Top e Flop, i protagonisti del giorno: 5 giugno 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

FRANCESCO DE ANGELIS

Francesco De Angelis

Portare a casa la  costituzione del Consorzio industriale regionale unico è un risultato che non ha precedenti. Francesco De Angelis c’è riuscito in uno dei momenti politici più complicati, resi più difficile anche da una pandemia che ha bloccato tutto per oltre un anno. (Leggi qui La giunta dice si al Super Consorzio Industriale).

C’è riuscito con una forte accelerazione finale. Riuscendo a dialogare con enti strategici come la Camera di Commercio del Basso Lazio e facendo sponda con la Lega di Claudio Durigon. Il tutto mentre a livello regionale Nicola Zingaretti, Albino Ruberti, Daniele Leodori e Paolo Orneli lavoravano al raggiungimento di un risultato importante.

Il Lazio avrà un solo Consorzio industriale, capace di avere un peso politico enorme al tavolo di qualunque trattativa. La prova del nove ci sarà subito con i finanziamenti del Recovery Plan. Su temi come le infrastrutture e la digitalizzazione, il Consorzio unico potrà fare la differenza. Per Francesco De Angelis una carica che equivale almeno a due assessorati regionali.

L’ultimo fuoriclasse.

MAURO BUSCHINI

L’abbraccio tra Mauro Buschini e Nicola Zingaretti

L’abbraccio a Collepardo con Nicola Zingaretti testimonia come Mauro  Buschini abbia dimostrato di saper essere “incudine” per mesi. Con la consapevolezza che sarebbe riuscito a far capire le sue ragioni.

Quando è scoppiata la vicenda del concorso di Allumiere, l’ondata mediatica è stata fortissima. Mauro Buschini ha deciso allora di dimettersi da presidente del Consiglio regionale per salvaguardare le istituzioni. Non perché fossero implicate nella vicenda (infatti non lo sono state), ma per applicare quel principio non scritto che impone a chi ricopre incarichi del genere di mettere in campo comportamenti adeguati.

In quel momento il nervosismo era alle stelle e Nicola Zingaretti ha capito che quell’episodio avrebbe potuto avere un peso pure sul versante della candidatura a sindaco di Roma. Mauro Buschini ha fatto l’uomo delle istituzioni: si è preso tutte le critiche, è rimasto sotto il fuoco di fila mediatico per settimane senza buttarla in caciara. Sapeva che prima o poi tutto si sarebbe chiarito.

Ieri a Collepardo. Quel “non ho mai dubitato di lui” di Nicola Zingaretti lo rimette in pista.

Finita la quarantena.

FLOP

SILVIO BERLUSCONI

Foto: Imagoeconomica / Stefano Carofei

L’apertura senza condizioni alla proposta del leader della Lega Matteo Salvini di una federazione di centrodestra è stata percepita da molti esponenti di Forza Italia come una resa senza condizioni. E per molti versi lo è.

Non si capisce, infatti, per quale motivo, Forza Italia debba accettare una soluzione del genere che ha vantaggi esclusivamente per il Carroccio. Sul piano parlamentare, ma pure in prospettiva. Il fatto che Giorgia Meloni si sia affrettata a dire che questo scenario non riguarda Fratelli d’Italia è indicativo.

Ma soprattutto a far riflettere sono le prese di posizioni di Mariastella Gelmini e Mara Carfagna. Forse Berlusconi teme che senza una federazione diversi esponenti di Forza Italia potrebbero cedere al pressing della Lega. Ma il punto è proprio questo però: ridare centralità a Forza Italia per evitare emorragie ulteriori. Il Partito è dato tra il 7 e l’8% nei sondaggi. Rappresenta l’ala centrista e moderata di una coalizione altrimenti schiacciata a destra.

Dire sì alla federazione dà la sensazione di voler abdicare.

In disarmo.

VIRGINIA RAGGI

Virginia Raggi Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Per l’ennesima volta Roma si ritrova  a dover fronteggiare l’emergenza rifiuti. La sindaca pentastellata non cambia impostazione: per lei deve essere la Regione a trovare la soluzione. E’ una situazione che va avanti da anni.

Al di là degli aspetti giuridici e procedurali della vicenda (è evidente che sul punto sono competenti sia il Campidoglio che la Pisana), c’è la questione di merito: Virginia Raggi non vuole scegliere un sito dove realizzare la discarica di Roma. E’ la condizione minima visto che la normativa stabilisce che ogni Ambito Territoriale Ottimale abbia una propria discarica per completare il ciclo dei rifiuti nel proprio territorio. In questo modo il Comune di Roma per anni ha conferito la propria immondizia alla discarica di Roccasecca, accelerando l’esaurimento del quarto invaso. Poi i rifiuti romani sono stati destinati altrove.

Il punto è questo: l’assoluta indisponibilità a lavorare davvero per realizzare una propria discarica. Scaricando costantemente il problema su altri territori.

Puntare i piedi è l’unica tattica.