Una Commissione sul verde pubblico si trasforma in campo di battaglia politica. Tagli, tensioni e alleanze che tornano: in Villa Comunale va in scena la vera Ceccano, tra passato e futuro.
Rino Liburdi
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Il 24 ottobre 2024 nella memoria di Ceccano è un momento critico: il giorno dell’arresto del sindaco Caligiore. Rino Liburdi di Fratelli d’Italia guarda lo scenario a distanza di un anno. E dice “mai più”.
Una scelta precisa: Rino Liburdi mette nel mirino l’assessore Francesco Ruggiero. La polemica sui contributi alle associazioni nasconde una strategia politica più profonda nei conflitti ceccanesi.
L’Area Vasta infiamma il dibattito politico a Ceccano. Tra accuse di sprechi e sogni europei, la città si prepara a un voto che può ridisegnare alleanze, identità e ambizioni territoriali. E i cittadini, per ora, restano spettatori.
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Allagamenti e aule chiuse trasformano il primo giorno di scuola in un caso politico. L’opposizione ceccanese, guidata da Del Brocco, si ricompatta e colpisce la Giunta Querqui. La maggioranza prova a difendersi ma la tempesta politica è appena iniziata.
L’acquazzone di settembre fa saltare l’asfalto rifatto un mese fa. Badia Maiura allagata, bambini rispediti a casa nel primo giorno di scuola. E la politica si accusa su chi ha fatto cosa. Ma il punto non è quello.
A Ceccano, il sindaco Andrea Querqui risponde rapidamente alle interrogazioni, enfatizzando il coinvolgimento della Giunta. Federica Aceto critica l’anonimato nei social media e riflette su possibili decisioni future. Mentre tensioni emergono tra FdI e i suoi ex membri.
A Ceccano, la minoranza punge per l’assenza della Segreteria del Sindaco, essenziale per la comunicazione con i cittadini. Contestualmente, gli assessori annunciano la creazione dell’Albo Comunale delle Associazioni. Innescando il colpo di fioretto di Liburdi
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Il Centrodestra non sta nell’angolo. E fa capire subito alla nuova amministrazione Querqui che graffierà. E quando potrà affonderà il colpo. Subito i primi affondi, tanto per gradire
Ceccano e la politica col coltello tra i denti: Liburdi sferza, Querqui ribatte. E l’elettore prende appunti
Come vanno lette le parole dette in queste ore da Emanuela Piroli. La riunione a Roma e lo spettro di Genova. La cena dei Giovannone da Ester. La visione non convenzionale di Liburdi
Eletto all’unanimità. Per mandare un doppio segnale politico. Ad uso interno: per dire che il Partito a Ceccano è unito. Ad uso esterno: per dire alla coalizione che solo uniti si può essere credibili
Il tormentato viaggio di Ceccano verso le elezioni. Il Pd vuole le Primarie, gli altri no. Ma una mossa di Querqui potrebbe renderle inutili. I desideri di Piroli. E gli ingaggi di Maliziola. Il dinamismo di Giovannone. L’indignazione di Liburdi
Una città che ha fatto dell’originalità un tratto distintivo. Con meno contraddizioni di quanto sembri. Quando tutti erano democristiani era rossa. Ed oggi è la cittadina più a destra d’Italia forte della sua vocazione alla rottura.
Vertice in serata tra Caligiore, Del Brocco e Ruspandini. Il sindaco ha chiesto di non determinare strascichi sulle Comunali dopo le scintille per la mancata nomina all’Ater. A sinistra Piroli chiede di riaprire l’ospedale per metterlo a disposizione del contrasto al Coronavirus. Liburdi spacchetta l’agenda e per non aggregare troppi va casa per casa
Il caso dei temi nella campagna elettorale di Ceccano. Centrodestra e Centrosinistra puntano sulle stesse cose. Che nessuno ha fatto quando ha potuto.























