Top e Flop, i protagonisti del giorno: 24 aprile 2021

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

BRUNO ASTORRE

Sta tenendo un fronte larghissimo e anche destinato ad andare avanti per molto tempo. Il Pd sta cercando il modo di poter candidare Nicola Zingaretti a sindaco di Roma e questo comporterebbe elezioni anticipate alla Regione Lazio. Con la necessità quindi di dover correre mantenendo la lucidità.

Bruno Astorre – (Foto: Imagoeconomica)

Il senatore Bruno Astorre, segretario regionale del Pd, è uno che non si spaventa di nulla. Per quanto riguarda la Capitale, la decisione è tutta nelle mani di Nicola Zingaretti, ma è evidente che il nodo è rappresentato dal rapporto tra i Dem e i Cinque Stelle. Alla Regione Lazio bisognerà trovare una sintesi tra le varie anime del Pd. In entrambi i casi saranno elezioni verità, considerando anche la presenza a Roma di Carlo Calenda e tutto il resto.

Esponente di punta di AreaDem, Astorre è l’alter ego di Dario Franceschini. Le caratteristiche sono le stesse: mediatore, centrista, democristiano, capace di alzare la voce quando serve.

Centro di gravità.

DAVIDE CASALEGGIO

Non è stato facile per lui, visto che il padre Gianroberto è stato il fondatore, l’anima e la mente del Movimento Cinque Stelle. Ma non c’era alternativa allo strappo, che peraltro mette in evidenza la trasformazione dei pentastellati in questi anni. La piattaforma Rousseau ha rappresentato il “cuore” di un Movimento che è cresciuto grazie al coinvolgimento della base, al rapporto con gli iscritti e al principio dell’uno vale uno.

Davide Casaleggio (Imagoeconomica)

Quando poi il Movimento è entrato al Governo, allora tutto è cambiato. Con ogni probabilità saranno i tribunali a dire chi ha ragione tra i Cinque Stelle e Davide Casaleggio. Rimane il fatto però che questo strappo avviene in un momento cruciale. Con il video di Beppe Grillo che ha provocato un terremoto all’interno del Movimento e con Giuseppe Conte che tenta una timida scalata ai Cinque Stelle.

Lo strappo di Davide Casaleggio è un segnale di quello che il Movimento aveva rappresentato. Richiamo della foresta.

FLOP

CLAUDIO DURIGON

Nel Piano di rinascita nazionale del Governo non c’è più Quota 100, che andrà in “pensione” nel 2022. Si tratta del provvedimento simbolo della Lega nel primo esecutivo guidato da Giuseppe Conte. La firma in calce a quel documento è quella di Claudio Durigon, allora sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e adesso sottosegretario al Mef.

Gianpiero Forte con Claudio Durigon

Non si tratta di una novità di poco conto, perché rappresenta un altro segnale di Draghi al Carroccio. Un Carroccio che francamente appare sempre più avulso da una maggioranza completamente diversa, che ha una fisionomia differente. Anche per Durigon sarà impossibile fare finta di nulla.

Difficile dire adesso cosa succederà, ma sicuramente l’aver messo da parte Quota 100 testimonia il ruolo residuale della Lega nel Governo di unità nazionale. Complicato pensar di andare avanti in queste condizioni. Forse per la Lega è arrivato il momento di prendere decisioni importanti.

Negli ultimi giorni sono stati diversi i segnali che Mario Draghi può fare a meno del partito di Salvini, del quale Claudio Durigon è una colonna.

Ridimensionato

CHIARA COLOSIMO

Il suo nome è circolato sia per la candidatura al Campidoglio che per quella alla Regione Lazio del post Zingaretti. Lei, Chiara Colosimo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ha sparato a palle incatenate sulla maggioranza (e anche sulla Lega) quando è esplosa la vicenda del concorso di Allumiere. Poi ha frenato. Dopo che Repubblica ha pubblicato, in coda ad un articolo, che ci sarebbero casi anche in altri Comuni, riconducibili a persone vicine ad FdI

Chiara Colosimo

Forse è pronta ad accelerare di nuovo. Adesso in consiglio regionale arriverà la proposta di legge (primo firmatario Mauro Buschini) di istituire una commissione permanente dedicata alla Trasparenza. Proprio Chiara Colosimo è in predicato di guidarla. Però francamente non può essere la presidenza della commissione permanente l’approdo per una che Giorgia Meloni tiene in grandissima considerazione

Per concorrere davvero per traguardi come il Campidoglio o la presidenza della Regione è necessario effettuare uno scatto ulteriore. E dare continuità e sostanza politica agli attacchi al centrodestra. Altrimenti finisce tutto lì.

Credevo fosse amore invece era un calesse.

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