La scuola è finita, la prole non ha pace (Mamma Ciociara)

© Can Stock Photo, Alphaspirit

La scuola è finita. E adesso? Campus estivo, ludoteca, piscina... Ma che fine hanno fatto i nonni di un tempo?

Il diario di Mamma Ciociara
Il diario di Mamma Ciociara

Diario settimanale, molto poco ordinario, di una mamma ciociara in una famiglia ciociara molto poco ordinaria

E come ogni anno la chiusura della scuola rappresenta un mostro a due teste. Mamma Ciociara e Papà Facocero si liberano dell’impegno mattutino dell’accompagno della prole e soprattutto dei ritiro nel pomeriggio. Ma a fronte di questo benefit il peso è maggiore. La prole infatti si annida a casa come le zanzare, gira ovunque, pizzica all’improvviso e lascia danni ovunque.

Mamma Ciociara ha bisogno di una soluzione, se fosse per papà Facocero andrebbe bene vivere così, basta che la tavola resti libera e il frigorifero pieno.

Ma per Mamma Ciociara la situazione è insostenibile, così scatta il piano B: ludoteche e Campus estivi. Peccato che per mandare due figli in una di queste strutture serva un terzo stipendio dedicato. Ogni campo propone offerte estasianti dall’equitazione in sella ad unicorni colore arcobaleno, allo snorkeling nelle calde acque dei Caraibi ricreati in piscinetta.

Ovviamente per chi volesse usufruire del pranzo il costo è a parte e così un piatto di pasta al pomodoro e qualche crocchetta di riso alternati a cordon bleu e patatine viene a costare quanto un menù completo da Cannavacciuolo.

Erano belli i tempi in cui i nonni facevano i nonni, in cui i bambini desideravano correre in quelle case affollate di soprammobili in cui ogni cassetto nascondeva una sorpresa. Se da una parte c’erano le caramelle dall’altra c’erano fogli e colori. Quelle interminabili giornate in case fresche, non si capisce come fosse possibile, in cui anche il cocomero sembrava la più grande delle merende. Pomeriggi a riposare sul letto su lenzuola di cotone doppio che profumavani sempre di bucato.

Oltre al fatto che queste questi luoghi meravigliosi erano a costo zero il valore aggiunto era quel legame inscindibile che si creava tra nonni e nipoti e che li rendeva così forti contro ogni proposta e protesta di genitore. I nonni un tempo erano la Panacea di tutti i mali, la loro casa era quella in cui ci si ritrova un po’ tutti con i cuginetti, quella in cui vigevano centinaia di divieti ma dove in realtà era permesso fare un po’ tutto.

E poi quell’inconfondibile saponetta che profumava di Iris e talco, il borotalco nella confezione tonda, niente era mai fuori posto e i piatti e i bicchieri mai di carta c’erano addirittura i tovaglioli di stoffa.

Questi tempi ormai non ci sono più, a sostituire questo tesoro sono nate ludoteche Campus prive di personalità in cui tutti cantano canzoni infantili e dove gli operatori non vedono l’ora che finisca la giornata per poter mandare via i pargoli piagnoni. Mamma Ciociara in preda a una crisi nervosa chiede a papà Facocero, il cui di dietro si vede spuntare dallo sportello del frigorifero “Che ne pensi se i ragazzi li portiamo da tua madre?“. Con un movimento molto lento e suadente papà Facocero si affaccia, all’angolo della bocca una virgola di maionese, e le dice “Ma che sei matta? Ha prenotato la crociera con le amiche della parrocchia. Male che va ce li può tenere qualche pomeriggio. Ma dobbiamo dirglielo in anticipo, che è sempre impegnata“.