Top e Flop, i protagonisti del giorno: 4 giugno 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP & FLOP

TOP

ANTONELLO IANNARILI

Antonello Iannarilli

Uno che in vita sua è stato assessore e consigliere regionale, deputato e presidente della Provincia non può essere trattato come uno scolaretto o una quarta linea.

Ha aderito a Fratelli d’Italia per dare il suo contributo, ricevendo direttamente da Giorgia Meloni assicurazioni che avrebbe potuto farlo .

Fatica invece a trovare spazi perché tutta l’area che fa riferimento al senatore Massimo Ruspandini non gli concede neppure pochi centimetri. Evidentemente lo temono. Lui però ha deciso di rompere gli indugi e fare… Iannarilli. Iniziando da Alatri, dove ha comunque la forza politica ed elettorale di scompaginare i piani del centrodestra. Un centrodestra che fatica a marciare unito e all’interno del quale i Fratelli d’Italia non hanno speso una parola per Antonello Iannarilli. (Leggi qui La coalizione dei tre che spaventa il voto ad Alatri).

Ad Alatri può dire la sua in tanti modi diversi. Il suo obiettivo, non lo è mai nascosto, è essere candidato alle Regionali e giocarsela. Ha capito che potrebbero non consentirglielo. E allora è pronto a scatenare l’inferno.

Gladiatore.

MAURO VICANO

Mauro Vicano

Non lo conoscono. Non sanno che Mauro Vicano è uno che pianifica le sue discese in campo. Lo fece con la Saf, quando vinse contro un certo Cesare Augusto Fardelli, potentissimo plenipotenziario di Francecso Scalia.

Lo ha sempre fatto alla Asl, quando non ha avuto problemi a contrastare personaggi forti e potenti.

Sarà candidato a sindaco di Frosinone. Non cambierà idea, nessuno riuscirà a fargli cambiare idea. Lo farà federando il centrosinistra, con il sostegno del Pd. Ma soprattutto con un’ampia coalizione civica. Sa che Michele Marini potrebbe mettersi di traverso. Lo ha messo in conto. Per mesi ha abbassato u riflettori e ha spento i radar. Lo ha fatto per lavorare meglio al progetto della candidatura a sindaco.

Il suo schema è semplice: nel 2022 si arriverà al ballottaggio e, quando sarà venuta meno la spinta di partiti e liste civiche, sarà una partita a due. Tra lui e il candidato del centrodestra. Il profilo trasversale, fondamentale per vincere a Frosinone, non gli manca. (Leggi qui Frosinone, per Vicano già archiviate le primarie).

Un’ultima cosa: nel 2012 fu tra i promotori della lista di Gianfranco Pizzutelli, oggi diventata Polo Civico. Difficile credere che non ne avrebbe il sostegno.

Testardo e lucido.

DANIELE NATALIA

Daniele Natalia

È sindaco di una città che ha pagato un tributo altissimo sull’altare dello sviluppo dell’industria. Non a caso buona parte del territorio industriale di Anagni rientra nel Sin, l’area ad alto inquinamento al punto d’essere considerata d’Interesse Nazionale. Daniele Natalia ha il coraggio di non arroccarsi su una facile rendita di posizione legata all’ambientalismo oltranzista.

Ci guadagnerebbe molto in termine di voti e di immagine. Invece ha avuto il coraggio di dire che l’ambientalismo giusto è quello che passa attraverso l’economia circolare e le moderne tecniche per il trattamento dei rifiuti, che le discariche fanno parte del passato ma servono impianti moderni. (

L’ambientalismo oltranzista è quello che si ferma al ‘no alle discariche’ ma al momento di localizzare gli impianti dice no. Natalia dice ‘Si ma solo alle condizioni di totale sicurezza concesse oggi dalle moderne tecnologie”. E ne è convinto al punto di dirlo non solo come sindaco di Anagni ma come sub coordinatore provinciale di Forza Italia. Alla quale ora vuole proporre un’Agenda che entri a far parte del dibattito politico del Partito. (Leggi qui Natalia: «Una Forza Italia più green e moderna»).

Green Daniele

FLOP

ROBERTO GUALTIERI

Roberto Gualtieri da Lucia Annunziata a Mezz’ora in Più

Per la sua candidatura a sindaco di Roma ha fatto un passo indietro anche Nicola Zingaretti, che dai sondaggi veniva dato vincente contro chiunque. L’ex ministro dell’Economia ha una competenza fuori discussione, ma per vincere a Roma servono anche alte doti: la capacità di stare nelle borgate, di andare nelle periferie, di “scaldare i cuori”.

Lui lo sta facendo, con la regia del deputato Claudio Mancini. Ma, almeno finora, non sfonda. Deve entrare presto nell’ordine di idee che la sindaca Virginia Raggi, Carlo Calenda e il candidato del centrodestra (chiunque sarà) non avranno problemi a sparare tutte le loro cartucce. Una dopo l’altra. Come peraltro  Raggi e Calenda stanno facendo.

La partita di Roma è quella più affascinante ma anche più complicata d’Italia. Il primo turno sarà una specie di arena con tutti contro tutti. Arrivare al ballottaggio sarà un traguardo difficile ma importantissimo. Che equivale ad una vittoria. Nei successivi quattordici giorni una specie di lotta corpo a corpo dove ogni colpo sarà lecito. Una guerra porta a porta insomma.

Roberto Gualtieri deve entrare in questo ordine di idee. Non sta concorrendo per il Quirinale, ma per il Campidoglio. Fuori ruolo.

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

È l’uomo sul quale Giorgia Meloni punta per la candidatura alla presidenza della Regione Lazio. Ne ha le caratteristiche, sia per vincere che per governare. Ma Francesco Lollobrigida adesso ha altri ruoli. Da parlamentare ma pure da punto di riferimento per i tanti che hanno deciso di guardare a Fratelli d’Italia provenendo da altre esperienze. Forza Italia per esempio.

E’ il caso di Antonello Iannarilli e di tanti altri anche in provincia di Frosinone. Quel tipo di spinta sarà fondamentale se e quando Francesco Lollobrigida si candiderà alla Regione Lazio. Ma quelle esperienze adesso vanno in qualche modo valorizzate all’interno del partito. Altrimenti Fratelli d’Italia resterà una forza politica nella quale decidono soltanto i “nativi”, quelli che cioè provengono dalle esperienze dell’Msi e di Alleanza Nazionale.

Mancano poco meno di due anni alle regionali e ci saranno tantissime elezioni comunali in gioco. Francesco Lollobrigida dovrà dimostrare sul campo di essere il capo nel Lazio. E un capo motiva ed esalta il ruolo di tutti. Finora non è successo.

In ritardo.