Top e Flop, i protagonisti del giorno: 9 marzo 2021

Top e Flop. I protagonisti della giornata appena conclusa. Per capire meglio cosa ci attende nelle prossime ore

TOP

NICOLA OTTAVIANI

Certamente c’è anche una sfumatura politica in chiave elettorale, perché il sindaco di Frosinone guarda ad una prossima candidatura alla Camera. Ma ciò non toglie che abbia comunque posto il tema serio dei posti letto.

Ha detto: “Qualcosa non sta funzionando e dev’essere corretto, in particolare riguardo alla disponibilità effettiva dei posti letto dedicati al Covid e alle terapie intensive”.

Nicola Ottaviani

E aggiunto: “Nell’ordinanza istitutiva della zona rossa in provincia di Frosinone, da parte della Regione Lazio, è scritto testualmente che “alla data del 5 marzo, risultano ricoverate n. 247 persone, di cui 17 in terapia intensiva, con una occupazione di posti letto dedicati alla gestione Covid-19 del 93,9% (in aumento, rispetto al 74% della settimana precedente) e la presenza di cluster attivi in strutture socioassistenziali”.

Se il 5 marzo, quindi, non il Comune di Frosinone, ma la Regione Lazio ha confermato che il 94% dei posti letto dedicati ai pazienti Covid-19, con i relativi riverberi sulle terapie intensive, è saturo, è assai difficile credere che, a distanza di 3 giorni, la situazione si sia normalizzata, a meno di non credere di essere passati dai posti ai divani-letto.

Il problema della saturazione dei posti letto, soprattutto di quelli di terapia intensiva, è reale. Soprattutto in questo momento di terza ondata del Coronavirus. Inoltre, quale primo cittadino del capoluogo, Ottaviani è il presidente della conferenza dei sindaci sulla sanità. Ha voluto battere un colpo.

Mai banale.

ALESSIO D’AMATO

L’assessore regionale alla Sanità non si è lasciato sorprendere dalle parole di Nicola Ottaviani. E infatti ha risposto: “La provincia di Frosinone è andata in zona rossa per un valore RT pari a 1.31 e un alta incidenza di circolazione delle varianti, in alcune circostanze legata a comportamenti non rigorosi come accaduto a Torrice”.

Nicola Ottaviani e Alessio D’Amato

Il tema dei posti letto non c’entra nulla tant’è che il sistema sanitario del Lazio in questi giorni sta addirittura accogliendo pazienti in terapia intensiva da regioni confinanti come il Molise. Invito il sindaco del Comune di Frosinone a lasciare da parte le polemiche e collaborare con la Asl nella gestione della pandemia e nel rispetto rigoroso delle regole. Abbiamo chiesto oggi alla struttura del Commissario dell’Emergenza di poter avere più dosi dei vaccini a disposizione proprio per aumentare le vaccinazioni nella zona rossa”.

Cioè, Alessio D’Amato ha concentrato l’attenzione sulla richiesta di più vaccini e sull’indice di trasmissione del virus. Per mettere in evidenza che la rete ospedaliera regionale in realtà tiene, con un sistema di “solidarietà” interprovinciale.

Reattivo.

FLOP

ENZO SALERA

Il sindaco di Cassino voleva uscire dalla zona rossa, questa è la realtà. Ma i suoi colleghi primi cittadini della Consulta del Lazio Meridionale, si sono rifugiati in calcio d’angolo. Lo hanno fatto con un documento in cui chiedono “al Governo nazionale e alla Regione Lazio, per le rispettive competenze, di attuare una immediata politica di sostegno mediante solleciti contributi economici a tutela delle piccole e medie imprese del nostro territorio, fortemente penalizzate dalla drastica ultima misura restrittiva”;

ENZO SALERA FOTO: MICHELE DI LONARDO

alla Prefettura di Frosinone un rafforzamento dei controlli delle Forze dell’Ordine in merito al rispetto delle misure atte a contenere la diffusione dell’epidemia emanate dalla Regione Lazio, non avendo i Sindaci strumenti e mezzi sufficienti a tal fine; alla Direzione generale della Asl di Frosinone la dislocazione sul territorio di un maggior numero di presidi per le vaccinazioni”.

Fuffa. Utile però per dire no alla proposta di Salera. Perché in realtà i sindaci hanno volto precisare come “gli ultimissimi dati della situazione epidemiologica nel nostro territorio, purtroppo, non consentono di poter avanzare richieste di ripensamenti rispetto alla determinazione regionale della dichiarazione di “zona rossa” di tutta la provincia di Frosinone, Cassinate compreso”.

Su un tema così importante sarebbe preferibile non avventurarsi su terreni che alla fine si rivelano senza via di uscita.

Lockdown politico.

DARIO FRANCESCHINI

Non si schiera. Mai. Ha sostenuto Nicola Zingaretti nella scalata alla segreteria, ma si è guardato bene dal blindarlo nel momento più complicato, quando cioè è apparso chiaro a tutti che il Segretario era sotto attacco delle correnti.

Dario Franceschini

Nel caso il Partito dovesse optare per una reggenza, il nome più accreditato è quello di Roberta Pinotti. Esponente di AreaDem di Franceschini. Il quale dunque non ha alcun interesse a cercare di convincere davvero Zingaretti a ripensarci.

Tra i retroscena più clamorosi circolati in questi giorni c’è quello di un asse tra lo stesso Dario Franceschini e Lorenzo Guerini, capo di Base Riformista, correnti dei (quasi) ex renziani. Proprio questo tipo di soluzione si starebbe profilando. Si pensa anche ad una donna candidata alla segreteria. C’è il nome di Debora Serracchiani.

In tutto questo Dario Franceschini, ministro in servizio permanente effettivo, continua a guardare solo da una parte la sua. I Segretari passano, ma i ministri restano. Tanto vale non schierarsi.

Io speriamo che resto al Governo.

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