Top e Flop, i protagonisti del giorno: 23 luglio 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 23 luglio 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di venerdì 23 luglio 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

SERGIO MATTARELLLA

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Nel giorno del suo ottantesimo compleanno (auguri), si è permesso il lusso di ricordare al Csm che occorre un parere in commissione prima della discussione del Plenum sulla riforma Cartabia. Ma soprattutto ha tenuto una lezione di diritto costituzionale a Governo e Parlamento, ricordando che può sempre rinviare alle Camere gli atti che non lo convincono.

Ha scritto il Capo dello Stato Sergio Mattarella, in una lettera inviata ai presidenti del Senato Elisabetta Casellati, della Camera Roberto Fico, e del Consiglio Mario Draghi, in occasione della promulgazione del dl Sostegni bis: “L’esperienza sin qui maturata ha reso ancor più evidente come il rispetto del dettato costituzionale coincida con l’interesse ad un’ordinata ed efficiente regolamentazione dell’emergenza in corso, della ripresa economica e delle riforme: ciò richiede un ricorso più razionale e disciplinato alla decretazione d’urgenza”.

Aggiungendo: “Occorre dunque modificare l’attuale tendenza. I decreti legge devono presentare ab origine un oggetto il più possibile definito e circoscritto per materia. Nei casi in cui l’omogeneità di contenuto è perseguita attraverso l’indicazione di uno scopo, deve evitarsi che la finalità risulti estremamente ampia. Formulo, pertanto, un invito al Parlamento e al Governo a riconsiderare le modalità di esercizio della decretazione d’urgenza, con l’intento di ovviare ai profili critici da tempo ampiamente evidenziati dalla Corte costituzionale, nonché nelle stesse sedi parlamentari, oltre che in dottrina, e che hanno ormai assunto dimensioni e prodotto effetti difficilmente sostenibili”.

Un altolà in punta di diritto, che davvero fa emergere il ruolo e il carisma di Sergio Mattarella.

In cattedra.

ALESSIO D’AMATO

Alessio D’Amato

Ha visto tutto in anticipo anche stavolta, dimostrando che sulla gestione della pandemia il Lazio è davvero all’avanguardia. Più di dieci giorni fa disse che l’effetto Europei avrebbe fatto innalzare la curva dei contagi, soprattutto a Roma. Così è stato.

Poi aveva spiegato che sarebbero stati i giovani a trainare il contagio. Oggi l’Istituto Superiore di Sanità ha certificato che le persone con un’età compresa tra i 10 e i 29 anni rappresentano la stragrande maggioranza dei nuovi casi e in questo modo diffondono il virus. Questo perché la variante Delta è assai più contagiosa.

Ma non solo. Alessio D’Amato è stato il primo a parlare della necessità di calibrare il Green Pass per evitare di richiudere il Paese. Il Governo ha proceduto in tal senso. Infine, l’invito alla vaccinazione. L’assessore alla sanità del Lazio lo aveva rivolto ai giovani, raccomandandosi finire il ciclo prima di andare in vacanza.

Ieri l’appello del presidente del consiglio Mario Draghi è andato in quella direzione. Con gli stessi toni forti che aveva usato Alessio D’Amato.

Il più bravo della classe.

FLOP

GIORGIA MELONI

Giorgia Meloni

Quando la leader di Fratelli d’Italia riuscirà a gestire l’euforia da sondaggio, allora avrà compiuto il passo definitivo per la candidatura a Palazzo Chigi.

Fratelli d’Italia sta crescendo come mai prima. Giorgia Meloni si è scagliata contro il premier Mario Draghi. Così: “La cosa più inquietante della conferenza stampa di Draghi, sono le parole di terrore che ha scelto nel rivolgersi agli italiani. I numeri sembrano non contare più: nonostante i dati delle terapie intensive siano ampiamente sotto controllo, il Green Pass è diventato il nuovo “mantra” da imporre. Il resto non conta”.

