I protagonisti del giorno. Top e Flop del 30 giugno 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

LUCIO MIGLIORELLI

Una conferma con il 76% dei voti non era preventivabile neppure dal più sfrenato degli ottimisti. Ma la percentuale non è frutto del caso. In questi tre anni Lucio Migliorelli non ha lavorato solo per governare la Saf ma anche per armonizzare il rapporto tra i sindaci e la loro società, progettare un futuro più green, realizzare una gestione più conveniente. (leggi qui Saf, plebiscito per Migliorelli: confermato con un solo voto contro).

La vera notizia del giorno è che fino ad oggi mai in una riunione della Saf erano state assenti le polemiche ideologiche: quelle relative a problemi che nulla c’entrano con la Società Ambiente Frosinone. Invece, oggi nessuna traccia di comitati, associazioni ambientaliste (o presunte tali), gruppi a difesa dei castori o dei cincillà. Migliorelli è riuscito anche in questo miracolo: disinnescando, in questi tre anni, qualsiasi possibile fonte di protesta nei confronti della ‘sua’ società.

Cresciuto politicamente sotto l’ala di Francesco de Angelis, Lucio Migliorelli nel tempo è diventato una specie di Frankenstein dell’Ambiente: un mostro che composto da un pezzo di Commercialista abile nei bilanci e nella gestione, un pezzo di capo segreteria all’Ambiente in Regione, un pezzo di Segretario politico provinciale dei Ds. È stato tutto questo e tutto questo ha concentrato nella sua funzione.

È uno degli allievi migliori nella scuola politica del presidente Asi. Un comunista democristiano.

Standing ovation.

DE ANGELIS – QUADRINI

L’asse Pd Forza Italia è scattato ancora ma in modo asimmetrico. Francesco De Angelis è rimasto dietro le quinte, anche perché non ha alcun bisogno di dimostrare che è lui l’unico ‘comandante’ del Partito Democratico.

Francesco De Angelis

Sapeva che in un contesto così trasversale la sua presenza poteva essere ingombrante, anche per Lucio Migliorelli.

Ma siccome è abituato al risultato, ha fatto credere agli altri di essere rimasto in disparte. Invece ha determinato lo scenario. C’è lui dietro la silenziosa trattativa che ha messo al sicuro l’elezione di Migliorelli. Il presidente uscente della Saf non correva rischio sotto il profilo dei risultati tecnici. Ma una nomina è pur sempre un terreno per le imboscate politiche. De Angelis ha voluto assicurarsi che la via per la rielezione fosse libera.

Diversamente Gianluca Quadrini vice coordinatore regionale di Forza Italia aveva l’esigenza opposta: far notare la sua ingombrante presenza politica. Perché ultimamente non è sempre stato sintonizzato sulla lunghezza d’onda di Claudio Fazzone ed anche i sindaci di Forza Italia vanno spesso in ordine sparso. Lui però aveva un solo sindaco al quale affidare la linea politica: Anselmo Rotondo e così ha fatto. Portando a casa il risultato.

Il cannibale ed il bulimico.

FLOP

LIBERO MAZZAROPPI

Il sindaco di Aquino è stato l’unico a votare contro l’elezione bis di Lucio Migliorelli. Nelle settimane scorse aveva assunto una posizione di contrapposizione anche durante l’assemblea per l’elezione di Marco Delle Cese alla presidenza dell Cosilam.

Il paradosso è che Mazzaroppi è un sindaco del Pd, nella scorsa tornata è stato componente della Consulta dei sindaci proprio su designazione del Partito. Quel Pd con il quale a lungo ha avuto interlocuzione.

Libero Mazzaroppi

Poi qualcosa si è inceppato. Come dimostrano i voti per le Primarie con cui eleggere il segretario regionale Bruno Astorre: zero partecipanti ad Aquino. Chiaro segnale di chiusura a De Angelis accusato da Mazzaroppi di avergli nominato un commissario per il Circolo Pd senza averlo consultato. Quindi l’abbraccio a Matteo Orfini, l’incontro a Roma ed il pranzo alle Valli di Aquino con l’ex presidente nazionale del Partito.

Ma all’atto pratico, tutto questo ha prodotto il nulla. Non la nascita di una nuova componente interna al Pd, non la creazione di un fronte compatto dei sindaci. Mazzaroppi è rimasto solo: tanto nella votazione Cosilam quanto in quella per la presidenza Saf.

Il paradosso p che oggi il sindaco di Aquino ha tessuto le lodi del suo collega Nicola Ottaviani. Particolare non trascurabile: Ottaviani è della Lega.

Ma è la motivazione del suo No all’elezione bis di Migliorelli che lascia riflettere: la contrarietà al trattamento dei rifiuti di Roma. Senza i quali le bollette Tarsu per i cittadini ciociari lieviterebbero: una parte considerevole dei costi Saf vengono infatti ammortizzati con le lavorazioni fatte per il Comune di Roma.

Un giorno di ordinaria solitudine politica.

NICOLA OTTAVIANI

Il sindaco di Frosinone è come Messi in una squadra che lotta per non retrocedere. Oggi è stato bravissimo durante l’assemblea dei sindaci ad illustrare la linea a nome della Lega. Vale a dire che la Saf a suo giudizio ha perso quella connotazione pubblica che ne ha contraddistinto la nascita per andare su un terreno legittimo ma diverso. Quello del profitto. Che passa anche dalla lavorazione dei rifiuti di Roma.

Nicola Ottaviani (Lega) © Stefano Strani

Il problema però è che la Lega non ha le truppe nelle assemblee dei sindaci. E questo ha finito con il far ritrovare isolata la posizione espressa da Nicola Ottaviani. Al punto che nemmeno i sindaci della Lega hanno votato contro l’elezione bis di Migliorelli, preferendo astenersi.

C’è di più: la gestione di questi anni ha fatto si che il Carroccio non abbia alcuna voce in capitolo nella coalizione di centrodestra in provincia di Frosinone. Tanto è vero che Forza Italia fa quello che vuole E Fratelli d’Italia pure.

La conclusione è che se non riuscirà a cambiare il peso specifico della Lega nei processi decisionali di questo territorio, Nicola Ottaviani è destinato a rimanere uno splendido solista.

Senza squadra.

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