Top e Flop, i protagonisti del giorno: 16 luglio 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 16 luglio 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 16 luglio 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

BUSCHINI-BATTISTI

I due consiglieri regionali del Pd stanno dimostrando di che pasta (umana e politica) sono fatti. Mauro Buschini è stato travolto da uno tsunami che in pochi avrebbero retto: l’ondata mediatica (soltanto quella, ma potentissima) della vicenda del concorso di Allumiere.

Sarah Grieco dopo l’elezione a portavoce delle Democratiche

Si è dimesso subito da presidente del Consiglio regionale, carica che aveva conquistato sul campo dopo un cursus honorum iniziato dalla presidenza della commissione Bilancio, poi proseguito con l’assessorato ai rifiuti e quindi con la carica di capogruppo del Pd nella consiliatura dell’anatra zoppa (il patto d’aula è roba sua). Si è rimesso in pista  come  consigliere semplice, ha reagito e tra pochi giorni effettuerà il passo più importante, unendosi in matrimonio con Francesca Cerquozzi. (Leggi qui Mauro e Francesca si sposano).

Sara Battisti, eletta nel frattempo presidente di commissione, sta scrivendo lo spartito politico dei Dem in Ciociaria. L’elezione di Sarah Grieco alla guida delle Democratiche della provincia segna una tappa fondamentale, di recupero e di visione.

Entrambi potrebbero concorrere anche alla Camera, ma l’impressione è che il ticket per le regionali verrà riproposto con determinazione e rinnovato slancio. Massicci e incazzati.

PASQUALE CIACCIARELLI

Pasquale Ciacciarelli

Ha superato (e messo in ombra) il maestro. Dove per maestro bisogna intendere Mario Abbruzzese, ex presidente del Consiglio regionale e tanto altro ancora. Oscurato nel senso che lo sta facendo passare in secondo piano nella sua scalata alla seconda candidatura alla Regione.

Vero che Abbruzzese è un dirigente di Coraggio Italia e Pasquale Ciacciarelli è il responsabile organizzativo del Carroccio in Ciociaria, ma insomma, certi sodalizi vanno avanti comunque. In questo momento nessuno può avere certezze nella Lega della provincia di Frosinone. Alle politiche le prime scelte saranno di Claudio Durigon e Francesco Zicchieri, entrambi della provincia di Latina. Mentre Gianfranco Rufa dovrà sudare non poco per ottenere un’altra opportunità. E in ogni caso fuori dalla Ciociaria.

L’altra deputata, Francesca Gerardi, è intenzionata a candidarsi alle Regionali. Ma dovrà vedersela proprio con Pasquale Ciacciarelli. Il quale nei Comuni sta facendo quello che gli ha insegnato Mario Abbruzzese: far crescere il Partito ma anche la sua base elettorale. Da Sora ad Alatri. Perfino a Frosinone, dove c’è il sindaco e coordinatore provinciale della Lega Nicola Ottaviani (anche per lui non sarà semplice ottenere una candidatura alle politiche).

Mentre Pasquale Ciacciarelli non avrà problemi. Primo perché è uscente, secondo perché è entrato nell’orbita politica di Claudio Durigon, terzo perché sul territorio sta lavorando palmo a palmo. Con umiltà e senza dare nell’occhio.

Ci vediamo da Mario (Abbruzzese) prima o poi.

FLOP

ROBERTA LOMBARDI

Resta sempre nel mezzo, a metà. Nel Movimento Cinque Stelle però non vale la massima che “in medio stat virtus”. L’assessore regionale aveva attaccato frontalmente Beppe Grillo quando quest’ultimo aveva sbeffeggiato Giuseppe Conte davanti ai parlamentari e poi sulla stampa. Facendo capire di essere tra quanti volevano affrancarsi dall’ombra lunga del garante-fondatore.

Poi però è successo che si è messo in moto il solito Luigi Di Maio, con una mediazione democristiana (morotea) portava avanti con metodi bizantini e ritmi borbonici. Questa mediazione ha portato a pranzo Grillo e Conte che hanno voluto dare l’impressione di essere uniti (non ci credono neppure loro). Ma proprio quella foto fa capire che nei Cinque Stelle tra i due litiganti, alla fine gode il terzo (Luigi Di Maio).

