I protagonisti del giorno. Top & Flop del 22 novembre 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

Le sardine

Oggi hanno riempito Palermo, dimostrando una capacità di mobilitazione a livello nazionale. Ma soprattutto hanno detto una frase che rappresenta un punto di partenza per un nuovo centrosinistra: “Cari Populisti la festa è finita, noi abbiamo capito in 6 giorni il sistema di comunicazione Salvini, voi adesso provate a fare la stessa cosa“.

Palermo Movimento delle Sardine. Foto di Mike Palazzotto

Un guanto di sfida che ha già travalicato i confini dell’Emilia Romagna. E allo stesso tempo suona anche come un ultimo avviso ai naviganti del Partito Democratico. Perché il Movimento delle Sardine non ricorda soltanto quello dei Girotondi ma va oltre ponendosi come il punto di riferimento di un intero Popolo di centrosinistra.

Come all’epoca furono l’Ulivo o l’Unione. All’arrembaggio.

Francesco De Angelis

È tra i pochissimi ad esercitare la leadership stando in silenzio nei momenti clou. Certamente non poteva immaginare l’attacco di Nicola Zingaretti ad Antonio Pompeo. (leggi qui Zingaretti a muso duro: «Pompeo, i ritardi con le aziende sono tutta colpa tua»)

Francesco De Angelis

E sicuramente guarda al prossimo Congresso provinciale come ad un ulteriore salto della sua carriera all’interno del Pci – Pds – Ds – Pd. Perché è evidente che Francesco De Angelis guarda ad un suo ruolo parlamentare e per fare questo ha bisogno di istituzionalizzare la sua figura nel Pd ciociaro. Come elemento nobile ed unificante. Più inclusivo ed ecumenico del profeta dell’inclusone Dem Nicola Zingaretti.

Detto questo è evidente che l’attacco del Segretario nazionale a Pompeo ha indebolito il leader dell’altra componente. De Angelis però non ne ha approfittato ma ha fatto capire di voler superare l’impostazione correntista. (leggi qui) Illuminato.

FLOP

Giuseppe Conte

Alla cena con i ministri ha ammesso: “Chissà se arriviamo a gennaio“. Quindi significa che si rende conto benissimo che questo governo, semplicemente, non esiste. Che doveva contrastare l’avanzata di Salvini e invece ha ottenuto l’effetto contrario.

Giuseppe Conte

Ma nella cena dei ministri è emerso anche qualcos’altro. E cioè che nell’entourage del Presidente del Consiglio si considera fallimentare e conclusa l’esperienza di Luigi Di Maio come capo del Movimento 5 Stelle.

Detto tutto questo, ci dovrebbe sostenere ancora Giuseppe Conte presidente del Consiglio? Forse, spera Conte, il Segretario nazionale Pd Nicola Zingaretti: il quale però non sembra un kamikaze. Ma Conte se non altro è convinto di riuscire mangiare il panettone . Tra Natale e Capodanno.

Beppe Grillo

Alla domanda dei giornalisti se non fosse arrivato il momento di sostituire Luigi Di Maio alla guida del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo ha risposto in questo modo: “Ma siete diventati comici?

Beppe Grillo Foto © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

In realtà è complicato da mesi comprendere se il M5S ha una linea politica. A proposito di questo va detto che Luigi Di Maio ha salutato come una grande vittoria il risultato della piattaforma Rousseau che aveva appena sconfessato la sua linea chiedendo invece che la lista dei 5 Stelle fosse presente in Emilia Romagna ed in Calabria.

Ma per Beppe Grillo va bene così . Comico a sua insaputa.

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