I protagonisti del giorno. Top e Flop del 5 dicembre 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

MASSIMILIANO SMERIGLIO

Un nuovo soggetto politico che va a rafforzare il Partito Democratico da sinistra. Con un nome che ha un peso enorme nella storia, non soltanto politica, italiana: Liberazione. Come ha rivelato il sito AlessioPorcu.it ci sta lavorando da mesi l’europarlamentare Massimiliano Smeriglio, ex vicepresidente della Regione Lazio e ideologo di Piazza Grande di Nicola Zingaretti. (leggi qui Smeriglio, un nuovo movimento per rinforzare il Pd da sinistra).

Massimiliano Smeriglio © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

L’obiettivo evidente è quello di limitare il peso di Italia Viva di Matteo Renzi e di Azione di Carlo Calenda, specialmente in prospettiva. Ma come tutte le operazioni politiche di Smeriglio c’è anche una matrice culturale e sociale non indifferente. Oggi il Pd non riesce a parlare ad una fetta tradizionale del suo elettorato storico. Con gli operai per esempio. O con la scuola.

Massimiliano Smeriglio ha informato Zingaretti del suo progetto, che porterà avanti con la determinazione che lo contraddistingue. Egemonia gramsciana.

SERGIO MATTARELLA

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato un decreto di concessione della grazia in favore di Umberto Bossi. Quello del Quirinale è un atto di clemenza individuale, che ha riguardato la pena detentiva ancora da espiare (un anno di reclusione) inflitta al Senatur per il delitto di offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica: il cosiddetto vilipendio disciplinato dall’articolo 278 del codice penale.

Sergio Mattarella

L’episodio è datato 29 dicembre del 2011: durante un comizio ad Albino, in provincia di Bergamo, dove era un corso l’appuntamento invernale della Lega, Bossi apostrofò l’allora Capo dello Stato Giorgio Napolitano «terùn», facendo il gesto delle corna. Nel settembre del 2018 quel gesto era costato a Bossi la condanna a un anno da parte della Cassazione. A scatenare l’ira di Bossi era stata la nascita del Governo Monti.

Mattarella ha firmato la grazia. Un gesto nobile e di superiorità istituzionale più che politica. Potere assoluto.

FLOP

CLAUDIO BORGHI

Claudio Borghi, parlamentare della Lega, presidente della commissione Bilancio della Camera, è insieme a Bagnai uno dei più influenti esponenti del Carroccio in materia di politica economica.

Claudio Borghi

Ospite di Agorà su Rai3, a proposito dell’uscita dalla moneta unica, Claudio Borghi ha detto: “Io penso sia in ogni caso un argomento. È vietato presentare e rappresentare le istanze di un 25% di persone? Io penso sia un dovere. Poi per far qualsiasi cosa ci vuole la maggioranza”. Poi ha aggiunto: “C’era un accordo di governo che noi avevamo firmato per non parlarne ma nessun argomento può essere tabù”.

La frittata è fatta e si scatena il pandemonio. I ministri Gualtieri e Amendola insorgono, il Pd attacca. Matteo Renzi, leader di Italia Viva, twitta: “Tutte le volte che ho dubbi su questo governo e sulla mia decisione di agosto arriva Borghi e mi ricorda che cosa rischiavamo: far uscire l’Italia dall’Euro. Irresponsabili”.

Deve intervenire il Capitano Matteo Salvini: “Nessuna uscita dall’euro o dall’Europa, la Lega vuole solo fermare un governo che mette a rischio la democrazia, la sovranità e i risparmi degli italiani”. Borghi prova una precipitosa marcia indietro: “Sono sciocchezze e patetici tentativi di confondere gli italiani per camuffare il fatto che sia stato dato l’ennesimo via libera contro il mandato del Parlamento al Mes”.

In pochi secondi ha annullato mesi di lavoro di Salvini di provare ad accreditarsi in Europa. Maldestro.

VIRGINIA RAGGI

La notizia l’ha scritta, magistralmente, Mario Ajello de Il Messaggero. Così: “Oggi il proverbiale “complotto dei frigoriferi” (do you remember?), sarebbe stato sventato in un attimo. Perché è atterrata nel pianeta Roma la Super-Virgy. Il sindaco manga, la Raggi, dotata di super-poteri che spara scosse elettriche e fulmina l’ambulante che fugge terrorizzato. E compare la scritta a illustrare tanto eroismo giappo-capitolino: «Compra solo da chi vende legalmente». Ecco una delle venti vignette, firmate da Mario Improta in arte Marione, che compongono il fumetto distribuito nelle circa 850 scuole elementari e medie di Roma e pubblicizzato in loco dalla sindaca in persona“.

Virginia Raggi © Imagoeconomica, Alessia Mastropietro

Già la Capitale è diventata un fumetto apocalittico, ma ora c’è il fumetto vero e proprio. Che non è costato poco: 16 centesimi a copia. Hanno stampato 300.000 esemplari. E la spesa complessiva, Iva inclusa e non calcolando il compenso di Marione che non c’è stato, è di 50.000 euro”. 

Nel frattempo, nella vita amministrativa reale, la Regione Lazio ha detto alla Raggi di scegliere tra sette siti per individuare una discarica per Roma, dopo anni di inerzia e di rifiuti smaltiti da tutto il mondo tranne la capitale. Ma lei, la sindaca, fa finta di nulla. Fumettistica.

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