C’è bisogno di Parola

Perdonare per disinnescare il male. E non crearne altro

Nella triste vicenda di Willy tutto appare chiaro: chi è colpevole andrà punito in maniera esemplare. Ma la via è un’altra. Quella indicata dal figlio di Bachelet, trucidato dalle BR sulle scale dell’università, dalle mogli degli agenti uccisi a Palermo nelle stragi di mafia. C’è un’arma più potente. Che va oltre la punizione.

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Le nostre briciole possono essere la salvezza

Gettiamo ciò che ci è superfluo e non pensiamo che invece potrebbe essere la salvezza per tanti altri. La donna cananea che chiede la salvezza per la figlia, Cristo risponde che la legge non gli consente di avere contatti con gli stranieri. Quanto ci ricordano tanti slogan di questi giorni. Nei quali anche noi ignoriamo le richieste d’aiuto di tanti.

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Comodamente inadeguati…

La paura di mettere in gioco capacità e solidarietà diventa movente per aggrapparci solo al piccolo recinto del nostro mondo. E invece dare alla collettività è il modo più profondo per capire. Come a Genova, dove un ponte ricostruito è diventato simbolo di uno scopo ritrovato. Scopo comune.

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Perché tutto concorre al bene

Ogni cosa concorre a creare il bene. Anche la più dolorosa, la più atroce, la più inaccettabile. Sta qui la differenza tra i cristiani e coloro che non lo sono. Cristo, sulla croce, tradito da quelli ai quali aveva fatto del bene, non pronunciò una sola parola di odio. Ecco allora da cosa dobbiamo liberarci

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