Top e Flop, i protagonisti del giorno: lunedì 6 settembre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di lunedì 6 settembre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di lunedì 6 settembre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

PIER PAOLA D’ALESSANDRO

Pierpaola D’Alessandro

Per anni la Asl di Frosinone è stata tra le cenerentole d’Italia. Con casi al limite del paradosso. E qualche volta del ridicolo. La riorganizzazione della Sanità avviata nel Lazio da alcuni anni ha cambiato, poco alla volta, le cose. L’esplosione della pandemia di Covid-19 ha accelerato quel processo. E ora la Asl di Frosinone è tra le prime nel Lazio che è la prima in Italia sul fronte della vaccinazione, tanto che l’assessore Alessio D’Amato può dire che una volta raggiunta l’immunità di gregge – tra pochissimo – nel Lazio si farà come in Danimarca: niente green pass né mascherine. La sanità Ciociara è cresciuta così tanto che per lei si spalancano le porte del tempio del Managment nell’Università Bocconi. 

Il 20 settembre il Direttore Generale della Asl di Frosinone Pierpaola D’Alessandro sarà tra i protagonisti dell’incontro del DASP, la community di tutti i manager nazionali delle aziende sanitarie pubbliche. Animerà la tavola rotonda con i suoi colleghi di Bologna e Caserta.

Pierpaola D’Alessandro ha portato un nuovo modello di organizzazione e di sviluppo. Ha inserito figure professionali che fino a pochi mesi fa non esistevano nell’organigramma aziendale di Frosinone. Soprattutto ha introdotto il concetto di noi all’interno dei una realtà costruita fino a poco tempo fa su tanti io.

Ha centrato così traguardi rivoluzionari. Che ora Frosinone andrà a spiegare nel tempio del Management, di fronte a tutti i manager Asl d’Italia.

L’anatroccolo si è trasformato in cigno

MARIO DRAGHI

Mario Draghi (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Chi pensava che fosse “soltanto” il tecnico migliore del mondo si è clamorosamente sbagliato. Il presidente del consiglio Mario Draghi è anche un fuoriclasse della politica.

Ha capito benissimo che la Lega è lacerata tra Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti e ogni volta che il Capitano alza il tiro, Draghi lo ridimensiona con il silenzio e con i consigli che in realtà sono ordini.

Per esempio il passo indietro di Claudio Durigon. Per esempio la blindatura del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Per esempio il Green Pass. O il prossimo obbligo vaccinale. Alla fine il Carroccio si adegua. Come da tempo si sono adeguati il Partito Democratico di Enrico Letta e il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte. Non hanno altra alternativa che sostenere un esecutivo senza il quale l’Italia andrebbe a rotoli. Anche perché con i numeri della ripresa economica, tutti vogliono restare sul treno.

Dominatore.

ROBERTO SPERANZA

Il ministro della Sanità trae forza dai continui attacchi che gli vengono mossi dal febbraio 2020, da quando cioè è iniziata la pandemia. Roberto Speranza è costantemente nel mirino della Lega, di Fratelli d’Italia e all’inizio anche di Forza Italia.

Lui va avanti per la sua strada e, con il contributo determinante del commissario straordinario, generale Francesco Paolo Figliuolo, ha portato l’Italia su cifre incredibili per quanto riguarda la vaccinazione. Con la pressione sugli ospedali che si è ridotta e con una gestione dell’emergenza che è diventata normale.

Roberto Speranza sa il fatto suo e non arretra su quelle che sono le convinzioni del Comitato tecnico scientifico e degli altri organismi. Se l’Italia non ha avuto i numeri di altre nazioni (vedi Inghilterra) o le situazioni di altri Stati (vedi Israele), lo si deve alla determinazione e alla caparbietà del ministro.

Lucidamente cocciuto.

FLOP

FRANCESCA BENEVENTO

Un finimondo.  Polemiche roventi a Roma sulla candidatura di Francesca Benevento nella lista civica di Enrico Michetti, che corre come aspirante sindaco per il centrodestra. Francesca Benevento è consigliera uscente del XII^ Mununcipio, zona di Gianicolense e Monteverde.

Ex esponente pentastellata, sui suoi social condivide post con posizioni no-vax e complottiste. Definendo peraltro il ministro della Salute Roberto Speranza un «ebreo che risponde agli ordine dei suoi padroni, quelli che hanno creato la dittatura sanitaria in Israele». 

Scoppiata la polemica, Enrico Michetti l’ha scaricata. Così: «Le opinioni espresse in passato da Francesca Benevento, sui social, al riguardo del ministro Speranza, di cui non ero assolutamente a conoscenza, non rappresentano il mio pensiero, lo spirito della lista che porta il mio nome e tantomeno le idee dei partiti che compongono la coalizione che mi sostiene. Mi dissocio apertamente da ogni parola ed agirò di conseguenza».

Ora, per quanto riguarda Francesca Benevento, è consigliera uscente e quindi è presumibile pensare che in tanti conoscessero certi suoi convincimenti. Enrico Michetti non può certamente essere al corrente di ogni singolo episodio, però chi si candida a sindaco di Roma dovrebbe avere uno “staff” anti gaffe. Come minimo. Sul piano della comunicazione politica all’esterno il candidato sindaco del centrodestra rischia di pagare un prezzo politico altissimo.

Aveva un vantaggio enorme nei sondaggi all’inizio. E ora dovrebbe avere maggiore attenzione. Oltre che pretenderla dai suoi collaboratori.

Scivoloni e superficialità.

GIUSEPPE CONTE

Giuseppe Conte

Adesso la nuova frontiera è diventata il reddito di cittadinanza. Arrivano possibili segnali di salvataggio (Giancarlo Giorgetti ha parlato di Lavoro di Cittadinanza) e lo stesso Matteo Renzi si rende conto che non può certamente mandare in crisi maggioranza e governo adesso. In questa fase. Però il leader di Italia Viva andrà avanti e poi bisognerà vedere cosa succederà in aula.

Per Giuseppe Conte, capo politico del Movimento Cinque Stelle, sono giorni complicati. Intanto all’interno del Movimento, dove più di qualcuno continua a non accettare l’esito della votazione che ha “incoronato” Conte. Poi ci sono le elezioni comunali: Giuseppe Conte ora ci sta mettendo la faccia, ma per i Cinque Stelle la situazione rimane complicata. Il percorso è in salita nei Comuni al voto.

Resta la rappresentanza parlamentare, da primo partito di questa legislatura. Ma il punto è esattamente questo. I gruppi pentastellati non rispondono all’ex premier. A ottobre, comunque vada il voto, Giuseppe Conte dovrà procedere al varo dei nuovi organismi. E in quel preciso momento si capirà se resterà lui il capo oppure no.

Spada di Damocle

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