Top e Flop, i protagonisti del giorno: 16 aprile 2021

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

NICOLA ZINGARETTI

Ho denunciato che alcune persone fanno lavori poco tutelati e che, in questa crisi, stanno rischiando di più. Sono lavoratori più vulnerabili. In nero, sottopagati, a partita Iva. Ho denunciato che qualcuno li chiama #lavoretti. E cosa succede? C’è chi nei social estrapola la mia frase e la pubblica fuori contesto”. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha deciso di ribattere colpo su colpo su tutto.

Nicola Zingaretti domenica da Lucia Annunziata

Ha aggiunto: “Nessuno deve essere lasciato solo. Ecco la verità di quello che penso. Ecco quello che fa l’Amministrazione che presiedo. Ecco perché, dall’inizio della pandemia, la Regione Lazio ha messo a disposizione oltre 570 milioni di euro, in particolare per dare un aiuto concreto proprio alle categorie piu’ fragili e meno tutelate #FattiNonFakeNews.

Poi, su Alitalia, il Governatore ha scritto una lettera al premier Mario Draghi e al ministro Giancarlo Giorgetti. Affermando: “Non possiamo accettare la trasformazione di Alitalia in una piccola compagnia aerea, con una drastica riduzione del personale e della flotta. Noi riteniamo che si debba lavorare per il futuro di Alitalia con coraggio e ambizione: serve un progetto che non diminuisca, ma al contrario che incrementi le attività. La Regione Lazio nel corso degli anni si è fatta parte attiva di molteplici interventi volti a garantire la salvaguardia dell’occupazione e a sostenere le aziende dell’indotto legate ad Alitalia. Oltre l’85% dei lavoratori Alitalia risiede sul nostro territorio”.

Il presidente Zingaretti ha cambiato passo nelle ultime due settimane. E questo conferma che la possibilità di una candidatura a sindaco di Roma sta nelle cose. Non si fermerà. Mettendo sul piatto tutto il peso di amministratore, non di politico. Si sta capendo il perché delle dimissioni da segretario del Pd.

Determinato. 

FRANCESCO BORGOMEO

Nel pomeriggio a Milano è stato perfezionato l’atto che sancisce l’ingresso del colosso energetico lombardo A2A nel capitale sociale di Saxa Gres la prima circular factory in Italia. Il valore dell’operazione al di là dell’aspetto economico lo danno le reazioni dei Mercati: Intesa Sanpaolo ha valutato buy le azioni A2A a seguito dell’ingresso nel gruppo di Francesco Borgomeo. Significa, tradotto in concreto: sono azioni da comprare. (Leggi qui Un colosso per Borgomeo: Saxa Gres si sposa con A2A).

Francesco Borgomeo con l’ingegner Fulvio Roncari, presidente di A2A Ambiente

La vendita del 27% di Saxa Gres non è solo un’operazione economica ed industriale. È una svolta culturale. Gli stabilimenti Saxa di Anagni e Grestone di Roccasecca producono procellanato da esterni e sampietrini in pietra-ceramica, utilizzando nell’impasto anche ceneri che provengono dai termovalorizzatori e che prima finivano interrate nelle discariche. Fino ad ora, i prodotti in grestone aiutavano l’ambiente dando una nuova vita a quelle ceneri, trasformandole in nuova materia prima, risparmiando suolo (per le discariche) e montagne (per le pietre da spacco, sostituite ora con quelle ottenute in fabbrica).

Con l’ingresso di A2A si compie il passo successivo. Da ora i rifiuti diventano fattore di sviluppo e finiscono di essere un business fine a se stesso. Inoltre, A2A è una società pubblica, controllata dai Comuni di Milano e Brescia: il suo scopo principale non è quello di fare business ma di garantire servizi efficienti ai cittadini. Ha una visione green e circular a 360 gradi ed è pienamente orientata ai nuovi progetti di transizione ecologica.

