Top e Flop, i protagonisti del giorno: 10 febbraio 2021

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

NICOLA OTTAVIANI

È tra i pochissimi sindaci della Lega (otto in tutto) che il Capitano Matteo Salvini ha voluto ascoltare prima di recarsi alla seconda consultazione con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi. (Leggi qui Eppur si muovono, e vanno pure da Draghi…).

Nicola Ottaviani, ha saputo conquistare l’attenzione e la fiducia di Matteo Salvini, c’è lui dietro all’intuizione di aver organizzato il confronto tra il Capitano e monsignor Ambrogio Spreafico: vescovo ma soprattutto ascoltato presidente di Commissione nella Conferenza Episcopale Italiana, in prima linea nel Movimento di Sant’Egidio che è da sempre vicino agli ultimi ed ai migranti. (Leggi qui Salvini sceglie Frosinone per la svolta verso i moderati).

Nicola Ottaviani (Foto: Stefano Strani)

Ottaviani ha dimostrato a Salvini che la Lega può e deve allargarsi al Centro, assumersi responsabilità di governo in un ambito europeo e dialogare con continuità con il mondo cattolico ed episcopale. Il sindaco di Frosinone ha fatto capire che “si può fare”, in un solco che anche altri esponenti della Lega avevano indicato. Da Giancarlo Giorgetti fino al deputato Francesco Zicchieri.

Nicola Ottaviani proviene dalle file della Democrazia Cristiana, guida il Comune capoluogo dal 2012, ha centrato tanti obiettivi considerati irraggiungibili fino a pochi anni fa. Nella Lega è finalmente valorizzato e Matteo Salvini lo ascolta molto.

Nella cerchia del Capitano.

MAURO BUSCHINI

Nella programmazione europea, inoltre, abbiamo inserito il casello autostradale a servizio dell’area industriale e sul Recovery Plan la Regione propone un miliardo per la trasversale Formia-Avezzano, un punto decisivo per lo sviluppo infrastrutturale del territorio. Sono risultati acquisiti dal tavolo, e ringrazio tutti gli attori per il contributo, che possiamo rivendicare in quanto già inseriti nella programmazione e nel bilancio regionale”.

Mauro Buschini sceglie lo scenario del Tavolo sull’Automotive riunito nelle ore scorse per annunciare che la Regione ha detto si al nuovo casello autostradale a Roccasecca ed al prolungamento delle superstrade Formia – Cassino e Cassino – Atina, le due arterie verranno cucite in un unico tratto e poi prolungate fino ad Avezzano creando così una superstrada da Formia alla Marsica.

Mauro Buschini

Senza fanfare, senza comunicati stampa, come se fosse la cosa più normale del mondo che la Regione Lazio approvi quei piani e li inserisca nei finanziamenti Ue e del Recovery.

Buschini si limita a dire: “Il tavolo ha già raggiunto risultati importanti: l’automotive è una delle azioni cardine della parte di ricerca e innovazione della programmazione europea della Regione Lazio. Ci sono 50 milioni sul fondo sviluppo e coesione per la viabilità, a servizio delle aree industriali”.

Una visione globale: logistica, infrastrutturale, economica, politica. Buschini ha anche guardato oltre. Il piano di investimenti di Stellantis non potrà prescindere dai risultati raggiunti. E quindi ha rilanciato, assicurando: “Allo stesso tempo saranno parametrati alcuni interventi in relazione al piano di Stellantis per la tutela della occupazione e la crescita del territorio. Per un lavoro sinergico, al nome del tavolo, scriverò nei prossimi giorni una lettera alla dirigenza di Stellantis per un confronto teso ad incrementare le opportunità di crescita del cassinate e del sud del Lazio”.

Un ultimo ma fondamentale particolare: Mauro Buschini continua ad alzare l’asticella ed a trattare tematiche di sviluppo che vanno al di là della regione Lazio. Lanciatissimo.

FLOP

GIUSEPPE CONTE

Vuole rientrare dal portone di Montecitorio dopo essere uscito (non per volontà sua) dalla finestra di Palazzo Chigi. A Siena ci sono le elezioni suppletive per il seggio lasciato vacante da Pier Carlo Padoan. E chi meglio dell’ex presidente del consiglio Giuseppe Conte, che in questo modo entrerebbe in Parlamento per la prima volta? (Leggi qui Indiscreto – Spifferi romani (Martedì 9 febbraio 2020)).

Giuseppe Conte

I Cinque Stelle ci stanno pensando. Mentre l’avvocato del popolo si nasconde e dice: “La candidatura alle elezioni suppletive della Camera nel collegio uninominale di Siena? Non ne so nulla, non se n’è parlato. Nel senso che non me lo hanno chiesto né tantomeno mi sono mai proposto… ”.

Il problema vero però è che nessuno lo vuole. Il sindaco di Siena Luigi De Mossi ha detto: “Ancora una volta il territorio senese e Siena risultano essere centrali nelle dinamiche politiche nazionali. La città merita però nomi di persone più legate al territorio. I grandi nomi ad effetto non servono. Serve gente che si interessi davvero alla città. Per “buon governare” si deve vivere il territorio e conoscerlo”. Vuol dire un No grosso come una casa.

Maria Elena Boschi, capogruppo alla Camera di Italia Viva ha rilasciato una dichiarazione al vetriolo. Spiegando: “Penso sia prematuro parlarne adesso, sentiremo anche i nostri rappresentanti sul territorio. Per Italia viva in questo momento la priorità è dare al Paese un governo prima possibile. Il destino personale di Conte francamente non è la priorità, prima vengono i 60 milioni di cittadini italiani”. Il sindaco di Firenze Dario Nardella ha detto che vedrebbe meglio Conte come candidato sindaco di Roma. Perfino il segretario Dem Nicola Zingaretti ha assicurato che sarà rispettata l’autonomia dei territori.

Ma lui, Giuseppe Conte, insisterà. Mandando avanti gli altri. Quello che tutti hanno capito è che difficilmente tornerà a fare il professore universitario o l’avvocato. Ma il fatto è che non riesce a prendere atto di una sconfitta politica durissima.

Ossessionato dal potere che non ha più.

BEPPE GRILLO

Prova a buttarla sul ridere, ma non fa ridere. Ieri sera il fondatore del Movimento Cinque Stelle ha detto che Mario Draghi lo ha sorpreso, che in realtà è un grillino e che ha perfino chiesto di iscriversi al Movimento.

Beppe Grillo (Foto: Livio Anticoli / Imagoeconomica)

Naturalmente scherzava, ma il punto è proprio questo. Intanto è chiaro a tutti che la conversione sulla via di Damasco dei Cinque Stelle è semplice da spiegare: “terrore” delle urne. Nei Cinque Stelle si sa perfettamente che mai si riuscirebbe a raggiungere gli stessi risultati del 4 marzo 2018. Cioè molti deputati e senatori tornerebbero a casa per sempre.

L’orientamento di Grillo è quello di rinviare la votazione di Rousseau per far decidere alla base se sostenere o no il Governo di Mario Draghi. Come se i destini dell’Italia potessero attendere i comodi di una forza politica che ha clamorosamente fallito alla prova del governo. Il tentativo di Grillo è quello di distogliere l’attenzione per evitare di spiegare agli elettori dei Cinque Stelle per quale motivo adesso il Movimento ha accettato perfino di far parte della stessa maggioranza di Silvio Berlusconi.

Niente da ridere. Non ci resta che piangere.

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