Top e Flop: i fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di venerdì 25 settembre 2026.
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Top e Flop: i fatti, i personaggi ed i protagonisti delle ultime ore. Per capire cosa ci attende nella giornata di venerdì 25 settembre 2026.
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LUCA DI STEFANO

Il calendario, la buona stella ma soprattutto sé stesso. Oggi il Presidente della Provincia di Frosinone e sindaco di Sora Luca Di Stefano ha questi ringraziamenti da fare. In due giorni ha incassato due notizie che qualunque politico sottoscriverebbe a scatola chiusa: mercoledì, da sindaco di Sora, ha chiuso senza danni in Consiglio comunale la delibera contro il Consorzio di Bonifica, approvata quasi all’unanimità davanti a seicento cittadini. Nelle ore scorse, da presidente della Provincia di Frosinone, scopre che non dovrà nemmeno presentarsi alle urne per restare al suo posto fino a marzo 2028. (Leggi qui: Di Stefano, niente elezioni in Provincia: per lui scatta la proroga con clausola).
Lunedì la Camera dei Deputati approva il provvedimento approvato nelle ore scorse in Commissione che riallinea i mandati sfalsati tra presidente e Consiglio provinciale: dove il primo scadrebbe prima del secondo, resta in carica fino alla scadenza di quest’ultimo. Il Consiglio Provinciale di Frosinone è stato eletto a marzo 2026, quindi Di Stefano — che a fine 2026 avrebbe dovuto rimettersi in gioco — si ritrova prorogato di un anno e mezzo. Approvato in Commissione, bipartisan, maggioranza e opposizione d’accordo.
Non piovono decreti

Sulla genesi di quella norma, però, circola più di una lettura. Secondo un’indiscrezione autorevole di ambienti parlamentari, dietro il riallineamento dei mandati ci sarebbe anche un lavorio non solo tecnico: un’attività di pressione condotta attraverso l’Upi e un pressing trasversale tra i Partiti, di cui lo stesso Di Stefano sarebbe stato uno degli interpreti.
Se confermata, la vicenda cambierebbe di segno: non un cavillo normativo piovuto dall’alto, ma un risultato costruito dalla base.
C’è comunque una clausola che complica il quadro, comunque la si legga. La proroga decade se Di Stefano perde la poltrona di sindaco di Sora, dove il mandato scade nel 2027. Per restare presidente della Provincia fino al 2028, dovrà prima farsi rieleggere primo cittadino: nella stessa Sora dove ieri ha cavalcato la protesta contro il Consorzio. Se riesce a governare quella protesta le elezioni Comunali potranno anche risparmiarsele: sarà un plebiscito.
Due traguardi in due giorni, di segno diverso e forse non entrambi casuali. Uno arriva da una battaglia politica rivendicabile in campagna elettorale. L’altro, non sarebbe piovuto dal cielo ma costruito con pazienza, un tavolo alla volta. Non è mai solo fortuna.
Silenzioso tessitore.
I 13 MILA DELLO PSICOLOGO

Hanno ottenuto ieri quello che in Regione Lazio capita raramente: una data. Il Consiglio regionale ha calendarizzato per il 7 ottobre la discussione in Aula della proposta di legge sullo Psicologo delle Cure Primarie, la norma che porterebbe un professionista della salute mentale dentro le Asl, gratuito per i cittadini, con un rapporto di uno psicologo ogni 15mila abitanti. Un traguardo che fino a poche settimane fa era tutt’altro che scontato.
In questo traguardo ci sono due protagonisti. Il secondo è la Consigliera regionale Sara Battisti (Pd) che ha preso l’iniziativa e l’ha lanciata. Il primo protagonista però sono i 13mila cittadini che hanno firmato la proposta: oltre 13mila firme raccolte, ben oltre le 10mila richieste per l’iniziativa di legge popolare: sono quelle sottoscrizioni ad aver trasformato una proposta in un testo che oggi ha una data d’Aula. Senza quel numero, la proposta sarebbe rimasta dove restano di solito le buone intenzioni: in un cassetto, buona per un comunicato stampa ogni tanto.
Il coraggio di firmare

C’è stata una stagione ormai dimenticata, nella quale si raccoglievano firme su tutto. Si leggevano migliaia di giornali in più, si consumavano tonnellate di libri, i cittadini erano informati e volevano agire, incidere, intervenire: “Non restare indifferenti” per parafrasare Antonio Gramsci. Oggi invece viviamo in un mondo addomesticato, che si accontenta degli agi nella sua comfort zone: indignarsi, scendere in piazza, agire, anche solo firmare è diventato un’eccezione. Oggi la partecipazione si misura in Like.
A quei 13mila va dato atto di avere innescato una delle più grandi rivoluzioni nel mondo della Sanità che l’amministrazione regionale di Francesco Rocca possa consegnare ai cittadini.
Alla Consigliera Sara Battisti va riconosciuto di avere individuato un’esigenza sentita dagli elettori. E di avere dimostrato che c’è modo di dare voce alle persone e trasformare i loro bisogni in azione politica. Ma senza quelle 15mila firma sarebbe rimasto tutto chiacchiera da bar.
Resta da vedere cosa succede il 7 ottobre. Calendarizzare non significa approvare, e la maggioranza regionale ha già mostrato, su altri dossier sanitari, di saper prendere tempo o riscrivere i testi. Ma la partita, almeno quella dell’attenzione pubblica, l’ha già vinta chi ha portato 13mila firme fin sulla scrivania della Pisana.
Prego si metta comodo.
GUIDO D’AMICO

