I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di venerdì 1 agosto 2025
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I fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di venerdì 1 agosto 2025.
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ALDO MATTIA

Metterci la faccia, lasciare le impronte: non è da tutti, nella politica di oggi. Prendersi la briga di scrivere una lettera aperta. Non per esibizione, ma per assunzione di responsabilità. Aldo Mattia, deputato di Fratelli d’Italia, lo ha fatto. Ha preso carta e penna – metaforicamente – scuotendo la città, richiamando la politica ai suoi doveri, dicendo ai due massimi responsabili dell’ordine e del governo cittadino, il prefetto Ernesto Liguori e il sindaco Riccardo Mastrangeli, che non sono soli di fronte al caos. Tema: la sicurezza a Frosinone, che non è più una voce da fondo pagina, ma la prima preoccupazione di una città inquieta. (Leggi qui: Mattia scuote la politica: “Frosinone non può più permettersi il degrado”).
Lo ha fatto con toni civili, ma parole nette. Perché ormai è chiaro: non bastano più le strette di mano davanti a qualche volante in più, né le conferenze stampa ad effetto. Serve una visione. E serve un’azione strutturale, che tenga insieme forze dell’ordine, istituzioni locali, cittadini, urbanistica e cultura civica. In una parola: politica. Quella vera.
Protesta e proposta

Mattia non si è limitato a denunciare. Ha proposto. Ha chiesto più pattuglie nei quartieri sensibili, soprattutto la notte. Ha suggerito il ritorno del “carabiniere di quartiere”, figura che altrove (ed anche qui quando c’era) ha fatto la differenza. Ha avanzato l’idea di affidare in via esclusiva alla Polizia Locale la viabilità urbana, per liberare risorse operative a carabinieri e polizia. E ha messo sul tavolo la riqualificazione urbana come strumento preventivo contro il degrado sociale.
Ma il cuore della sua riflessione sta altrove. Sta nella consapevolezza che la sicurezza non è solo un affare di repressione. È un prodotto culturale. È ciò che accade quando una comunità si sente ascoltata, coinvolta, protetta. Quando una città è viva, pulita, illuminata. Quando un terminal dei bus, come quello di piazza Pertini, smette di essere una terra di nessuno e torna ad essere una porta di accesso civile e sorvegliata.
Serve una visione

Perché sì, lo dice lo stesso deputato, la vera emergenza è l’assenza di visione. La mancanza di un disegno strategico condiviso, che faccia sistema tra tutte le istituzioni. Non basta invocare sicurezza, bisogna organizzarla. Non si può reagire solo quando scorre il sangue.
E allora, l’appello di Mattia – che qualcuno liquiderà come tattica, altri come denuncia politica – va letto per quello che è: un gesto di rottura con l’inerzia. Un modo per scuotere chi governa la città e chi la osserva con troppo distacco.
Il dado è tratto. Ora tocca agli altri – sindaco in primis – raccogliere il guanto e trasformare una crisi in un’opportunità. Perché, come ricorda Mattia, Frosinone ha la forza per farcela. Ma serve più coraggio. E meno silenzi.
Il coraggio (politico) di non voltarsi dall’altra parte.
LORENZO FONTANA

Con la riforma del regolamento della Camera dei Deputati depositata ieri, il presidente Lorenzo Fontana segna un punto politico tutt’altro che rituale: restituisce dignità, ordine e funzionalità a Montecitorio. In un tempo in cui il Parlamento è spesso accusato di essere solo una cassa di risonanza dell’esecutivo, l’operazione Fontana prova a rimettere al centro il ruolo della Camera come luogo della decisione e del confronto. Con regole chiare per tutti.
Disegni di legge a data certa, niente più fiducie in stand-by per 24 ore, taglio agli emendamenti “a sorpresa”, premier question time obbligatorio, e persino un argine serio al trasformismo: questa non è una riforma tecnica, è una risposta politica a una domanda di trasparenza, efficienza e responsabilità. Che può piacere o no a seconda del lato dell’Aula dal quale la si osserva. Ma è un adeguamento che prende atto di un’evidenza: i tempi sono cambiati ed i regolamenti sono quelli del millennio scorso.
La nuova Camera

