I protagonisti del giorno. Top e Flop del 6 aprile 2020

Top e Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

GIUSEPPE CONTE

Con il decreto approvato il Governo ha dato liquidità immediata per 400 miliardi di euro alle imprese, 200 per il mercato interno, altri 200 per potenziare il mercato dell’export. «Una potenza di fuoco», l’ha definita il premier Giuseppe Conte. Deliberata la sospensione di vari pagamenti fiscali e contributi e ritenute anche per i mesi di aprile e maggio.

Giuseppe Conte

Conte ha spiegato: «Attraverso il potenziamento del golden power potremo controllare operazioni societarie e scalate ostili non solo nei settori tradizionali, ma in quelli assicurativo, creditizio, finanziario, acqua, salute, sicurezza. È uno strumento che ci consentirà di intervenire nel caso ci siano acquisizioni di partecipazioni appena superiori al 10% all’interno dell’Ue».

Sta gestendo la situazione più difficile del Paese dal dopoguerra
ad oggi. E lo sta facendo non risparmiando nessuna “arma”. E andando allo
scontro con l’Unione Europea.

Risoluto.

TERESA BELLANOVA

Ha detto una cosa perfino ovvia: «L’agricoltura ha bisogno degli immigrati. Senza manodopera raccolti a rischio». La ministra dell’agricoltura Teresa Bellanova è una che nei campi ha lavorato davvero. E che quindi conosce alla perfezione la situazione.

Teresa Bellanova

La pandemia da Coronavirus rende complicato ogni spostamento, figuriamoci quelli per i raccolti. Nessuno si sente sicuro. Ha detto ai microfoni di Circo Massimo su Radio Capital: «Ci sono i ghetti, pieni di lavoratori arrivati dal sud del mondo che lavorano nelle nostre campagne in nero. Lì sta montando la rabbia e la disperazione, se non si fa qualcosa il rischio è che tra poco ne escano e non certo con un sorriso.

C’è un forte deficit di manodopera, bisogna mettere anche loro in condizioni di lavorare in modo regolare anche perchè se certi processi non li governa lo Stato, ci pensa la mafia. Dobbiamo fare i conti con la realtà».

Coraggiosa.

FLOP

DAVIDE BARILLARI

I fatti sono che è stato avviato il procedimento di espulsione nei suoi confronti. Lui si è dichiarato «colpevole di coerenza nei confronti dei Cinque Stelle». Dando l’annuncio in questo modo: «Mi è arrivata una lettera dei vertici del Movimento 5 Stelle in cui mi avvisavano che è stato avviato nei miei confronti un procedimento disciplinare, cioè espulsione, sollecitato da Roberta Lombardi».

Davide Barillari

Ora, nella vita succede di tutto. E nella politica ancora di più. Ma ci sarà un motivo per il quale Davide Barillari, candidato alla presidenza della Regione Lazio dai Cinque Stelle nel 2013, viene messo alla porta dal Movimento? (leggi qui Barillari via al procedimento La difesa: “Sono colpevole ma di coerenza al M5S”).

Forse più semplicemente sarebbe il caso di fare un’analisi seria e lucida della situazione. E accettare l’espulsione. Non è il primo e non sarà l’ultimo. Ma sicuramente è il più inatteso. Come espulso dai Cinque Stelle.

Game over.

ANGELA MERKEL

«Per l’Unione Europea questa è la sfida più grande sfida da quando è nata». Lo ha detto la Cancelliera Angela Merkel alla vigilia di un confronto decisivo.

Angela Merkel

Scrive l’Huffington Post: «Rispetto all’ultima riunione dell’eurogruppo sulla crisi economica da coronavirus, la differenza è che domani, in questa nuova videoconferenza tra i ministri finanziari dell’eurozona, ci saranno delle proposte sul tavolo. Ma il divario tra nord e sud Europa resta lo stesso. Anzi peggiorato per il fronte dei paesi più in difficoltà: Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia e altri.

Alla vigilia, si gioca al ribasso, per non uscirne malissimo: Parigi fa sapere che non approverà il pacchetto di matrice tedesca – Mes a condizionalità bassa, Bei e piano Sure della Commissione europea – se non verrà accettata la proposta di fondo temporaneo ed eccezionale di solidarietà per mutualizzare i debiti futuri in risposta alla crisi del coronavirus. Una posizione sulla quale si attesta anche Palazzo Chigi. “Mes no, eurobond sì”, dice Giuseppe Conte in conferenza stampa, precisando che il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è sulla sua stessa linea».

Ma il problema è uno: la Merkel può concedere, al massimo, che il piano di rientro scatti ad emergenza finita. Ma scatterà. E quindi non cambia nulla.

Non all’altezza della storia.

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