Top e Flop, i protagonisti del giorno: 12 maggio 2021

Top e Flop. I fatti centrali ed i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

CHIARA COLOSIMO

Chiara Colosimo

Presidente della commissione Trasparenza della Regione Lazio, quella proposta da Mauro Buschini per fare piena luce su tutte le procedure seguite per il concorso del Comune di Allumiere. Quello della graduatoria dalla quale ha attinto anche il consiglio regionale del Lazio. Il concorso delle 107 assunzioni finite sotto la lente di ingrandimento delle Procure di Roma e di Civitavecchia.

Chiara Colosimo è un esponente importante di Fratelli d’Italia, fedelissima di Giorgia Meloni, che non la vedrebbe affatto male come candidata a sindaco di Roma.

Chiara Colosimo ha vinto diverse battaglie in questi giorni. Quella all’interno del centrodestra, prima andando allo scontro con la Lega e poi iniziando un recupero. Inoltre è stata anche brava a tenere la maggioranza sotto pressione dal primo istante. Quindi ha fatto capire al presidente del consiglio regionale Marco Vincenzi che l’unica strada era quella di istituire  una commissione alla Trasparenza da far presiedere ad un esponente dell’opposizione.

Ma questo è solo il primo passo. La commissione andrà fino in fondo e Chiara Colosimo non si tirerà indietro.

Strategia perfetta.

PASQUALE CIACCIARELLI

Pasquale Ciacciarelli

Il vero e unico vincitore politico di oggi è lui: Pasquale Ciacciarelli, consigliere regionale della Lega. E’ stato eletto presidente della commissione al Pluralismo dell’informazione. Una commissione di controllo. Vuol dire che la Lega sottolinea di stare all’opposizione senza alcun dubbio.

Inoltre Pasquale Ciacciarelli mantiene un ruolo importante anche nella commissione cultura: vicepresidente. Un  capolavoro, costruito nei mesi di paziente lavoro, politico e  diplomatico. Un ruolo importante lo ha avuto pure Mario Abbruzzese. Ma Ciacciarelli dimostra di essere bravo anche a sapersi scegliere le persone di cui fidarsi.

Ma non bisogna perdere di vista la sostanza della commissione: il pluralismo dell’informazione. Un tema di straordinaria attualità e importanza. Il pluralismo dell’informazione non è un optional. E neppure è un tema scontato.

Pasquale Ciacciarelli a questo punto compie un balzo avanti per la prossima candidatura. Non bisogna dimenticare, infatti, che Pasquale Ciacciarelli è stato eletto in Forza Italia, Partito dal quale è uscito dopo o strappo con Claudio Fazzone. E’ entrato nella Lega in punta di piedi e adesso è un perno insostituibile.

Lanciatissimo.

FLOP

CLAUDIO FAZZONE

Il consigliere regionale Pino Simeone è stato colpito e affondato sul piano politico. La maggioranza ha deciso di riprendersi la presidenza della commissione Sanità, probabilmente la più importante in questo momento storico.

In realtà però la partita l’ha persa (e di brutto) il senatore e coordinatore regionale Claudio Fazzone, del quale Simeone è da sempre un fedelissimo.

Fazzone dovrebbe cominciare a riflettere molto su quanto sta succedendo da anni all’interno di Forza Italia. Gli “azzurri”, soprattutto nel Lazio, sono marginali nel centrodestra. Stretti nella morsa di Lega e Fratelli d’Italia. Con diversi esponenti che sono andati via, pur restando nel centrodestra. Ogni riferimento a Pasquale Ciacciarelli è puramente indicativo.

Però Claudio Fazzone è nel mirino di Antonio Tajani, coordinatore nazionale del partito. Il quale sta portando avanti una strategia basata sulla pazienza. Il fatto è che oggi, dietro l’affondamento di Simeone, si vede un’ipotesi politicamente rilevante. E cioè l’intervento del senatore Maurizio Gasparri, autorevolissimo esponente degli “azzurri” e in sintonia con Antonio Tajani. Non è neppure escluso che Maurizio Gasparri possa essere il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio. Per Claudio Fazzone una sconfitta politica che peserà.

Nel mirino del fuoco amico.

FRANCESCO BOCCIA

Francesco Boccia (Foto Imagoeconomica)

In una lunga e interessante intervista all’Huffington Post il leit motiv di Francesco Boccia è stato quello della necessità che il Pd mantenga l’alleanza con i Cinque Stelle, definito il più grande movimento di massa degli ultimi decenni.

L’ex ministro è stato quello che più di tutti ha provato a far passare la candidatura a sindaco di Roma di Nicola Zingaretti. Ma il tentativo è naufragato perché i Cinque Stelle alla fine hanno detto di voler sostenere Virginia Raggi. Nel Pd in tantissimi si stanno interrogando sull’affidabilità politica dei Cinque Stelle. Lo stesso segretario Enrico Letta ha fatto capire che la fiducia non è una cambiale in bianco.

Ma cosa deve succedere per far aprire gli occhi? I Cinque Stelle si sono candidati “contro” il Pd dappertutto: in Emilia Romagna, in Campania, in Puglia, in Toscana. Dappertutto. Infine, facendo saltare il tavolo a Roma, hanno provocato un effetto domino in tutte le grandi città dove si andrà al voto. Il tutto dopo che il Pd si è caricato da solo il peso del Governo di Giuseppe Conte. Ma per Francesco Boccia non si può prescindere dai Cinque Stelle.

Sindrome di Stoccolma.

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