Top e Flop, i protagonisti del giorno: 22 giugno 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

OTTAVIANI-CIACCIARELLI

Ottaviani, Gerardi, Ciacciarelli, Durigon

I due politicamente si detestano. Dai tempi di Forza Italia. Ma adesso, nella Lega, hanno capito che hanno soltanto un modo per provare a non essere schiacciati dalla morsa pontina formata dal sottosegretario e coordinatore regionale Claudio Durigon e dal deputato Francesco Zicchieri. Dialogare.

Nicola Ottaviani è il coordinatore provinciale del Carroccio, Pasquale Ciacciarelli il responsabile dell’Organizzazione. Il primo è sindaco di Frosinone, il secondo Consigliere regionale. In Ciociaria però devono stare attenti alle iniziative dell’onorevole Francesca Gerardi e del senatore Gianfranco Rufa.

Sulla richiesta di adesione al Partito presentata da Gianluca Quadrini si sono messi di traverso. Sanno benissimo che Claudio Durigon non potrà perderci la faccia, ma vogliono delimitare un confine. E il confine è che le entrate nel Partito passano da loro sul territorio. Non da altri. (Leggi qui La solitudine di Quadrini giù dal Carroccio).

Una prova muscolare che non è una ribellione nei confronti di Durigon, ma un messaggio chiaro agli avversari locali della Lega. A cominciare da Francesca Gerardi.

Altrimenti ci arrabbiamo.

MARIAPAOLA D’ORAZIO

Maria Paola D’Orazio

L’impresa l’ha già compiuta, indipendentemente se riuscirà o meno ad ottenere la candidatura a sindaco di Sora per il Pd e per il centrosinistra. L’ha già compiuta perché è riuscita ad ottenere la designazione unitaria del Pd al tavolo del centrosinistra. Indipendentemente dal fatto che il nome portato al tavolo sia il suo. Perché erano decenni che i Dem non riuscivano ad evitare lacerazioni e presentarsi compatti. (Leggi qui Il Pd di Sora punta su Maria Paola. E la coalizione si allarga a Vinciguerra).

Ora si gioca il secondo tempo della partita. Maria Paola d’Orazio conosce perfettamente le ipocrisie e i tranelli che stanotte cercheranno di mettere sul tavolo i falsi alleati. Le solite furbate di avanzare un nome affinché altri poi lo boccino.

In questo secondo tempo si vedrà quanto è maturato il Pd: quanto difenderà la sua candidata dai veti incrociati. Che ci saranno. Perché è chiaro a tutti che Mariapaola D’Orazio è l’unica in grado di poter mettere in campo una lista competitiva per il Partito Democratico a Sora. E sperano in un suo scatto di nervi nel caso in cui dovessero dirle no in maniera compatta, magari rinunciando a scendere del tutto in campo. Indebolendo così il Pd e rafforzando gli altri dello schieramento.

Lei però va avanti per la sua strada. Pronta a fare un passo di lato solo se dovesse esserci un nome unitario con cui sostituirla: nel supremo interesse della coalizione. Se dovesse ottenere la candidatura sarebbe un trionfo, se non dovesse riuscirci avrebbe comunque centrato un successo che al Pd di Sora mancava da anni. Sarà una notte di lunghi coltelli a Sora. Mariapaola D’Orazio andrà avanti a testa alta in ogni caso.

Campionessa d’inverno.

FLOP

GIANLUCA QUADRINI

Gianluca Quadrini. Foto © AG. IchnusaPapers

Qualche giorno fa aveva annunciato, urbi et orbi e magno cum gaudio, l’adesione alla Lega e l’addio (al  veleno) a Forza Italia. Ma il problema è che sul Carroccio non è ancora salito. E di conseguenza è fermo. Non può assumere iniziative o partecipare a vertici nella Lega. (Leggi qui La solitudine di Quadrini giù dal Carroccio).

Il motivo? Quello ufficiale è che ci sono dei problemini di natura burocratica da superare. Quello vero è che Nicola Ottaviani ha puntato i piedi perché si è sentito scavalcato. E stessa cosa ha fatto Pasquale Ciacciarelli.

La conseguenza? Anche se alla fine dovesse entrare nella Lega, Gianluca Quadrini dovrà mettersi in fila. E sarà una lunga fila. I tempi dei fasti “azzurri”, quando era contemporaneamente presidente della Comunità Montana e capogruppo alla Provincia, sono finiti da un pezzo. Il punto è però che un’operazione del genere andava preparata coinvolgendo tutti i livelli locali. Invece è stata scelta la strada del blitz calato dall’alto. Che non funziona.

Peraltro nel momento in cui a livello nazionale Lega e Forza Italia pensano ad un partito unico, uno stop del genere lascia davvero pensare molto. Ingombrante e frettoloso.

ROBERTO DE DONATIS

Il problema vero (e insuperabile) è la mancanza di spazi politici. Il sindaco in carica Roberto De Donatis rischia di non averne più tanti.

Nel centrodestra la spaccatura tra Lega e Fratelli d’Italia lo ha letteralmente spiazzato prima e isolato dopo. Così come non gli ha giovato la diversità di opinioni nel Carroccio. Cinque anni fa il profilo “civico” e bipartisan (sostegno del Psi e di Forza Italia) ha rappresentato per Roberto De Donatis il valore aggiunto decisivo.

Ma il primo cittadino non ha saputo capitalizzare politicamente quel risultato. Credendo che poteva essere lui a scegliere i compagni di viaggio. Alla fine invece i partiti si sono ripresi la scena e il fuoco incrociato lo ha costretto a ripiegare. Complicato vedere oggi una via di uscita da un isolamento politico fortissimo e inaspettato.

Isolato e marginale.

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