Top e Flop, i protagonisti del giorno: mercoledì 22 settembre 2021

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di mercoledì 22 settembre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

Top e Flop. I fatti ed i protagonisti di mercoledì 22 settembre 2021. Per capire cosa è accaduto e cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

ROBERTA LOMBARDI

Roberta Lombardi

Al di là dell’episodio specifico (una discarica spontanea di rifiuti ingombranti in un’area del terzo Municipio di Roma), la presa di posizione di Roberta Lombardi cambia la narrazione dei Cinque Stelle. E assesta un colpo micidiale alla sindaca di Roma Virginia Raggi. (Leggi qui Lombardi affonda Raggi: “Roma l’ha governata lei”).

L’assessore alla transizione ecologica della Regione Lazio ha scritto: “E comunque, tanto per rimettere la chiesa al centro del villaggio, siete voi che avete governato per 5 anni. E siete sempre voi che vi siete candidati per i prossimi 5. Quindi che voi facciate le domande sulle cose che uno farebbe perché voi non le avete fatte è grottesco. Ditelo alla sindaca. Basta leggere i commenti sotto il tweet sulla discarica. Smettetela di renderci tutti ridicoli.

Di che pasta fosse fatta, Roberta Lombardi lo rese subito evidente nello streaming nel quale asfaltò l’allora segretario del Pd Pierluigi Bersani. Poi intignò, vincendo la partita, anche con Beppe Grillo. Il fatto è che dal 4 ottobre in poi i Cinque Stelle dovranno decidere se allearsi stabilmente con il Pd oppure morire politicamente. Virginia Raggi continua ad attaccare ossessivamente Nicola Zingaretti e Roberto Gualtieri.

Roberta Lombardi le ha fatto capire che lei (e molti altri) non viene da Marte. Affossando definitivamente la già isolata sindaca di Roma.

Tigre.

CLAUDIO DURIGON

Claudio Durigon

Ci sono momenti nella vita nei quali non è importante come finirà la partita, ma da quale parte la si gioca. E Claudio Durigon ha deciso di schierarsi con Matteo Salvini. Il Capitano è sotto attacco pesantemente all’interno della Lega. I silenzi di Luca Zaia, le trame di Giancarlo Giorgetti e le bordate di Massimiliano Fedriga sono segnali che nel Carroccio si pensa al ribaltone. Aspettando l’occasione giusta, cioè un possibile tracollo alle comunali del 3 e 4 ottobre.

Dove tracollo si legge così: sorpasso di Giorgia Meloni. Matteo Salvini non riesce a togliersi dall’angolo, ma ha comunque deciso di reagire. Annunciando l’adesione di alcuni importanti esponenti di Forza Italia e lasciando intendere che presto alla Camera arriveranno altri deputati (ex Cinque Stelle?). Ma soprattutto a poche ore di distanza ha lanciato un messaggio chiarissimo alla Camera: soltanto 69 dei 132 deputati della Lega hanno votato con la maggioranza che sostiene Draghi. Ieri erano stati 80. Gli assenti sono stati 69: 51 ingiustificati e 12 in missione. Dieci in più rispetto a poche ore prima. (Leggi qui Tutti gli uomini del Capitano).

Nella Lega è iniziata una resa dei conti durissima, nella quale non verranno fatti prigionieri. L’attacco di Salvini a Fedriga equivale ad una dichiarazione di guerra. Claudio Durigon al Capitano deve moltissimo e tanto gli ha dato sul piano politico. Ed è lui in prima fila a guidare una fase politica convulsa. Può finire in ogni modo, anche se la sensazione è che Salvini abbia iniziato la risalita. Ma in ogni caso fare parte di una squadra non è un ritornello da girotondo.

Quando il gioco di fa duro, Durigon comincia a giocare.

FLOP

SILVIO BERLUSCONI

Silvio Berlusconi

Il presidente del consiglio regionale lombardo Alessandro Fermi e il consigliere Mauro Piazza. Due pezzi da novanta di Forza Italia in Lombardia hanno aderito alla Lega. E lo hanno fatto perché a Matteo Salvini serviva un colpo d’ala nella partita interna alla Lega. In Forza Italia nessuno ha protestato sul serio. Men che meno il fondatore Silvio Berlusconi.

Senza girarci troppo intorno, ormai è chiaro a tutti che gli “azzurri” sono diventati una succursale della Lega. E che la federazione in realtà sarà un’annessione pacifica. Ma pur sempre un’annessione.

Qualche giorno fa il senatur Umberto Bossi ha compiuto 80 anni. Non ha mai fatto sconti a Berlusconi, che però era il leader incontrastato di quella coalizione. Oggi è un gregario di terza fascia. Ma c’è anche da dire che non sono state mai create davvero le condizioni affinché Forza Italia potesse sopravvivere politicamente al suo fondatore. Per esempio, nessuno si accorge che Antonio Tajani è il coordinatore nazionale.

Di questo passo Forza Italia avrà problemi a raggiungere le due cifre alle elezioni. Come già si evince dai sondaggi. Una ritirata ingloriosa.

Né rabbia né orgoglio.

DAVIDE BARILLARI

Davide Barillari (Foto: Imagoeconomica)

Sapeva perfettamente che il presidente del consiglio regionale del Lazio Marco Vincenzi avrebbe pronunciato la frase che effettivamente ha detto: “In aula si entra col Green Pass”. Naturalmente Davide  Barillari ha protestato (attività nella quale è il numero uno a livello planetario). Ha risposto che l’obbligo scatterà dal 15 ottobre e che quindi è illegale tenerlo fuori dall’aula. Vincenzi ha replicato che il consiglio regionale ha approvato delle specifiche modifiche al regolamento a inizio pandemia. (Leggi qui No Green Pass? No Aula. Barillari escluso).

Ma alla fine il punto non è chi ha ragione e chi torto in punta di diritto. Il punto è l’azione politica. E quella di Barillari fatica a vedersi. Nel 2013 era stato lui il candidato del Movimento Cinque Stelle alla presidenza della Regione Lazio. Poi gradualmente ha iniziato un suo percorso, che lo ha portato perfino all’espulsione dai pentastellati.

Il fatto è che ormai è diventato perfino banale. Sulle posizioni non vax, sulle proteste plateali su ogni tipo di argomento. Alla fine però la politica è anche rappresentanza. Ad una condizione però: che si abbiano i voti per rappresentare delle posizioni. La prossima volta con chi si candiderà Barillari? Ma soprattutto, riuscirà a prendere i voti necessari per essere ancora consigliere regionale o parlamentare? Perché altrimenti va bene tutto, ma quale è l’obiettivo vero? A parte l’ammuina naturalmente.

Prevedibile.

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