I protagonisti del giorno. Top e Flop del 6 giugno 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MARIO DRAGHI

È l’ex presidente della Bce Mario Draghi, con il 59,3 per cento dei consensi, la personalità che registra la maggiore fiducia da parte degli italiani. Questo secondo quanto riportato dalle ultime rivelazioni dell’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky Tg24. (leggi qui Draghi in vetta alle classifiche di gradimento. La Lista Conte svuoterebbe Cinque Stelle e Pd).

Mario Draghi (Imagoeconomica)

Un risultato molto significativo, soprattutto se si considera che l’attuale premier Giuseppe Conte è comunque accreditato del 57,1 per cento. E che un suo eventuale partito è stimato al 14,3 per cento. Cioè Conte va bene, ma comunque Draghi lo supera. Distanziando pure politici come Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Il risultato va visto proiettando lo sguardo a settembre, quando bisognerà varare la Finanziaria e fare i conti con l’eccezionalità e la drammaticità di una crisi economica senza precedenti. Il risultato del sondaggio riflette le preoccupazioni degli italiani per il futuro economico. Il risultato di Draghi testimonia come la politica, per quanto accreditata, non viene ritenuta sufficiente. L’ex Governatore della Bce ha piazzato il suo primo paletto.

Predestinato.

SILVIO BERLUSCONI

La sua apertura ad una collaborazione istituzionale, lanciata con un’intervista a La Stampa, ha terremotato il mondo politico. Ha detto il leader di Forza Italia: «Un tavolo per far ripartire l’Italia, che coinvolga le forze migliori del Paese: non solo la politica, ma l’imprenditoria, l’università, le banche, la cultura, la scienza».

Silvio Berlusconi

Poi le condizioni: «Primo, collaborazione istituzionale non significa convergenza politica. Secondo, l’ascolto non è una concessione che il presidente del Consiglio ci fa, semmai è nell’interesse del Paese e dello stesso Governo avvalersi di chi, come noi, ha esperienza e competenza, non solo politica. Qualità queste che scarseggiano nei partiti della maggioranza».

«Terzo, ascoltare l’opposizione non può essere solo un gesto di cortesia formale, deve tradursi nel concordare concretamente le scelte da fare».

Il Movimento Cinque Stelle è andato nel panico e Alessandro Di Battista ha invitato il Pd a non fare scherzi. Il Capitano della Lega Matteo Salvini ha detto di non capire più Berlusconi, che ormai parla come Renzi. Lui, il fondatore di Forza Italia, in un solo colpo ha messo in difficoltà i pentastellati, smarcandosi dal Carroccio.

Geniale.

FLOP

GIOVANNI TOTI

Il sondaggio di Quorum/YouTrend per Sky Tg24 accredita Cambiamo di Giovanni Toti dello 0,1%. Un anno fa il Governatore della Liguria dichiarava che Forza Italia era finita e che occorreva un nuovo partito moderato nel centrodestra. Più di qualcuno lo seguì, anche in Ciociaria. Per esempio il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, poi passato alla Lega. Per esempio Mario Abbruzzese, non ancora passato ufficialmente alla Lega.

Giovanni Toti Foto: © Imagoeconomica, VINCE PAOLO GERACE

Tutti quelli che hanno provato a mettersi contro Berlusconi sono semplicemente scomparsi dal panorama politica: da Gianfranco Fini a Angelino Alfano.

Pierferdinando Casini no, ma il Ccd non esiste più e lui ha trovato asilo politico nel Pd.

Ma Giovanni Toti ha fallito più di tutti nel suo progetto di fondare un contenitore alternativo a Forza Italia. Non conta se dovesse essere confermato presidente della Liguria. Politicamente è stato sconfitto con perdite ingenti.

Annientato.

BEPPE GRILLO

Se a scriverlo è Il Fatto Quotidiano, allora è sicuramente così. Il giornale diretto da Marco Travaglio sa tutto dell’universo a Cinque Stelle. Beppe Grillo si sarebbe messo in testa di provare a tornare a fare il capo politico del Movimento. Più che altro per sbarrare la strada ad Alessandro Di Battista, pronto a lanciare l’opa per un ritorno alle origini dei pentastellati.

Beppe Grillo © Imagoeconomica, Stefano Scarpiello

Ma in questo momento Grillo deve fare i conti con il premier Giuseppe Conte che può prendersi il Movimento quando vuole.

Con un capo politico come Vito Crimi che non può contrastare Alessandro Di Battista. E con Luigi De Maio che non ha altro obiettivo se non quello di restare al Governo. Perfino Davide Casaleggio sembra essersi estraniato. I tempo del Vaffa-day sono un ricordo.

Attimo fuggito.

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