Aggiungendo: “A questo punto, vorrei avanzare delle domande alla nuova scienza di Governo: i Paesi europei che sconsigliano il vaccino a bambini e adolescenti, stanno quindi invitando la popolazione a morire? Con questa affermazione Draghi sta dicendo che sono condannati a morte coloro che non possono vaccinarsi, come chi affronta radio e chemioterapia? Il premier Draghi è sicuro quando afferma che i possessori del Green Pass avranno la garanzia di non ritrovarsi tra persone contagiose? Ci può fornire i dati scientifici a sostegno di questa tesi?. Se a settembre i contagi saranno aumentati nonostante un obbligo vaccinale di fatto  con chi se la dovranno prendere gli italiani, e in particolare gli imprenditori e i lavoratori che avranno pagato per queste misure inefficaci?”.

Il limite del centrodestra sta tutto nelle tesi sulla gestione della pandemia. I vaccini sono necessari, le chiusure lo sono state. Il rischio è ricominciare con tutto questo. La variante Delta continua a far crescere i contagi. La realtà è che non esiste un altro modo se non quello della campagna di vaccinazione per limitare gli spazi del virus. Dal top al flop è un attimo.

Ma non su alessioporcu.it. Ci mancherebbe. E’ la politica italiana che è “mobile”. Dalla cresta dell’onda alla scivolata il percorso è breve. Davvero Giorgia Meloni pensa di bacchettare Mario Draghi?

Nun t’allargà.

FABIANA DADONE

Ettore Rosato Danilo Toninelli, Carlo Sibilia e Fabiana Dadone

 “L‘ipotesi di dimissioni dei ministri M5S dal governo Draghi, se non ci saranno “miglioramenti” alla riforma della giustizia, è una cosa da valutare insieme a Giuseppe Conte”. Così parlò il ministro alle Politiche Giovanili, Fabiana Dadone, ad Agorà Estate.

Spiegando: “Se è a rischio l’appoggio dei Cinque Stella al governo? Dipende quale sarà l’apertura sulle modifiche tecniche. L’obiettivo di tutti non è certo garantire le impunità in certi casi, ma velocizzare i processi. La tematica della prescrizione così come impostata non credo raggiunga l’obiettivo. Ci aspettiamo una discussione costruttiva, vedremo le decisioni da prendere”.

In effetti i Cinque Stelle dovrebbero ritirare il sostegno al Governo e uscire dalla maggioranza. Aprendo la crisi di governo. Se non sono d’accordo su una riforma come quella della giustizia.

Però un altro ministro, Stefano Patuanelli (responsabile delle politiche agricole), ha affermato a Rainews24:  “Siamo nel pieno di una discussione che vuole portare dei miglioramenti sul solco dell’impianto complessivo che la ministra ha dato alla riforma. Si sta aprendo un dibattito su come mettere dei correttivi tecnici agli emendamenti che sono usciti dal Consiglio dei ministri e arrivare a una discussione serena, per migliorare il testo. Questo non c’entra nulla con la questione fiducia: questo è un provvedimento così importante, con tanti emendamenti e con il voto segreto, se non c’è la fiducia rischia di fare uscire un testo scoordinato”.

E può essere un problema molto importante su temi di giustizia penale. Quindi l’autorizzazione alla fiducia è a protezionedel percorso di coinvolgimento delle forze politiche di oggi per migliorare il testo. Percorso in cui noi del M5S siamo centrali perché non ci siamo sottratti nel Consiglio dei ministri in cui sono stati approvati gli emendamenti. Se ci fossimo sfilati in quel momento oggi a questa discussione nemmeno parteciperemmo. E probabilmente il percorso di modifica sarebbe un percorso peggiorativo per noi e non di miglioramento. Stiamo andando nella direzione di trovare un accordo per migliorare il testo e credo sia possibile farlo”.

Per Patuanelli il ricorso alla fiducia non è una forzatura. Magari la Dadone la prossima volta può telefonare al collega.

Sconfessata.

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