Roberta Lombardi perde tutti gli attimi decisivi: assessore della giunta Zingaretti in ritardo rispetto a quando poteva far pesare l’effetto laboratorio, possibile punto di riferimento per i duri e puri che non vogliono fare la fine politica di Alessandro Di Battista. Invece ha indugiato ancora una volta nell’attimo decisivo. 

Titubanza fatale.

FLOP

ANTONIO CORSI

Va bene che nella politica di oggi la coerenza è un accessorio. E va bene pure che gli elettori di oggi hanno la memoria molto limitata. Ma a tutto c’è un limite. Che il sindaco di Sgurgola Antonio Corsi nel pomeriggio ha allegramente superato. Sulla sua bacheca Facebook ha postato un messaggio. “No al biodigestore. Si alla bonifica e riambientalizzazione del territorio e del fiume Sacco come da progetto Sin”.

Posizione legittima, ci mancherebbe. Ma che rappresenta una presa in giro agli elettori. Perché? Il Comune di Sgurgola ha votato a favore dell’impianto con cui ottenere il metano bio dagli avanzi delle nostre cucine, invece di continuare a mandarli in Veneto lasciando a loro il metano e pure 160 euro a tonnellata pagate dai contribuenti ciociari.

I verbali parlano chiaro. Sgurgola ha approvato il piano degli investimenti Saf da realizzare per modernizzare la gestione dei rifiuti in provincia di Frosinone. Prevede la trasformazione dell’attuale stabilimento di Colfelice in una Fabbrica dei Materiali capace di recuperare l’indifferenziato e ridurre all’osso i rifiuti che andranno in discarica. E la realizzazione di un impianto per avere il metano green e concimi naturali ottenuti dagli avanzi delle cucine.

Ripensarci è legittimo. Ma quanto meno andrebbe spiegato il perché. Andrebbe resa pubblica la riflessione che ha spinto a decidere in un modo e poi quella che ha portato a rivedere la propria posizione. Aiutando così anche i cittadini a farsi un’opinione. Altrimenti il rischio è quello di passare per un sindaco incapace di comprendere cosa sta votando.

Perché se era davvero contrario, perché non ha mosso un dito in questi due anni per impedire la realizzazione del biosigestore? Perché esce allo scoperto ora che non può fare più nulla dal momento che l’impianto è già stato autorizzato? Ed è stato autorizzato anche in base al suo voto favorevole.

Giravolta tardiva.

ROBERTO GUALTIERI

Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri

Il bicchiere mezzo pieno è rappresentato dal fatto che viene dato vincente contro chiunque al ballottaggio. Ma il bicchiere totalmente vuoto è dato dal fatto che in tutti i sondaggi se la gioca con Virginia Raggi per l’accesso al secondo turno. E Carlo Calenda non è così lontano. Mentre Enrico Michetti è stabilmente in testa.

L’ex ministro dell’economia deve riflettere seriamente e rapidamente su un fatto: con tutta l’emergenza rifiuti che sta “soffocando” Roma, Virginia Raggi se la gioca nei sondaggi. E proprio nello scontro diretto con l’esponente del Pd. Vuol dire che la campagna elettorale ha bisogno di un salto di qualità vero.

Finora Gualtieri si  è limitato al compitino, che però non può bastare. Ad attaccare la Raggi ci stanno pensando Nicola Zingaretti e Massimiliano Valeriani. Probabilmente perché Gualtieri confida nel sostegno dei pentastellati al ballottaggio. Ma prima dovrà arrivarci e per farlo dovrà battere Virginia Raggi.

Impossibile non parlare dell’emergenza rifiuti con gli stessi toni di Zingaretti. Altrimenti rischierà di fermarsi al primo turno. Deve altresì capire che le strategie di Goffredo Bettini non hanno il crisma dell’infallibilità papale.

Frenatissimo.

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