I protagonisti del giorno. Top & Flop del 7 novembre 2019

Top & Flop. Ogni notte, i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende l’indomani.

TOP

Liliana Segre

La scorta alla senatrice è diventata monito di vita e di ricordo di una tragedia storica come l’Olocausto. Lo dovrebbero ricordare quelli che ancora oggi minimizzano e cercano di far passare in secondo piano minacce via web e striscioni. Che testimoniano invece un odio direttamente proporzionale alla stupidità ed alla mancanza di visione politica.

Liliana Segre © Imagoeconomica Paolo Lo Debole

A quattordici anni deportata ad Auschwitz, Liliana Segre è sopravvissuta ad un orrore che meriterebbe rispetto e non ridicole divisioni politiche con giustificazioni che neppure servono ad arrampicarsi sugli specchi.

Lei ha risposto alla sua maniera: senza fare polemiche ma sorridendo ai due carabinieri che da oggi saranno i suoi angeli custodi. Gigantesca.

Francesco Giorgi

È di oggi la notizia della sua nomina a responsabile dell’Anticorruzione e Trasparenza della Asl di Frosinone. Francesco Giorgi è uno che la politica l’ha sempre fatta. Nel Partito Comunista ed in Rifondazione, arrivando a ricoprire il ruolo di assessore provinciale in una delle giunte Scalia.

Francesco Giorgi

Ma da qualche anno si sta concentrando, e bene, sull’attività professionale nell’Azienda Sanitaria, come responsabile del settore dei Rapporti con il Pubblico. Non ama esternare, anzi non dice una parola: ma raggiunge i risultati. La politica non l’ha dimenticata, tanto è vero che è vicinissimo all’europarlamentare Massimiliano Smeriglio.

A dimostrazione che si può restare protagonisti anche non essendo illuminati dai riflettori. Apparatchick.

FLOP

Conte & Di Maio

Il capo politico del Movimento 5 Stelle, sull’Ilva ha fatto l’unica cosa che sa fare bene: buttarla in caciara. E spiegando che la vicenda investe il tema della sovranità nazionale, come se Arcelor-Mittal fosse una specie di Spectre combattuta a colpi di 007.

Luigi Di Maio e Giuseppe Conte © Imagoeconomica

Il presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte invece è salito al Quirinale per riferire al Capo dello Stato. E nel salotto di Bruno Vespa a Porta a Porta non ha escluso la nazionalizzazione dell’azienda: forse il vero obiettivo dei pentastellati. Scudo penale a parte, qualcuno vuole spiegare per quale motivo è esplosa una vicenda che riguarda la sorte di oltre diecimila lavoratori senza far scattare prima opportune contromisure? Conte e Di maio si rendono conto di essere i massimi rappresentanti del governo? Due Stelle su Cinque.

Matteo Orfini

Ha preso le distanze da Governo sulla politica dei migranti e quindi sulla linea del ministro dell’interno Lamorgese. Nel frattempo continua a non lesinare critiche (però molto morbide) nei confronti del suo stesso Partito. Quello Democratico.

Matteo Orfini

Una strategia già adottata ai tempi del regno di Matteo Renzi nei Democrat, in virtù della quale Matteo Orfini alla fine diventò un alleato di ferro dell’ex rottamatore. Probabilmente vuole ottenere lo stesso risultato adesso.

Ma con Nicola Zingaretti non attacca. Da sempre l’attuale segretario del Pd è lontano anni luce dalle posizioni di orfini. Matteo III

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