I protagonisti del giorno. Top e Flop del 5 marzo 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP 

YING XIAN ZHU

All’anagrafe è registrato con il nome Yingxian Zhu. Troppo complicato farlo entrare nella testa degli italiani. Meglio allora non perdere tempo ogni volta e scegliersi un nome più consueto. Per questo ha scelto di farsi chiamare Francesco. Ha 42 anni, molti li ha vissuti in Ciociaria dove ha avviato al Giglio di Veroli un negozio di merce varia con il nome Aria di casa. È l’ultima vittima della stupidità umana ai tempi del Coronavirus e dei social che hanno messo una tastiera in mano anche ai deficienti.

Yingxian Zhu Foto © Filippo Rondinara / Teleuniverso

Uno di loro ha avuto la brillante idea di registrare un messaggino vocale e farlo girare su WhatsApp. Raccontando che “Il proprietario del negozio dei cinesi al Giglio è stato portato via su un’ambulanza. L’hanno preso due incappucciati come quelli che si vedono alla televisione. C’ha la febbre alta. State in guarda: non fate andare nessuno al negozio”. Falso. Tutto falso. Ma la gente non si è più avvicinata per tutto il giorno al suo negozio.

FrancescoYingxian Zhu è un lavoratore che ha scelto di attraversare il mondo per tentare di costruirsi una vita migliore, dare un avvenire ai suoi figli. Come tanti altri cinesi è riuscito ad aprirsi un negozio sgobbando giorno e notte per anni, senza conoscere vacanze al mare, avere la cassa mutua se si ammalava o potersi fermare per guardare le partite in televisione.

Così come non ha mai avuto il tempo nemmeno per pensare di fermarsi ed incidere un messaggio vocale imbecille, con il quale rischiare di mandare all’aria anni di sacrifici di un altro lavoratore come lui, facendogli scappare la clientela, togliendogli il pane per i suoi figli.

Solo un idiota che non sa cosa sia il lavoro può arrivare a tanto. Scusali Francesco: in Italia non siamo tutti così.

VINCENZO BOCCIA

L’assemblea di Unindustria che doveva tenersi a Roma è stata annullata. Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, ha detto in un’intervista all’Huffington Post quello che avrebbe sottolineato nel suo intervento, al quale era prevista la presenza del Presidente della Repubblica. Distinguendo intanto tra cose importanti e urgenti.

Vincenzo Boccia con il vice presidente Maurizio Stirpe Foto: © Imagoeconomica, Raffaele Verderese

Ha spiegato: “Le importanti e urgenti sono quelle che abbiamo spiegato ieri al presidente del Consiglio. Occorre, subito, un intervento compensativo per fronteggiare l’arretramento della domanda privata. Ricordiamo un numero. Noi esportiamo 550 miliardi all’anno. Di questi, 450 vengono dalla manifattura, che non può lavorare solo con lo smart working. Ora se noi rimandiamo le fiere e gli ordini arrivano tra qualche mese, se gli altri Paesi bloccano i voli e i clienti pospongono le visite negli stabilimenti, se questa questione diventa anche francese, spagnola, tedesca, tutto questo comporterà un drammatico rallentamento dell’export del Paese. Altro che manovra: in termini economici è come aver subito gli effetti di un conflitto”. 

Poi la domanda dell’Huffington: Adesso parliamo delle sue proposte. Prima però, mi faccia dire. Ho la sensazione che, in questo suo allarme, ci sia una critica alla lentezza e al balbettio di fondo del Governo, che ancora traccheggia sul decreto.

La risposta di Boccia: “È chiaro che nella prima fase si sono concentrati sulla questione sanitaria. Adesso, in termini economici, la zona rossa è diventata l’Italia. Basta incertezze, occorre immediatezza nelle decisioni. Approfitto di questa conversazione per dire: non usiamo la questione europea come alibi per rallentare”. Ha… Bocciato. Il Governo.

FLOP

GIORGIA MELONI

Il Paese è in piena emergenza: la gente sta morendo per il Coronavirus, altra se ne sta barricata in casa per la paura, tanti stanno in quarantena ed attendono di sapere se si ammaleranno o meno. Per la prima volta sono state chiuse le scuole e le università, fermate le gare sportive. Coerentemente, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è assunto la responsabilità di stoppare il referendum per il taglio dei Parlamentari, previsto per fine mese. In questo momento non può fregare di meno a nessuno né del referendum né del numero dei parlamentari.

Giorgia Meloni Foto: © Imagoeconomica, Alessia Mastropietro

La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni commenta il rinvio accusando Giuseppe Conte di “atteggiamento criminale“. Chissà quali espressioni avrebbe usato di fronte all’atteggiamento di irresponsabilità ed incoscienza se avesse messo gli italiani in fila ai seggi, obbligandoli a stare in coda nell’attesa di votare.

O quali altre espressioni avesse usato di fronte ad un referendum al quale c’era il rischio che andassero quattro gatti, con molta probabilità votando anche No: perché nel frattempo si è capito che il taglio era solo un capriccio dei 5 Stelle, uno dei tanti senza senso. In grado però di tagliarci i rappresentanti del territorio.

In questo momento, meglio seguire il consiglio di Sergio Mattarella: stare uniti intorno alle indicazioni del Governo perché l’Italia deve farcela. Atteggiamento… fuori dalla realtà

VITO CRIMI

Il referendum sul taglio dei parlamentari, in programma il 29 marzo, è stato rinviato sine die. In realtà a dover festeggiare dovrebbero essere i Cinque Stelle, perché con i sondaggi che circolano, con 345 seggi in meno, il rischio di una drammatica cura dimagrante per loro alle prossime elezioni è molto probabile.

Luigi Di Maio e Vito Crimi Foto © Imagoeconomica / Alvaro Padilla

Ma sul piano politico, anche ai tempi del Coronavirus, qualche considerazione si impone. I Cinque Stelle non sono riusciti a lasciare un segno in due anni di Governo. L’emergenza dell’epidemia naturalmente fa storia a sé, ma nessuno dei pentastellati ha pensato in queste ore nemmeno a fare un’operazione simpatia. Per esempio a dire che in questo momento, comunque e in ogni caso, il taglio dei parlamentari non interessa a nessuno.

Dal 4 marzo 2018 stanno fallendo su quello che era stato il loro punto di forza: la comunicazione. Lo stesso Rocco Casalino, guru di Giuseppe Conte, non ne imbrocca una da tempi immemorabile. In nomination.

IL TESTACODA

Il congelamento della stagione congressuale del Pd allunga la striscia di Domenico Alfieri segretario reggente. In Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio. Nato con la camicia.

Alla deputata penta stellata Ilaria Fontana, passata inosservata per due anni, chi glielo ha fatto fare di aprire una polemica con Marco Delle Cese sulla questione del depuratore Cosilam? Asfaltata.

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