Top e Flop, i protagonisti del giorno: 20 luglio 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di martedì 20 luglio 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di martedì 20 luglio 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

MARIA PAOLA D’ORAZIO

Maria Paola Gemmiti

La volevano tutti. Ma nessuno tirava fuori il nome per paura di bruciarla. Così hanno fatto passare un mese. Arrivando a ieri sera quando il centrosinistra ha scelto in maniera compatta di candidare come sindaco di Sora la dottoressa Maria Paola Gemmiti. (Leggi qui Nasce la coalizione progressista. E candida la dottoressa Gemmiti).

Non c’è stato bisogno di una vera e propria discussione. Siccome tutti volevano arrivare a lei, appena è stato fatto il nome al tavolo tutti hanno scoperto le carte: i gruppi civici “Insieme si Può”, “Agorà”, “Sora senza confini” e “Patto di rinascita per Sora”, “Sora in comune – a Sinistra” insieme al Partito Democratico.

Dietro a quell’unanimità c’è però un lavoro diplomatico lungo e sotterraneo. Lo ha condotto a fari spenti per settimane Maria Paola D’Orazio, capogruppo uscente del Partito Democratico. Era lei la designata dal Pd. Invece, appena ha avuto la percezione che poteva non esserci l’unanimità, ha fatto un passo di lato e si è messa a lavorare per l’altra Maria Paola, tessendo le relazioni, bloccando le manovre ostili. Arrivando anche a creare le condizioni per far saltare il tavolo con il Movimento 5 Stelle per nulla intenzionato a mollare il suo candidato. È stata lei a puntare il dito contro i grillini “e le loro lobby” scavando un solco di fatto incolmabile.

Maria Paola D’Orazio

Sapeva che Alberto La Rocca avrebbe appoggiato la dottoressa e che altrettanto avrebbero fatto i civici di Augusto Vinciguerra. Ha aperto un canale di dialogo interno al Pd per creare l’unanimità. E poi ha stabilito una linea di dialogo con l’Udc. Con la quale il confronto va avanti.

Il vero capitano non è quello che mette la palla in rete ma quello che fa girare tutta la squadra portandola a segnare. È quello che ha fatto Maria Paola D’Orazio. Rinunciando – come primo passo – alle sue personali aspirazioni di candidatura.

Donna di Partito

MATTEO SALVINI

Matteo Salvini con Nicola Ottaviani, Paola Carnevale e Kristalia Papaevangheliu

Fratelli d’Italia si sta allargando. Anche in provincia di Frosinone. Matteo Salvini ha sentito l’odore dell’avversario sotto le mura di casa e si è mosso. Venendo nel capoluogo ciociaro con il pretesto di spingere la raccolta delle firme per il referendum sulla Giustizia. (leggi qui Salvini: “No ai vaccini baby, si ai termovalorizzatori”).

La realtà è che consiglieri ed amministratori comunali stanno migrando nelle linee di Fratelli d’Italia. Più di qualcuno lo ha fatto scendendo dal Carroccio. L’ultimo in ordine di tempo è stato il capogruppo leghista al Comune di Cassino. (Leggi qui Evangelista abbraccia i Fratelli. Ma non fa Gruppo).

Da oltre un anno il Capitano ripete ai suoi colonnelli che è il radicamento nei territori il vero obiettivo. E da allora più di qualcuno si è spostato nelle file della Lega. Ma non c’è stata quella massa di adesioni che ci si aspettava e che si sperava.

Frosinone è una realtà strategica, sia per le prossime comunali nel Capoluogo (a guida leghista, per quanto Nicola Ottaviani sia stato eletto sotto la bandiera di Forza Italia), sia per le Regionali. Salvini sa benissimo che non può concedere ulteriore terreno a Fratelli d’Italia perché rischia di ritrovarsi confinato a nord del Lazio. Per questo è venuto di persona, ispezionando il fronte. E mettendoci la faccia.

Il ruolo di un Capitano

FLOP

FRANCO EVANGELISTA

È il sindaco ombra di Cassino. Qualunque sia il colore dell’amministrazione comunale al governo cittadino, Franco Evangelista fa governo parte. Se nel suo collegio elettorale di sant’Angelo in Theodice ci sono le buche, lui compra l’asfalto rapido e le ripara; se l’erba cresce troppo impugna il decespugliatore e la falcia; e se i giochi nel parco si rompono, o paga la ditta o li ripara. Efficiente. Ma politicamente inaffidabile.

Perché in questo modo qualunque Partito lo veda tra le sue fila potrà contarci fino a quando Franco non avrà bisogno di un’opera per il suo collegio. A quel punto Sant’Angelo sarà al centro ed il Partito in periferia.

Solo così si capisce l’annuncio fatto questa mattina: si è iscritto a Fratelli d’Italia dopo avere annuncato nei giorni scorsi l’uscita dalla Lega. Ma non costituirà il Gruppo consiliare. Anzi, in Aula resterà indipendente. Ma allora perché ha aderito? Non per ideologia. Ma per fare un dispetto alla Lega: si è tesserato on line proprio nel giorno in cui Matteo Salvini metteva piede a Frosinone. (Leggi qui Evangelista abbraccia i Fratelli. Ma non fa Gruppo).

Al telefono ha spiegato ad Alessioporcu.it: “Ho voluto in questo modo dare un segnale. Il segnale di tutto ciò che non ha funzionato e non funziona nella Lega a livello territoriale e provinciale”. 

La politica merita il massimo rispetto. Da qualunque fronte la si faccia. Ma la politica è servizio. È passione. C’è gente che per un’idea ha dato la vita. Per questo la politica non può essere piegata al dispetto personale. Soprattutto quando si ha la responsabilità di tutte quelle centinaia di voti.

Fratello per caso

FRANCESCA PASCALE

Francesca Pascale (Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

Mi sbattezzo, questa Chiesa omofoba mi ha deluso”: parole di Francesca Pascale, nota alle cronache per avere accompagnato, per un certo periodo, Silvio Berlusconi nella sua via privata.

Al quotidiano Repubblica l’ex compagna del Cavaliere, impegnata nella difesa dei diritti civili, ha confidato il suo rammarico per lo stallo sulla legge contro l’omotransfobia. Ed ha puntato il dito proprio contro Forza Italia: “Copiare la Lega non conviene, tanto vale votare l’originale“. E poi: “mi chiedo come i forzisti spiegheranno in Europa al Ppe, l’appiattimento sulla Lega che sta con Orban“. 

Le domandano: Ha detto che Tajani, il coordinatore di FI, e la sua idea di famiglia tradizionale non la rappresentano. È così? Lei risponde “Sì, e temo lo sia per gran parte degli elettori forzisti. Essere come la Lega, semplicemente non conviene: allora tanto vale votare l’originale. Chi non è di sinistra, ma cerca una destra liberale, non la trova più. Mi dà amarezza una politica che non si assume la responsabilità neppure davanti alle aggressioni verso gli omosessuali“. 

Ora. La notorietà della signorina Pascale non le deriva dalle sue meritorie attività politiche. Non si è distinta per testi di legge portati all’approvazione, per dibattiti aperti in parlamento o nelle sedi di Partito. Parlare di politica solo perché si è stati personalmente accanto ad uno degli statisti di quest’epoca recente è come confondere la testa con il cappello che la copre: stanno nello stesso luogo fisico ma hanno due ruoli e due funzioni ben distinti.

Non si sputa nel piatto dove hai mangiato.

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