Top e Flop, i protagonisti del giorno: 15 aprile 2021

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MARTA LEONORI

Domani sarà votata capogruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio, prendendo il testimone da Marco Vincenzi, neo presidente del consiglio della Pisana. Donna, esponente di AreaDem dell’area zingarettiana, la Leonori arriva nel momento più importante e delicato.

Marta Leonori (Foto Carlo Lannutti / Imagoeconomica)

Intanto però entra di diritto nella linea voluta dal neo segretario Enrico Letta, quella di dare spazio alle donne nei ruoli chiave. La Leonori dovrà guidare il Partito dopo la vicenda del concorso di Allumiere. E in queste ore sarà impegnata a convincere i membri della maggioranza dell’Ufficio di Presidenza ad effettuare quel passo indietro che libererebbe il campo, consentendo a Nicola Zingaretti di riaprire completamente un percorso alla Regione Lazio.

Non sarà facile, ma la Leonori può riuscirci, considerando che in queste ore continua a ribadire che la vera questione in  ballo è l’orizzonte politico del Pd nei prossimi due anni, prima di arrivare cioè alle elezioni politiche e regionali.

Insomma, è in gioco tutto e nella trincea più avanzata, quella della Regione Lazio, è lei che dovrà dare la linea.

Comandante in capo.

PASQUALE CIACCIARELLI

Sta giocando di fioretto e lo sta facendo bene. Potrebbe lasciare la presidenza della Commissione Cultura per entrare a far parte del prossimo Ufficio di Presidenza. Sarebbe un colpo a “cinque stelle”, ma certamente non nel senso del… Movimento.

Pasquale Ciacciarelli

Il prossimo Ufficio di Presidenza (cioè vice presidenti e Segretari che affiancano il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio) si caratterizzerà per termini e valori come la trasparenza e la sobrietà. Per forza.

C’è il problema che il Carroccio esprime già ben due membri. Ma è complicato che possa non arrivarsi all’azzeramento. Nei giorni scorsi Francesco Zicchieri lo ha chiesto, entrando in rotta di collisione con Claudio Durigon. (Leggi qui Brutta storia: dimissioni! Anzi, meglio no).

La Lega ha davanti due possibilità. La prima è quella di provare a ricucire con Fratelli d’Italia e quindi “dividere” i membri dell’Ufficio di presidenza. La seconda è quella di un accordo con Forza Italia per mantenere due membri e aprire agli “azzurri” sulle presidenze delle commissioni. Lasciando il Partito di Giorgia Meloni fuori dai giochi. In entrambi i casi parliamo di strategie di alto livello, destinate a cambiare i rapporti all’interno del centrodestra regionale, ma evidentemente anche nazionale.

E se il nome di Pasquale Ciacciarelli viene tenuto in considerazione per un simile orizzonte, vuol dire che nella Lega è diventato molto pesante politicamente.

Pasquale va di corsa.

FLOP

ANTONIO TAJANI

Forza Italia è assolutamente marginale nella resa dei conti che si sta consumando nel centrodestra. Anzi, si sta caratterizzando per il ruolo di quinta gamba della Lega. Ma non è questo il profilo pensato da Silvio Berlusconi per gli “azzurri”.

Antonio Tajani (Foto: Paola Onofri / Imagoeconomica)

In questo momento lo scontro politico si sta caratterizzando soprattutto alla Regione Lazio. Con Fratelli d’Italia che spinge per l’azzeramento dell’Ufficio di presidenza, mentre la Lega “resiste”. Gli “azzurri” stanno pensando di giocare la partita allargando il campo alla riorganizzazione delle Commissioni. Ma non può bastare. Specialmente in un’ottica di livello nazionale. Anche perché tra pochi mesi bisognerà scegliere il candidato sindaco di Roma.

Antonio Tajani, coordinatore nazionale del Partito, un colpo dovrà pure batterlo sul piano politico. Il Partito si sta caratterizzando nella gestione delle deleghe ministeriali assegnare: Mariastella Gelmini e Renato Brunetta stanno facendo bene. Ma sul piano elettorale si fatica a scorgere la caratterizzazione di Forza Italia.

Troppo al coperto. 

GIANCARLO GIORGETTI

È il numero due di Matteo Salvini, l’uomo che ha convinto il Capitano ad accettare l’idea di poter far parte del Governo presieduto da Mario Draghi. E lui, Giancarlo Giorgetti, Cardinale Richelieu della Lega, è stato nominato ministro dello Sviluppo Economico.

Giancarlo Giorgetti (Foto: Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli)

È pure quello che ha dettato la svolta atlantista della Lega. Però Matteo Salvini ha bisogno di una campagna elettorale continua per mantenere il ruolo di Capitano. E allora ha deciso di mettere nel mirino il ministro della salute Roberto Speranza, alzando continuamente il livello dello scontro. Al punto che Mario Draghi, Enrico Letta, Andrea Orlando e molti altri hanno blindato Speranza.

Sul tema del complicato rapporto tra sicurezza e riaperture. In ogni caso però Matteo Salvini ha fatto capire due cose. La prima: è sempre lui a controllare la Lega. La seconda: togliere alla fiducia al Governo Draghi non è un tabù per il Carroccio. Giancarlo Giorgetti si è ritrovato spiazzato e in netta minoranza.

Isolato.