Top e Flop, i protagonisti del giorno: 28 maggio 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

VIRGINIA RAGGI

Nicola Zingaretti e Virginia Raggi (Foto Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

Il Tar del Lazio ha accolto il nostro ricorso e ha annullato l’ordinanza con cui il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti imponeva a Roma Capitale di indicare una discarica dentro la città. Si tratta di una vittoria per tutti i cittadini e tutti i territori che, da troppi anni, pagano scelte scellerate calate dall’alto. Ora la Regione Lazio non ha più alibi”. Questo l’annuncio su Facebook della sindaca di Roma Virginia Raggi. (Leggi qui Il Tar: Niente commissariario della Regione per i rifiuti)

La sua vittoria è tutta politica e non si può negare l’evidenza. La Raggi non si è mai posta il problema che a Roma occorre una nuova discarica. Non intende farla. Infatti ha spiegato che “dopo la chiusura della discarica di Malagrotta nel 2013 non sono mai state costruite valide alternative, neppure nell’ultimo, insufficiente, piano rifiuti regionale”. Ha aggiunto: “A questo si aggiunge le chiusura di diverse discariche e impianti del Lazio. È arrivato il momento che la Regione collabori per cercare soluzioni fattibili e concrete”.   

Il Tar del Lazio ha definito illegittimo lo strumento dell’ordinanza contingibile e urgente anche perché sulla gestione del ciclo dei rifiuti interviene “l’attività sinergica di più enti”. Per questi motivi, con sentenza breve ha annullato l’ordinanza della Regione Lazio dello scorso 1° aprile con cui si ordinava a Roma Capitale di adottare e trasmettere, entro 30 giorni un piano impiantistico ai fini dell’autosufficienza in termini di trattamento, trasferenza e smaltimento dei rifiuti, con l’impegno a realizzare una rete integrata e adeguata di impianti.

La sostanza è che Virginia Raggi affronterà la prossima campagna elettorale con una vittoria politica che fa seguito a quella ottenuta per essere riuscita a sventare la candidatura di Nicola Zingaretti.

Tostissima.

NICOLA OTTAVIANI

È tornato a cavalcare il suo cavallo di battaglia preferito, quello della gestione del servizio idrico. Qualche anno fa il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha guidato il fronte che voleva la rescissione del contratto con Acea. Su quell’onda lunga costruì il successo bis come primo cittadino del capoluogo.

Ieri mattina ha convocato in fretta e furia una conferenza stampa, a seguito delle notifiche avvenute per la fissazione dell’udienza preliminare (il prossimo 26 ottobre) del procedimento a carico dei vertici Acea Ato5 degli ultimi anni, che hanno gestito gli impianti in provincia di Frosinone. (leggi qui Il Tar: Niente commissariario della Regione per i rifiuti).

Ha detto Ottaviani: “La notifica dell’atto dell’autorità giudiziaria pervenuta oggi, con la fissazione dell’udienza preliminare che vede coinvolti nel procedimento penale alcune personalità di spicco che hanno gestito o che rivestivano un ruolo di controllo nella gestione di Acea sul territorio della provincia di Frosinone nel corso degli ultimi anni testimonia come le rimostranze sollevate dal comune di Frosinone e da molte associazioni di volontariato, negli scorsi anni, fossero motivate rispetto alla gestione del servizio idrico”.

Le contestazioni,  ha  affermato Ottaviani, “vanno a incidere necessariamente sul risultato di esercizio, sui costi richiesti come rimborso alla collettività tramite tariffa, che esprime la sommatoria dei costi per portare avanti il servizio”. Ha aggiunto: “Quando il Comune di Frosinone nutriva dubbi sulle singole voci di costo per la formulazione della tariffa, o per l’alto tasso di dispersione idrica (a cui corrisponde, evidentemente, il mancato investimento da parte della società e l’assenza di interventi significativi sulla rete), allora probabilmente non aveva tutti i torti. Se le ipotesi coltivate dalla autorità giudiziaria, corroborate da consulenze tecniche e contabili, fossero confermate, significherebbe dover riscrivere la storia della gestione idrica della provincia di Frosinone degli ultimi anni

Nella stessa giornata è intervenuto pure sulla questione dei rifiuti, affermando che la decisione del Tar del Lazio non cambia la sostanza delle cose e le responsabilità politiche della Raggi. Ha già iniziato, da coordinatore provinciale della Lega, la campagna elettorale per le politiche. È evidente che sarà candidato alla Camera.

In moto sul Carroccio.

FLOP

NICOLA ZINGARETTI

Nicola Zingaretti (Foto: Vincenzo Llivieri / Imagoeconomica)

Nel merito ha ragione lui. Ma non basta. E forse per Nicola Zingaretti è arrivato il momento di una riflessione sull’alleanza con i Cinque Stelle. (Leggi qui Il Tar: Niente commissariario della Regione per i rifiuti).

Dopo la sentenza del Tar del Lazio, il Governatore ha detto: “La sostanza non cambia: il Tar conferma chiaramente che Roma non ha un piano impiantistico, non ha indicato i siti dove collocare gli impianti e non sa dove portare i rifiuti che produce. Su questo il Tar rileva a chiare lettere l’omissione da parte del Comune affermando la mancanza, cito la sentenza, di un piano impiantistico volto a garantire l’autosufficienza nel trattamento, trasferenza e smaltimento dei rifiuti del Sub-Ato di Roma Capitale. Il Tar quindi eccepisce alla Regione esclusivamente l’idoneità nell’uso dell’ordinanza per affrontare il problema e indica invece la necessità di utilizzare gli strumenti ordinari”.

Infatti la Regione adesso adotterà strumenti ordinari. Nel frattempo sia a Roma che nel Lazio potrebbe verificarsi un’emergenza rifiuti. Ma in ogni caso sul piano politico la partita l’hanno vinta il Campidoglio e Virginia Raggi. In politica conta pure questo.

L’impressione è che Zingaretti non voglia smentire sé stesso a proposito della blindatura di Giuseppe Conte e dell’alleanza (inutile con i pentastellati). A questo punto però sarebbe quasi doveroso.

Errare è umano, perseverare non serve a nulla.

ROBERTO FICO

Luigi Di Maio e Roberto Fico (Foto: Imagoeconomica / Stefano Carofei)

Il  presidente della Camera è l’uomo del giorno prima. Per due volte ha avuto dal presidente della Repubblica il mandato esplorativo per individuare il candidato premier. Per due volte non ce l’ha fatta. Doveva essere lui il candidato sindaco di Napoli. Ieri invece  Cinque Stelle, Pd e Leu hanno annunciato la candidatura a sindaco di Gaetano Manfredi.

E l’ex premier Giuseppe Conte ha scritto su Facebook:  “Questo patto non è una mediazione al ribasso, non è un compromesso. È la convinzione di aver imboccato la strada giusta, è la dimostrazione che ciò che serve non è cedere a frettolose soluzioni e fusioni a freddo ma partire dall’analisi dei problemi e da qui trovare il ventaglio delle soluzioni per risolverli. Muoviamo questo passo senza paura, con determinazione: per prendere di petto questa sfida, con realismo e concretezza. Quello stesso realismo dimostrato da Gaetano Manfredi, che fin da subito si è detto pronto a lavorare per Napoli se fosse stato posto nella condizione di incidere sulla vita dei suoi concittadini e di trasformare le loro voci in capitoli di programma. E così sarà”. Amen.

E Roberto Fico? Come se non ci fosse mai stato. Ancora una volta un buco nell’acqua.

Perdente di successo.

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