Sulla via dello sviluppo (lastricata di sampietrini)

GIUSEPPE CONTE

L’ex premier si è accorto che il Movimento Cinque Stelle è in un vicolo cieco. E per questo ha avuto il coraggio di chiedere a Beppe Grillo (il fondatore) l’azzeramento del Movimento e il cambio del nome. Spiega il Corriere della Sera: “Conte vorrebbe ripartire da zero: nuovo statuto, nuovo simbolo e lasciare l’attuale Movimento come una bad company temporanea — svuotata — che lo accompagni verso le prossime politiche. Uno strappo dal brand originario su cui il garante sta riflettendo. Una mossa, però, che potrebbe trovare qualche ostacolo. I parlamentari sono restii a muoversi senza garanzie. E su tutta la vicenda aleggia lo spettro delle scarse risorse economiche in cui versano le casse pentastellate”.

I Cinque Stelle sono in teoria hanno 7,3 milioni di euro delle restituzioni degli eletti, ma non li possono destinare ad altre finalità perché sono stati diffidati a farlo dagli espulsi. Si potrebbero in teoria rivalere in tutte le sedi (comprese quelle giudiziarie, a discapito dei capigruppo e di Vito Crimi che gestiscono il comitato che fa capo alle rendicontazioni) e potrebbero anche chiedere la restituzione delle somme da loro versate.

È per questi motivo che Conte vorrebbe una rifondazione completa, preambolo di una successiva serie di mosse: dal terzo mandato ad una caratterizzazione sempre più europea del Movimento. Comunque vada a finire l’ex premier ha mostrato coraggio. Non è facile dire a Beppe Grillo di rinunciare ad un’intuizione politica che comunque ha fatto la storia politica recente del Paese. Ma soprattutto Giuseppe Conte ha fatto capire che non intende tirare a campare. Vuole provare a cambiare le cose.

Senza paura.

FLOP

GIORGIA MELONI

La leader di Fratelli d’Italia ha ormai un obiettivo politico primario: guadagnare le prime pagine dei giornali. E dei siti web. Attaccando sempre e comunque. Sale nei sondaggi, ma nell’ambito del centrodestra è sempre più isolata.

Giorgia Meloni

Fratelli d’Italia presenterà una mozione di sfiducia al ministro della sanità Roberto Speranza, definito inadeguato e incompetente. “Vediamo chi ci sta”, ha detto la Meloni. Ma Lega e Forza Italia si sono già sfilati. Il Capitano Matteo Salvini ha detto che “governare con Pd e Speranza non è semplice ma necessario”. Mentre Antonio Tajani, coordinatore nazionale degli “azzurri”, ha affermato: “E’ un ministro che si sta impegnando”.

La Meloni vuole mettere in difficoltà gli alleati di Lega e Forza Italia, restando all’opposizione del Governo di unità nazionale. La Meloni vuole la leadership del centrodestra e questo è perfettamente legittimo. Ma la leadership dovrà passare dai voti, nel senso che Fratelli d’Italia dovrà sorpassare la Lega. Il punto è che però il Carroccio non intende lasciare spazi. E neppure Forza Italia.

Molto si giocherà sulla candidatura a sindaco di Roma. Intanto però la Meloni dà la sensazione di voler strafare.  Forzando ogni tipo di situazione.

Tanto fumo e poco arrosto.

VINCENZO DE LUCA

A settembre 2020 è stato confermato a valanga presidente della Regione Campania. Ad aprile 2021 Vincenzo De Luca è sempre più isolato, anche all’interno del Pd. Sul piano vaccinale ha assunto un atteggiamento da “ribelle”, mettendo in difficoltà il segretario nazionale Enrico Letta.

Vincenzo De Luca

Il quale ogni giorno si “danna” per contrastare gli attacchi degli alleati di governo della Lega. Nei confronti del ministro Roberto Speranza soprattutto. E fa fatica a spiegare agli altri esponenti del Pd perché De Luca continua a ruota libera su ogni argomento. Fra l’altro il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, avversario storico di De Luca, continua a ripetere che la Campania è la regione che più di tutte è stata in zona rossa.

Vincenzo De Luca è stato tra i presidenti di Regione più bravi nella prima fase di un anno fa. Poi però si è “innamorato” del ruolo. Un po’ come Jessica Rabbit: “Non sono così, mi disegnano così”. Il risultato è un isolamento politico netto e probabilmente irreversibile.

Marginalizzato.

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