I protagonisti del giorno. Top e Flop del 4 dicembre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MAURO BUSCHINI

È stato lui ad annunciare ieri l’inizio delle operazioni di bonifica della discarica di via Le Lame, l’ecomostro che campeggia nel mezzo dell’area industriale di Frosinone come monumento  dell’inquinamento della Valle del Sacco.

La discarica di Via Le Lame a Frosinone

Il presidente del consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini ha spiegato come lo stanziamento di 10,8 milioni di euro da parte della Regione rappresentano il passo fondamentale per avviare un’operazione che non è esagerato definire storica. Naturalmente sul piano operativo c’è la firma del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dell’assessore Massimiliano Valeriani. Ma c’è la regia di Mauro Buschini, che si è levato lo “sfizio” di fare un annuncio del genere nel Comune guidato dal sindaco leghista Nicola Ottaviani.

Sarà un percorso lungo, fatto di quattro tappe, ma fondamentale per andate perfino oltre la bonifica di un sito che ha inquinato l’ambiente come pochi altri. In realtà la bonifica di quel sito sarà anche un passaggio obbligato per dare una svolta sul piano economico e degli investimenti. Come ha voluto ribadire il presidente del Consorzio Asi Francesco De Angelis.

Mauro Buschini si conferma l’uomo emergente del Partito Democratico in provincia di Frosinone. L’annuncio di ieri è pure un guanto di sfida (culturale) al centrodestra e a Nicola Ottaviani. Lanciato nel Comune di Frosinone.

Gramsciano.

LUIGI VACANA

L’aveva pensato nei mesi scorsi, lo ha realizzato nel giorno più emblematico dicendo che bisognerà continuare a lavorare anche in tutti gli altri giorni dell’anno: il vice presidente della Provincia Luigi Vacana ha dato vita alla Consulta Provinciale delle Disabilità, in concomitanza con la ‘Giornata internazionale delle persone con Disabilità’.

Il presidente Pompeo ed il vice presidente Vacana

È uno strumento con il quale non fermarsi alle chiacchiere. Come scopo ha il pieno esercizio e la tutela dei diritti dei disabili fisici, psichici, cognitivo – relazionali ed emotivi. In pratica, di tutti quelli che ancora oggi non vengono integrati a pieno titolo nella collettività ma mentalmente vengono scaricati a degli inesistenti servizi che dovrebbero occuparsi di loro.

La Consulta serve ad abolire le distanze, fare in modo che ci sia finalmente un coordinamento tra associazioni, cooperative sociali, enti, amministrazioni pubbliche, comunità e gruppi che si occupano della disabilità. Per arrivare ad una sintesi ed evitare che buona parte delle loro energie venga consumata solo nel denunciare ciò che non va.

Il fatto che la culla sia stata la Provincia è un segnale non solo di attenzione ma anche di consapevolezza del problema. Di fronte al quale ora non si potrà più fare finta di niente.

Oltretutto molti di loro non votano.

MASSIMO RUSPANDINI

Nel giorno in cui è risultato positivo al Covid (auguri di pronta guarigione), l’intervista di Francesco Boezi su Alessioporcu.it rende chiarissima la lucidità delle scelte effettuate dal senatore Massimo Ruspandini. (Leggi qui I segreti dei Fratelli: la guida per capire cosa accade in FdI).

Meloni tra Del Brocco e Ruspandini

Il libro di Boezi si chiama Fenomeno Meloni e parla di quella che è la “generazione Atreju”, senza la quale Fratelli d’Italia oggi non sarebbe il terzo Partito italiano. Peraltro in ascesa. La spiegazione è semplice: Massimo Ruspandini è stato con Giorgia Meloni dall’inizio, da quando la vedevano come un oggetto misterioso nell’universo del Pdl dominato da Forza Italia di Silvio Berlusconi.

La “generazione Atreju” si fonda sul lavoro e sulla militanza di Gioventù Nazionale. È quell’impegno quotidiano che ha fatto la differenza nel momento decisivo. Naturalmente non può bastare e infatti adesso Fratelli d’Italia si sta aprendo all’esterno, anche a chi proviene da altri Partiti. Ma la Ciociaria è entrata dalla porta principale nel Fenomeno Meloni.

Questo ha consentito a Massimo Ruspandini non soltanto di essere eletto senatore, ma anche di far crescere quella che lui stesso ha più volte definito i ragazzi della “cantera”. Nella vita dei politici ci sono dei momenti decisivi. Nel momento topico Massimo Ruspandini ha scelto la strada giusta.

Cogli l’attimo.

FLOP

BERLUSCONI-TAJANI

La giravolta senza rete sul Mes è davvero la negazione di quelli che sono stati tutti i principi liberali ed economici di Forza Italia. In tutti questi anni Silvio Berlusconi ha abituato il Paese ad una serie di folgorazioni clamorose. Basterebbe la scena del sostegno al governo di Enrico Letta (dopo aver annunciato la sfiducia) a racchiudere tutto.

Antonio Tajani con Silvio Berlusconi Foto © Daina Le Lardic / Imagoeconomica

Berlusconi ha detto che sul Mes Forza Italia voterà contro. Il fondatore degli “azzurri” si è semplicemente adeguato alla linea di Matteo Salvini, mettendosi sull’attenti.

La posizione di Silvio Berlusconi ha creato stupore e imbarazzo nel Partito Popolare Italiano e qui entra in gioco Antonio Tajani. Il quale nella sua lunghissima e prestigiosa carriera politica mai ha osato dissentire dalla linea di Berlusconi. Questo è sicuramente un segnale di coerenza e fedeltà. Ma stavolta è diverso, perché Antonio Tajani è il vicepresidente pure del Ppe.

Inoltre tanti esponenti di Forza Italia non voteranno no. Per esempio Renato Brunetta. E molto probabilmente andranno via. Con la loro presa di posizione Silvio Berlusconi e Antonio Tajani hanno dimostrato che in questa fase storica Forza Italia non è interessata ai consensi, ma alla sopravvivenza di una parte limitata di classe dirigente.

Soli nella torre d’avorio.

MATTEO SALVINI

Nel momento in cui il Paese dovrebbe unirsi per evitare che la pandemia lo travolga definitivamente, il leader della Lega (il primo Partito italiano secondo i sondaggi) dimostra di essere divisivo e populista.

Matteo Salvini Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Prima ribadisce che chi vota il Mes non sarà più compagno di viaggio della Lega (costringendo Berlusconi ad un imbarazzante dietrofront), poi attacca il Dpcm del Governo, che ha scelto la linea rigida per le festività natalizie. Rispolverando la solita retorica che non si deve entrare nelle case degli italiani, che non si possono separare i nonni dai nipoti e altre cose di questo genere.

Il Coronavirus ha contagiato un italiano su 36 e oggi sono stati sfiorati i 1.000 morti. Inoltre, quello che si fa finta di non capire è che mai potrà essere rilancio economico se prima non sarà stata domata l’emergenza sanitaria. L’Italia sarà chiamata ad uno sforzo gigantesco per vaccinare una parte enorme di popolazione. Un leader politico che si prepara a governare farebbe prevalere il senso istituzionale all’obiettivo di breve termine.

Ma non Matteo Salvini, che probabilmente si rende conto che più passa il tempo più rischia di perdere la leadership del centrodestra. Poteva decidere di dare un segnale di maturità istituzionale, anche all’Europa. Invece ha scelto la polemica demagogica.

Selfie for ever.

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