Top e Flop, i protagonisti del giorno: 17 marzo 2021

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ENRICO LETTA

Intanto l’effetto sui sondaggi. Dopo la sua elezione a segretario provinciale, il Partito Democratico è tornato “secondo” nei sondaggi. Davanti ha soltanto la Lega. Poi la mossa sullo Ius soli, che ha avuto il merito di riportare il dibattito interno sul tema dell’identità di un Partito.

Enrico Letta

Non è poco considerando il vuoto c’è su questo aspetto. Soprattutto però in questo modo Enrico Letta ha voluto far capire che non scherzava quando diceva che per poter pensare di vincere le elezioni il Pd deve mettere in conto la possibilità di andare all’opposizione. Vuol dire che un conto è il senso di responsabilità, altri discorso è quello dell’appiattimento sul Governo. Anche se presieduto da Mario Draghi.

Infine la vicenda del candidato a sindaco di Roma. Nel giorno in cui Roberto Gualtieri ha dato la propria disponibilità a concorrere, Letta ha detto che è un ottimo nome, ma che nulla è ancora deciso. Vuol dire che vuole decidere lui.

Condottiero.

MATTEO SALVINI

Abilissimo e rapido a utilizzare la “sponda” di Enrico Letta. Nel senso che quando il neo segretario del Pd ha riproposto il tema dell’immigrazione, il Capitano della Lega ha risposto che in questo modo si indebolisce il Governo. Perché parliamo di un Governo di salvezza nazionale nel quale è complicato fare delle battaglie sui grandi temi identitari.

Foto: Imagoeconomica, Stefano Carofei

Ma in realtà il ragionamento di Matteo Salvini è stato un altro: in questo modo si è posto lui come contraltare del Pd. Dall’interno della maggioranza di Governo. Togliendo spazio a Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che invece all’opposizione. È passato un messaggio importante e cioè che questa maggioranza è un’eccezione. E che alla fine si tornerà alla divisione tra destra e sinistra. Da una parte una coalizione guidata dalla Lega, dall’altra una a traino Pd.

Matteo Salvini ha piantato la bandierina.

Velocissimo.

FLOP

 CARLO CALENDA

È sicuramente il leader politico più preparato e competente. Ma fatica a “interagire”, soprattutto in quello che dovrebbe essere il suo campo, vale a dire il centrosinistra. Sulla questione del candidato sindaco di Roma il numero uno di Azione boccia a priori ogni scenario e qualunque tipo di nome.

Carlo Calenda

Non appena Roberto Gualtieri ha spiegato che la sua disponibilità c’è, Carlo Calenda ha risposto: “La dimostrazione che vogliono rompere, ci vediamo alle elezioni”. Come aveva fatto nei mesi scorsi su qualunque possibile indicazione. E nulla è cambiato dopo il passaggio di “testimone” tra Nicola Zingaretti ed Enrico Letta.

Il fatto è che in una città come Roma il primo turno può rappresentare un surrogato delle primarie. Se però esiste una volontà politica condivisa. Ecco, Carlo Calenda non sembra voler condividere nulla. E non ha i numeri per una vocazione maggioritaria.

In questo modo l’effetto è quello di favorire lo schieramento avverso, il centrodestra. E’ il più preparato di tutti. Ma da solo non va comunque da nessuna parte. Vocazione minoritaria.

VIRGINIA RAGGI

Il rinvio delle elezioni comunali in autunno ha soltanto rinviato il problema. E il problema è che l’accordo tra Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle dovrà reggere all’urto del “fattore Capitale”.

Virginia Raggi Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica

Virginia Raggi non ci pensa proprio ad effettuare dei passi indietro. Non cambierà idea neppure se dovesse essere Giuseppe Conte a chiederle di farlo. Beppe Grillo si è sbilanciato moltissimo su di lei. Ma il fatto è che adesso nel Pd la prospettiva è cambiata. Non perché Enrico Letta sia diventato segretario, ma perché alla Regione Lazio Nicola Zingaretti ha nominato assessore Roberta Lombardi e Valentina Corrado.

Nonostante tutto questo, però, Virginia Raggi non arretra di un millimetro. In realtà punta ad essere lei la candidata di Cinque Stelle e Pd. Non prende atto che questo scenario è impossibile.

Mina vagante.

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