E Pizzutelli ‘pengeca’ l’ex sindaco Marini

ALESSANDRO REDIROSSI per L’INCHIESTA QUOTIDIANO
«L’auspicio è che ai buoni propositi letti a mezzo stampa facciano seguito i fatti: il riconoscimento di un ruolo importante alla componente che ha sostenuto Alfieri». Il messaggio lanciato dal consigliere comunale del Pd Angelo Pizzutelli, dopo l’esito della corsa per la segreteria provinciale del Pd, che ha visto vincere Simone Costanzo su Domenico Alfieri, ma non con la forbice attesa. Un fatto, questo, che legittima ancor di più la minoranza del partito che ora chiede di contare veramente, attraverso un’opera di confronto e mediazione interna reale e incisiva.

Dalla parte di Alfieri c’era anche Pizzutelli che sottolinea: «È stata un’importante prova di democrazia, contraddistinta da toni pacati e sereni. Viste le diverse componenti che sostenevano Costanzo si immaginava il risultato finale, che ha visto Costanzo spuntarla. Quello che risalta, però, è il risultato di Domenico Alfieri, sostenuto da Scalia e Pilozzi che ha ottenuto un 46% veramente clamoroso».

Ma ora questo risultato cosa cambia? «La provincia di Frosinone è spaccata in due sostanzialmente: auspico necessariamente che ci sia buon senso per un dialogo finalizzato innanzitutto al riconoscimento di un’area alternativa vera, che possa avere un ruolo propositivo importante . Su Frosinone in primis, dove le forze schierate erano impari mentre la forbice è stata abbastanza contenuta». A Pizzutelli abbiamo dunque chiesto che riflessi potrebbe avere tale risultato sul percorso che porta alle amministrative del capoluogo dell’anno prossimo. Proprio nei giorni in cui trapelano, come riportato da altro quotidiano, rumors riguardo l’indisponibilità dell’ex sindaco Michele Marini a sostenere uno dei nomi più caldi, quello di Fabrizio Cristofari: sullo sfondo c’è ancora lo strappo con Marzi, i Socialisti e una parte del partito che è costato a Marini la rielezione a sindaco nel 2012. «Convengo parzialmente con la posizione di Marini. Credo che ci sia necessità di un percorso di condivisione , di primarie aperte alla città, di dire “no” in maniera decisa a nomi preconfezionati o calati dall’alto. Nello stesso tempo resto però un po’ basito da altre posizioni di Marini: da una parte condanna l’ “inciucio” del 2012, che ha portato alla sconfitta del centrosinistra alle amministrative. Ma ora al congresso, alla fine, ha sostenuto la componente di De Angelis. Sarebbe stato più coerente sostenere un candidato alternativo a Costanzo o almeno creare una propria candidatura: così ha fatto venir meno progetti alternativi. Quando ci fu quello strappo nel 2012 ho poi ammesso che fu un errore gravissimo, sul quale oggi ancora si glissa, non se ne parla. E mi sono assunto delle responsabilità. Oggi però sono coerente rispetto all’ammissione dell’errore. E nel congresso io ho fatto scelte coerenti».

La richiesta di Pizzutelli è poi quella di una mediazione seria e di un confronto fra le componenti del partito che prenda atto del risultato ottenuto da Alfieri. Un discorso che, calato su Frosinone, secondo il consigliere, deve portare a delle primarie aperte alla città da cui far uscire il sindaco senza imposizioni di sorta e con regole condivise. Ma il “rischio Ceccano” c’è? È possibile che chi la spunterà alle primarie possa poi subire un veto rispetto alla sua candidatura, alimentando successive spaccature? «Dopo il risultato importante delle nostre liste al congresso dico che bisogna confrontarsi democraticamente, dialogare e arrivare a una mediazione, dando spazio ai cittadini. Chiunque siano i candidati alle primarie – dice Pizzutelli – è importante che si svolgano primarie con un metodo condiviso e aperte alla città. In quel caso chi vince ha il sostegno di tutti».

 

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