Top e Flop, i protagonisti del giorno: 8 maggio 2021

Top e Flop. I fatti centrali ed i protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ALESSIO D’AMATO

Ha ribadito a Frosinone che per agosto sarà vaccinata l’80% della popolazione target del Lazio. Tutti quelli che hanno un’età a partire dai 18 anni. E quella percentuale consentirà il raggiungimento dell’immunità di gregge.

Alessio D’Amato ha rassicurato sulle forniture, sulla capacità di vaccinazione di una macchina messa a sistema e perfino sul fatto che il Lazio è pronto se ci sarà la necessità di ulteriori e futuri richiami.

Dall’inizio della pandemia non si è fermato un giorno e riesce anche a trovare il tempo e la forza per essere sul campo. Insieme ai dirigenti e agli operatori sanitari. E’ un modo fondamentale per far capire continuamente che la Regione Lazio c’è, pronta a sostenere Asl, direttori generali, medici e infermieri. Ma Alessio D’Amato, con la visita di ieri in Ciociaria, ha anche fatto capire chiaramente che proprio in questi quindici mesi di pandemia si stanno gettando le basi per la sanità del futuro: territoriale, digitale, operativa, snella. E’ lui l’uomo simbolo della sanità laziale nella fase della pandemia e non solo.

In ascesa.

NICOLA OTTAVIANI

Ha colto al volo l’occasione di ieri per rilanciare sulla necessità che si proceda al raddoppio dell’ospedale Fabrizio Spaziani. Il ragionamento del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani è semplice: occorre una struttura interamente dedicata alle pandemie (perché ne arriveranno altre) e un’altra a tutto il resto delle patologie.

I dati scientifici di queste ore dicono chiaramente che tra gli effetti collaterali del Covid c’è stato anche quello di un ritardo nelle cure dei malati oncologici e più in generale nell’affrontare tante altre patologie. La strada per  “raddoppiare” lo Spaziani è quella di poter avere i fondi europei, quelli del Recovery Plan.

E qui, oltre al sindaco, scende in campo il coordinatore provinciale della Lega. Perché si tratta di una tematica che per forza di cose dovrà essere affrontata e risolta in sede di Ministero. A Roma. Ma intanto ancora una volta Nicola Ottaviani ha dimostrato che la sua vera natura politica coincide con quella amministrativa. Cioè l’essere sindaco.

Fascia tricolore.

FLOP

CLAUDIO DURIGON

Resta nell’occhio del ciclone dopo il servizio di Fanpage. Con il Movimento Cinque Stelle che continua ad insistere affinché presenti le dimissioni da sottosegretario di Stato al Mef. Per il momento Matteo Salvini è riuscito a resistere, ma la situazione si sta ingarbugliando.

Intanto perché i sondaggi danno in crescita vertiginosa i Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni, mentre Lega e Capitano flettono. In secondo luogo la scelta del candidato sindaco di Roma sta lacerando la coalizione. Infine, all’interno del Governo e della maggioranza è in corsa una complicatissima trattativa praticamente su tutto: dall’orario del coprifuoco al resto.

In questo clima è difficile pensare che in un contesto di confronto a trecentosessanta gradi alla Lega non possa essere chiesto di sostituire Claudio Durigon con un altro esponente di Partito. A quel punto la decisione sarebbe nelle mani di Matteo Salvini. Resta il fatto che non ci voleva. Claudio Durigon, coordinatore regionale del Carroccio, era lanciatissimo anche per la candidatura alla presidenza della Regione Lazio. Forse potrebbe essere proprio questo scenario a “saltare” se dovesse restare sottosegretario.

Scivolone inaspettato.

GUIDO BERTOLASO

Guido Bertolaso (Foto: Sergio Oliverio / Imagoeconomica)

Ancora una volta Giorgia Meloni lo ha stoppato come possibile candidato sindaco di  Roma. Perfino nell’ipotesi di un ticket con Chiara Colosimo. C’è una sola domanda da fare a Bertolaso: chi glielo fa fare? Perché un dirigente e un servitore dello Stato del suo livello deve restare appeso ai veti incrociati e alle trattative dei partiti?

È evidente che non entusiasma i Fratelli d’Italia e che soprattutto il suo nome è entrato nel circuito standard: chi esprime il candidato sindaco di Roma dovrà cedere il passo alla Regione. Siccome Giorgia Meloni si è resa conto che conquistare il Campidoglio sarà comunque difficile, allora sta cercando di tirare la corda al massinmo per ottenere per Fratelli d’Italia il via libera alla designazione del prossimo candidato alla presidenza della Regione Lazio.

Ma Guido Bertolaso è stato un valido capo della Protezione Civile e tante altre cose. Non merita di essere considerato come una pedina di scambio nella scacchiera delle trattative dei partiti. Dovrebbe far saltare lui il tavolo.

Inspiegabilmente paralizzato.

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