstiti della formazione di Vincenzo Boccia, è una conferma del suo ruolo, del suo peso e di quello di Unindustria (l’unione degli industriali del Lazio). Il tutto nonostante il suo pragmatismo e la sua inclinazione ad essere diretto oltre ogni misura. Anzi, è rimasto lì proprio per quello.

Il vice presidente scomodo.

ILARIA CAPUA

Nel clima di ingiustificato “negazionismo del virus”, la virologa Ilaria Capua, direttrice della One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, ha ricordato che nessuno può escludere una seconda ondata.

Ilaria Capua © Imagoeconomica / Sara Minelli

Ha detto la scienziata: «Questo virus lo conosciamo pochissimo. Quello che possiamo dire lo facciamo sulla base di quello abbiamo visto in passato, quindi quando un virus si endemizza in una popolazione, fino a quando il rapporto tra circolazione virale e immunità di gregge non si equilibra si continueranno ad avere dei casi».

Con la concretezza che l’ha sempre contraddistinta ha indicato cosa accadrà, con ogni probabilità, nei prossimi mesi. «Durante la tarda primavera e l’estate ci saranno alcuni casi, che mi auguro non saranno numericamente così rilevanti da ingorgare gli ospedali, mentre a settembre sarebbe opportuno partire con un piano di preparazione alla seconda ondata, che potrebbe avvenire».

«Come si fa a contenere una nuova ondata? Rispettando le misure di distanziamento sociale e di igiene. Fino a quando non si sarà stabilizzata la situazione epidemiologica, le persone anziane dovranno mettere loro stesse meno a rischio e quindi ridurre quelle attività che sono a rischio».

Secondo numerosi “apprendisti scienziati”, invece, il Coronavirus ormai è finito.

Meno male che c’è la Capua.

ANDREA ORLANDO

Capolavoro politico del vicesegretario del Pd. Ha detto: «Noi sosteniamo il governo non perché siamo in maggioranza ma per il ruolo che abbiamo. In questo momento lacerazioni, polemiche, ipotesi di manovre non soltanto non servono alle istituzioni ma disorientano un popolo già spaventato“.

Andrea Orlando, Vice segretario del PD

Siccome sappiamo che non ci sono i soldi del monopoli, un Paese che è costretto ad emettere debito deve essere credibile. Lo spread è una tassa sugli slogan e sulle stupidaggini che si dicono, più ci sono e più il prezzo da pagare sarà alto. Guai autocensurarsi ma guai se non sappiamo misurare le parole».

Esegesi del testo. Andrea Orlando ha detto a nome del Pd (noi) che la priorità è il “ruolo” non il fare parte della maggioranza. L’Italia non può permettersi crisi in questo momento. Ma quello che stanno facendo sia il presidente del consiglio Giuseppe Conte che il Movimento Cinque Stelle non piace ai Democrat.

Il riferimento allo spread è un attacco alla Destra sovranista e populista (Lega e Fratelli d’Italia), che vuole uscire dall’Europa. E per questo non potrà ambire a governare l’Italia.

Due piccioni con una fava.

FLOP

MATTEO RENZI

Nel dibattito al Senato ha detto così: «Il Coronavirus è una bestia terribile che ha fatto 30mila morti nel modo più vigliacco ma noi non siamo dalla parte del Coronavirus quando diciamo di riaprire, onoriamo quei morti. La gente di Bergamo e Brescia che non c’è più, se potesse parlare ci direbbe di riaprire».

Matteo Renzi © Imagoeconomica / Sara Minelli

Parliamo di Matteo Renzi, leader di Italia Viva. Sui social le prese di distanza sono fioccate.

Ma la risposta più importante è arrivata dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, peraltro amico di Renzi. Ha dichiarato: «Mi pare un’uscita a dir poco infelice. Se Renzi voleva rendere omaggio ai nostri morti, il modo è decisamente quello sbagliato».

«Immagino che il leader di Italia Viva volesse sottolineare l’attaccamento al lavoro della gente di Bergamo e di Brescia. Ma sostenere che le vittime del virus, se potessero parlare, “vorrebbero” oggi la riapertura appare purtroppo stonato e strumentale. Sono certo che Renzi ha pieno rispetto del dolore di queste province: quella pronunciata al Senato è però una frase decisamente fuori luogo».

Matteo Renzi prosegue nel solito modo: grandi intuizioni e scivolate storiche.

Più croce che delizia.

LUCA ZAIA

Nel contrasto al Coronavirus il Governatore del Veneto è stato tra i più bravi. Forse il più bravo. Ma oggi al quotidiano L’Arena Luca Zaia ha dichiarato: «Non ho percezione di un “fuoco amico” di Salvini, ma confermo la volontà di andare a votare a luglio. Ed è la posizione di tutta la Conferenza delle Regioni”.

Luca Zaia

Votare a ottobre-novembre la vedo più rischiosa, anche perchè l’Oms prevede una recrudescenza del virus, con rischio di non andare più a votare. I cittadini hanno un unico strumento, ed è meglio pagare lo stipendio a chi è eletto, non a chi è prorogato».

Intanto è parte in causa, perché anche il Veneto deve andare al voto. Ma se non esclude una recrudescenza del virus in autunno, perché a luglio dovrebbe essere scomparso (il virus)? Non è che se si andasse alle urne ora Zaia potrebbe avvalersi dell’ottimo lavoro fatto?

Pro domo sua.

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