I protagonisti del giorno. Top e Flop del 9 ottobre 2020

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

NICOLA OTTAVIANI

La ministra Lucia Azzolina è quella più odiata politicamente dal Capitano della Lega Matteo Salvini. Quale modo migliore per provare ad opzionare una candidatura alla Camera o al Senato se non quella di metterla in imbarazzo?

E così ha fatto il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, che stamattina ha consegnato alla responsabile nazionale della Pubblica Istruzione una petizione e un sudario, ricamato a mano. Il tutto in occasione della visita privatissima della ministra alla scuola Angeloni per la vendemmia. (Leggi qui Ottaviani beffa il ministro, con una virgola in più)

Nicola Ottaviani consegna il ‘sudario’ alla ministra

Nella petizione, il sindaco ha ribadito la necessità della fornitura urgente dei banchi monoposto, ancora non effettuata per circa 1.000 unità all’interno delle scuole del capoluogo. Sottolineando anche la opportunità, in ordine al rispetto del distanziamento interpersonale, dell’istituzione dei doppi turni. Poi Ottaviani ha regalato alla Azzolina un panno in cotone, ricamato a mano da alcune artigiane locali, con la dedica celebrativa dell’evento della vendemmia, recante la scritta Alla Azzolina, per aver scoperto il gusto della fatica, nell’agricoltura.

Ha spiegato il sindaco: «Alcune volte, la forma e la sostanza ruotano attorno alle virgole. Del resto, la scuola, in questo momento, ha bisogno di risorse straordinarie, e non si può accontentare di briciole finanziarie». Quella virgola ha fatto la differenza e Ottaviani, da consumato avvocato, non si è fatto sfuggire l’occasione. Ma intanto ha messo la freccia per ottenere una candidatura. Parlando direttamente a Salvini. Il “sudario” come il cavallo di Troia, il regalo come arma al curaro.

Ulisse ciociaro.

MAURO BUSCHINI

Lo stabilimento Fca Cassino plant è il cuore spompato dell’economia industriale nel Lazio. Fino a quando le sue linee di produzione hanno sfornato Stelvio, Giulia e Giulietta, ha tenuto in piedi i numeri dell’export di tutto il Lazio. Poi è arrivato lo scellerato provvedimento su Ecobonus / Ecotassa. Che hanno pompato liquidità nelle casse delle concorrenti di Fca e penalizzato molti dei motori esuberanti montati sulle Alfa Romeo. Il Coronavirus ha fatto il resto.

Mauro Buschini

Il presidente del Consiglio regionale del Lazio Mauro Buschini è l’unico ad avere messo mano al problema. Ha convocato per le prossime ore un vertice con il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico Gian Paolo Manzella, l’assessore regionale al Lavoro Claudio Di Berardino, le rappresentanze sindacali territoriali, provinciali e regionali di settore. Più i consiglieri regionali del territorio, Sara Battisti (Pd), Pasquale Ciacciarelli (Lega), Loreto Marcelli (M5S). I presidenti dei consorzi industriali Francesco De Angelis (ASI) e Marco Delle Cese (Cosilam).

Avrebbe potuto riservare il tavolo alle sole forze della sua maggioranza. E dare così un colore preciso alle iniziative che verranno adottate. Intestarsi qualunque successo. Invece ha voluto che l’incontro fosse allargato a tutti i deputati regionali anche di colore opposto al suo.

Inoltre, Buschini ha completamente cancellato i fischi dei lavoratori, rivolti un paio di anni fa a lui ed agli altri dirigenti del Pd. Quando decisero di tornare a fare volantinaggio davanti ai cancelli Fca. Per dare il segnale che il Pd non era più quello a trazione renziana ma zingarettiana. E che tornava ad occuparsi dei lavoratori.

Sarebbe stato più facile tenersi alla larga da un problema che non è di stretta competenza regionale. Assumersi l’onere di un risultato che non dovesse arrivare. Invece Buschini è tornato lì dove ritiene che sia il posto del Pd: davanti alle fabbriche, dentro i loro problemi.

Presidente a 12 cilindri a V.

FLOP

LUCIA AZZOLINA

Aveva scelto la formula della visita segretissima per evitare sul nascere possibili polemiche o incidenti diplomatici. Voleva farsi immortalare nel gesto della vendemmia per mandare un messaggio di rinascita. Ha raccomandato agli studenti di indossare sempre la mascherina. E ha orgogliosamente rivendicato i risultati ottenuti per quanto riguarda i banchi. Dicendo che in poche settimane si sono colmati ritardi di anni.

LUCIA AZZOLINA. FOTO © FILIPPO ATTILI, IMAGOECONOMICA

Poi però si è lasciata sorprendere dal sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani sul “sudario”. E ha dovuto perfino incassare le lamentele del presidente della Provincia Antonio Pompeo, non invitato. (Leggi qui Ottaviani beffa il ministro, con una virgola in più)

Ora, Lucia Azzolina non viene da Marte. Le Province hanno competenza diretta sulle scuole e Antonio Pompeo è un presidente del Partito Democratico, alleato di governo del Movimento Cinque Stelle. M5S al quale la Azzolina appartiene. Nel momento in cui Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio stanno pianificando l’operazione “alleanza stabile”, dopo aver vinto in diversi ballottaggi, “dimenticare” un esponente del Pd è un errore politico grave. Considerando pure quello che può succedere alla Regione Lazio, con Roberta Lombardi in rampa di lancio.

Ma poi perché non invitare nessuno se tutti sapevano della visita all’Angeloni?

Peggio dell’imitazione di Crozza.

PASQUALE CIACCIARELLI

Dovrebbe osare di più. In fondo è il consigliere regionale della Lega e potrebbe rappresentare un punto di equilibrio. Specialmente adesso che l’onorevole Francesca Gerardi, anche lei del Carroccio, deve metabolizzare la sconfitta alle comunali di Pontecorvo.

Pasquale Ciacciarelli

Il centrodestra ha sempre avuto in Cassino un’avanguardia in questa provincia. Ma dalla vittoria di Enzo Salera in poi l’unità si è sbriciolata. Anche prima per la verità, ma non con questa evidenza.

A Cassino il centrodestra sta moltiplicando le cene e gli aperitivi, aumentando però le distanze politiche tra i protagonisti. Che poi sono sempre gli stessi: Mario Abbruzzese, Carlo Maria D’Alessandro, Rossella Chiusaroli. Tutti quelli che alle scorse comunali hanno proceduto ognuno per conto proprio.

Pasquale Ciacciarelli, anche in virtù del ruolo che gli ha affidato la Lega sul piano della gestione politica del partito nel territorio, potrebbe perlomeno provare a mettere tutti attorno allo stesso tavolo. Politico però, non culinario.

Certamente dovrebbe scrollarsi di dosso l’ombra di Mario Abbruzzese. Ma in fondo si può fare. Altrimenti qualcun altro occuperà questo spazio e questo ruolo.

Frenato.

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