Confimprese Italia festeggia oggi trent’anni di storia con un evento che, da solo, racconta il percorso compiuto: tre giorni al Teatro Comunale di Fiuggi, non un convegno di cortesia ma un summit — «Imprese che costruiscono il futuro» — doveil presidente Guido D’Amico mette a confronto istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali su competitività, lavoro, innovazione e internazionalizzazione. Trent’anni fa l’associazione nasceva per rappresentare le micro e piccole imprese, le partite Iva che raramente trovano posto nei grandi tavoli. Oggi quel tavolo se lo sono costruito da soli.
È una vittoria personale di D’Amico, prima ancora che dell’organizzazione. Portare Confimprese da realtà di territorio a interlocutore riconosciuto dal Ministero e dal Governo non è un traguardo che si raggiunge per inerzia associativa: lo dimostra il programma di oggi, che alle 17 mette il presidente nazionale a confronto diretto con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, intervistato da Gianni Todini. Non tanto un saluto istituzionale di rito: piuttosto il clou della giornata inaugurale.
Guido internazionale

Il resto della tre giorni conferma che non si tratta di un’operazione isolata: interventi in collegamento del vicepremier Matteo Salvini, del viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, della vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto, e delegazioni internazionali da Tunisia, Ungheria, Panama e Albania. Le piccole imprese, quelle che l’associazione rappresenta dal primo giorno, non hanno mai fatto tanta strada tutta insieme.
Farlo al timone di un’associazione con secoli di storia è facile. Farlo rappresentando le partite iva, le micro e le piccole imprese è tutt’altra complessità e difficoltà. E non bisogna commettere l’errore di pensare che i piccoli siano i meno importanti: i numeri dicono che sono invece l’ossatura dell’economia nazionale, i portatori di fatica che fanno girare gli ingranaggi silenziosamente. Un po’ come Guido D’Amico e Confimprese Italia.
La voce dei più piccoli che portano il peso più grande.
ALIOSKA BACCARINI

Il sindaco Alioska Baccarini inaugura oggi la Casa della Comunità di Fiuggi, alla presenza del Governatore della Regione Lazio Francesco Rocca e del direttore generale della Asl Frusinate Arturo Cavaliere, che l’ha definita «un tassello fondamentale nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale». Sarebbe un taglio del nastro come tanti, se non fosse che dietro quella struttura c’è la chiusura di una partita rimasta ferma per decenni: l’accertamento della proprietà dell’immobile con il Demanio, irrisolto da generazioni di amministratori prima di lui.
Sette anni fa Fiuggi era una città sull’orlo del fallimento, non una metafora. Nel 2018, una settimana dopo l’insediamento, Baccarini si è ritrovato 53 milioni di debiti certificati in bilancio e un’istanza di fallimento del Tribunale di Frosinone per Acqua e Terme Fiuggi S.p.A., chiesta dalla Procura e dalla Guardia di Finanza. Il cuore economico della città a un passo dallo spegnersi. Oggi quella stessa società ha per socio Leonardo Maria Del Vecchio, che con LMDV Capital ha rilanciato l’imbottigliamento riportando l’Acqua Fiuggi «sui tavoli di molti dei più importanti ristoranti del mondo» — uno degli investimenti più sofisticati nel lusso italiano degli ultimi anni, non un modo di dire.
L’ordinario elenco di cose straordinarie

Il resto è un elenco che normalmente si distribuisce su più consiliature: il centro sportivo di Capo i Prati affidato con 1,5 milioni di investimenti privati e un risparmio comunale di 80mila euro l’anno; il Palacongressi, dopo oltre trent’anni di promesse mancate, oggi gestito da Fiera di Rimini; il Poliambulatorio raddoppiato di superficie; una caserma dei carabinieri abbandonata per 25 anni recuperata a polo sanitario; il progetto «Cure» con l’apertura di una Spa comunale di lusso; le piscine comunali affidate per dieci anni ad un esperto come Emanuele De Vita, oltre 600 iscritti alla scuola nuoto. Fiuggi è anche tra i 52 comuni italiani premiati dal Ministero della Cultura per «Città che legge».
Non è la normalità amministrativa della Ciociaria, ed è inutile fingere il contrario. Chi frequenta le cronache locali sa quanto siano rare le giunte capaci di chiudere un dissesto e riaprirlo come opportunità, invece di limitarsi a gestirne l’agonia. Baccarini lo ha fatto senza una casa politica per anni, prima di entrare in Fratelli d’Italia pochi mesi fa.
Se non ci fosse stato il riallineamento delle scadenze per i Presidenti di Provincia, Baccarini sarebbe stato l’avversario più duro per il presidente uscente Luca Di Stefano, praticamente prorogato al 2028. (Leggi qui: Di Stefano, niente elezioni in Provincia: per lui scatta la proroga con clausola).
Il consenso, a Fiuggi, lo ha già costruito sui fatti. Il resto — dire se quella competenza amministrativa varrà un salto di scala politico — lo deciderà lui, o chi lo candiderà.
Ordinariamente straordinario.