Chi guida l’Aula ha il compito di garantire che i lavori si svolgano con ordine ma anche con senso. E il testo firmato da Rossi, Iezzi e Fornaro – frutto di una convergenza trasversale – dice che le istituzioni, quando vogliono, sanno correggersi da sole. Le opposizioni vedranno rafforzata la propria agibilità, i tempi parlamentari saranno certi, e l’azione di governo, se vorrà essere efficace, dovrà sottostare a un metodo più lineare e leggibile.
L’abolizione della “fiducia posticipata“, l’obbligo di relazioni per ogni emendamento governativo e la tutela delle proposte dell’opposizione sono tutti segnali di maturità politica. Nessuno stravolgimento, ma una manutenzione intelligente. Proprio quello che serviva. Montecitorio non sarà più l’anello debole del bicameralismo. Se il testo sarà approvato senza svuotamenti, sarà un passo in avanti vero.
E, almeno per una volta, la politica potrà vantarsene con buone ragioni.
Un Parlamento che decide. Finalmente.
FLOP
MATTEO SALVINI

La proroga dei lavori sulla Galleria Capo di China, lungo la superstrada Cassino-Atina-Sora, non è solo un disservizio: è un caso politico. Perché se è vero che a gestire l’intervento è Anas, è altrettanto vero che la responsabilità ultima è del Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini. E il Sud della Ciociaria oggi si sente abbandonato, riportato indietro di settant’anni, con attività commerciali allo stremo e intere comunità isolate. (Leggi qui: Caro ministro Salvini, la Ciociaria non è solo quella di Ciacciarelli).
La chiusura, inizialmente prevista fino a giugno, è stata prorogata al 30 settembre. Di mezzo c’è l’intera estate: una stagione compromessa per imprese, lavoratori e turisti. Le deviazioni costringono gli automobilisti a percorsi tortuosi e insostenibili. I sindaci, come Enrico Pittiglio di San Donato, denunciano mancanza di trasparenza e rispetto. L’Unione Nazionale Consumatori minaccia azioni legali.
Il punto è semplice: i cittadini non chiedono miracoli, chiedono strade aperte. E da un ministro che promette ponti e alta velocità, ora si attende un intervento concreto. Perché il territorio della Valle di Comino non è una periferia dimenticata, ma una parte viva del Paese. E merita risposte.
Il Salvini in fondo al tunnel
BELLINI E VALLETTA

Quando il Consiglio comunale diventa un ring, vuol dire che la politica ha perso. E se le offese verbali si trasformano in ceffoni, vuol dire che lo spazio pubblico è schematicamente rinviato al far west dell’ordinaria gestione personale. Quello che è accaduto ieri sera a Latina, fra Dario Bellini e Vincenzo Valletta, non è solo uno scandalo morale. È una lezione mancata: chi ha responsabilità istituzionali non può rispondere alle critiche con le mani, ma con le idee.
Quel voto sul Contratto di servizio con Abc non era una lite tra due abitanti del quartiere. Era il cuore della gestione amministrativa cittadina, la decisione su quanto la collettività dovrà versare per i rifiuti. Eppure è bastata un’illusione di offesa personale a sovrastare il merito. Come se tornare alla sobrietà politica fosse diventato un problema arcaico. (Leggi qui: Ceffoni in Comune, rissa tra consiglieri durante il dibattito sul taglio ad Abc).

La sindaca Matilde Celentano ha parlato di gesto grave, da condannare con fermezza. E non si può che essere d’accordo. Non perché ci si trovi in posizioni ideologiche opposte, ma perché – come dice Aristotle – la politica è l’arte di modulare il conflitto, non il campo di devastazione di identità e corpi.
La vera posta in gioco non era il presente stantìo del bilancio comunale, ma il futuro delle pratiche democratiche. E quella non si rianima con le placche dei sanitari dell’ambulanza, ma con l’esempio e con la ragione, senza il bisogno di recitare una farsa personale.
I consiglieri hanno rimosso la distanza pubblica, si sono calati sul piano del fango. E questo, per chi aspira a rappresentare, è il crimine più grave. La democrazia non si costruisce a schiaffi: si costruisce a idee, ascolto e responsabilità.
L’Aula non è un’arena.



