I protagonisti del giorno. Top e Flop del 9 gennaio 2021

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

LUCIANO FONTANA

Lo scrittore Roberto Saviano sarà una firma di assoluto prestigio del Corriere della Sera. Commenti e importanti inchieste sulla pagine del giornale e del settimanale ma anche esclusive video inchieste su corriere.it e podcast. Sicuramente un’operazione giornalistica di assoluto prestigio. Merito anche  e soprattutto del direttore del quotidiano di via Solferino, il frusinate Luciano Fontana.

Luciano Fontana

Il quale ha commentato: «Al Corriere della Sera arriva un grande giornalista, un intellettuale, autore di inchieste coraggiose e di analisi di qualità sulla nostra società. Roberto Saviano darà un contributo rilevante all’ulteriore sviluppo del nostro sistema informativo, su carta e digitale, per un giornalismo sempre più serio, pluralista e indipendente».

Luciano Fontana è da tempo alla guida del principale giornale italiano e non si resta in una posizione del genere se non si hanno competenze, capacità di leadership ma anche di saper fare “colpi” del genere. Senza mai farsi notare troppo, ma sempre al posto giusto nel momento giusto.

Direttori si nasce.

MATTEO SALVINI

È riuscito a fare quello che aveva in animo da mesi evitando effetti speciali: il rimpasto di giunta al Pirellone. Via l’assessore al welfare Giulio Gallera, al suo posto (anche come vicepresidente) Letizia Moratti, ex sindaco di Milano. Nome di assoluto prestigio.

Matteo Salvini Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

In questo modo Matteo Salvini è riuscito a gettare le basi per un’operazione di maquillage politico e amministrativo a quello che resta la postazione di potere vero della Lega: l’esecutivo della Lombardia.

Non c’è dubbio infatti che l’esplodere della pandemia da Covid-19 abbia messo in evidenza più di qualche problema. Salvini ha colto al volo l’occasione del rimpasto. Nella stessa giornata ha detto no all’ipotesi di un Governo sostenuto da diversi Partiti. Cioè ha detto no ad una maggioranza con il Pd. Prendendo nettamente le distanze da operazioni del genere e chiudendo varchi anche nel centrodestra. In particolare a Forza Italia di Silvio Berlusconi.

Il Capitano della Lega ha cambiato strategia.

Di necessità virtù.

FLOP

DONALD TRUMP

Non è più una questione politica. Non dopo l’assalto a Capitol Hill da parte di estremisti di destra. Perché i gruppi che hanno fatto quell’operazione sono estremisti di destra, fascisti con il mito (stupido e folle) della superiorità della razza bianca.

Il presidente degli Stati Uniti non ha mai preso le distanze da loro in tutti questi anni. Anzi. Ma la cosa che sconcerta maggiormente è che in queste ultime ore Donald Trump ha alternato prese di posizione molto diverse tra loro: prima garantendo un passaggio di poteri ordinato e tranquillo e poi dicendo invece che non avrebbe partecipato alla cerimonia.

Donald Trump

Un fatto senza precedenti, che ha indotto i Democratici a cercare ogni tipo di soluzione per costringere Trump alle dimissioni. Per Nancy Pelosi, speaker della Camera, Trump non può continuare ad avere i codici nucleari.

In realtà però la parabola del presidente degli Stati Uniti non è soltanto quella di uno sconfitto politico. Ma di un narcisista che semplicemente non riesce ad accettare di aver perso, di non essere stato il più votato.

E così ha deciso di chiudere l’esperienza alla Casa Bianca in un modo assurdo che passerà alla storia. Senza dimenticare che nell’assalto squadrista e fascista a Capitol Hill hanno perso la vita cinque persone. Ma lui, Donald Trump, ha come priorità quella di non essere presente al passaggio di consegne.

Ridicolo.

VITO CRIMI

Il capo politico dei Cinque Stelle è lui. La legislatura sta vivendo un momento decisivo e anche nel vertice di ieri sera le tensioni non sono mancate. Italia Viva di Matteo Renzi ha tenuto il punto e la ministra Teresa Bellanova ha confermato che per lei questa esperienza è al capolinea. Mentre Renzi ha detto che se Conte vuole le elezioni avrà un futuro da professore universitario.

Ancora una volta a difendere questo Governo è stato il Pd di Nicola Zingaretti.

Vito Crimi con Roberta Lombardi Foto © Imagoeconomica / Paolo Cerroni

Certamente anche il Movimento Cinque Stelle, che però nei momenti cruciali dimostra di avere il “braccino”, di non riuscire a imporsi. Naturalmente la responsabilità politica è dell’intero Movimento, il cui capo però è Vito Crimi.

Servirebbe una strategia diversa, magari anche quella  di provare a convincere tutti che i Cinque Stelle non temono le elezioni. Invece così danno la sensazione opposta.

Per nulla incisivo.

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