L’unità del centrosinistra a Frosinone è molto lontana. I Dem convocano un tavolo, i Socialisti parteciperanno con “spirito costruttivo” però hanno lanciato da tempo Iacovissi. Due rette parallele che rischiano di non si incontrarsi mai
Gianfranco Schietroma
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Il Partito Democratico di Frosinone alza il livello dell’opposizione sulla mobilità: Stefano Pizzutelli incalza l’amministrazione Mastrangeli sui ritardi dei cantieri, De Matthaeis, Kambo e Sacra Famiglia. Ma il nuovo protagonismo del circolo si scontra con le divisioni interne e con il nodo del candidato sindaco per le Comunali.
A Frosinone il centrodestra prepara la sfida del 2027 tra Comune e Provincia con mosse silenziose e strategie incrociate. Fratelli d’Italia punta su Palazzo Iacobucci, la Lega difende il capoluogo. Intanto il Pd continua a restare ai margini della partita.
Il Psi pontino a congresso sceglie l’ex sindaco di Bassiano alla guida del partito in provincia. I socialisti pronti a svolgere un ruolo da protagonisti per il rilancio di un territorio che vedono in forte crisi sotto tutti i punti di vista
La consiliatura guidata da Riccardo Mastrangeli appare politicamente esaurita da tempo, travolta da cambi di schieramento e fratture interne. In vista delle Comunali 2027, la partita si riapre con scenari ancora fluidi: un centrodestra diviso, un centrosinistra in cerca di sintesi attorno a Vincenzo Iacovissi e un possibile terzo polo civico con Domenico Marzi e Anselmo Pizzutelli. Sullo sfondo, il ruolo di Stefano Pizzutelli e Gianfranco Schietroma sarà decisivo per gli equilibri.
A un anno dalle Comunali, l’opposizione si muove e costruisce consenso mentre il Pd resta in ombra. Tra strategie attendiste e voci di scissione, i Democratici rischiano di perdere terreno politico decisivo.
Stefano Pizzutelli prova a costruire un campo largo per il 2027 a Frosinone, ma trova un centrosinistra diviso e in ritardo. Il nodo Iacovissi e la forza socialista complicano una partita che il PD rischia ancora di inseguire.
Tra FI–FutuRa e “Cuori ribelli” scambi continui contro Mastrangeli. A Frosinone l’opposizione cambia ritmo e incalza l’amministrazione su più fronti. Ma il PD resta fermo e perde centralità in vista del 2027
Il congresso del Pd di Frosinone segna l’ascesa di Stefano Pizzutelli alla guida del Partito (e noi, lo avevamo detto un anno fa). Ma tra divisioni interne, nodo alleanze con il PSI e scelta del candidato sindaco, la sua si annuncia come una sfida complessa
Il primario del “Fabrizio Spaziani” guida la civica Area Vasta. Schietroma ribadisce: la candidatura di Vincenzo Iacovissi non è negoziabile. Il PSI accelera sulla coalizione mentre il PD resta impantanato nel congresso.
Frosinone raccoglie firme e accende il dibattito sulla sicurezza. Cassino ha già investito e incassa risultati concreti: 150 telecamere, sistema integrato e indagini lampo. La sicurezza non è ideologia, è infrastruttura. E i fatti parlano.
Sul degrado del centro storico il Partito Socialista accelera, intercetta il malessere e apre la campagna per il 2027. Il Partito Democratico riflette. E nel vuoto lasciato dai dem, Schietroma si prende la scena.
Il leader di Rifondazione comunista presenta “La sinistra che non c’è” a Sora, mentre a Frosinone PD e PSI restano divisi. Con il centrodestra frammentato, l’occasione è storica. Ma senza unità, il rischio è perdere ancora prima di iniziare
Cosa si nasconde dietro alla strategia dell’opossum usata giovedì sera negli studi di Teleuniverso dai consiglieri Carfagna e Pizzutelli. Tra stop regionali, ambizioni congelate e candidature sospese, il vero messaggio è chiaro: a Frosinone è tempo di prudenza, non di verità definitive.
Con le elezioni alle porte, il centrosinistra prova a ricompattarsi dopo la riunione del Partito Democratico in cui è stato stabilito un punto fermo: la pacificazione con il PSI. Ma non sarà facile perché i socialisti si muoveranno secondo il “lodo” del loro leader storico e ritengono non negoziabile la candidatura a sindaco di Vincenzo Iacovissi. I dem ad un bivio: i pro ed i contro di un eventuale alleanza, tutti gli scenari
Il Partito Democratico di Frosinone prova a uscire dall’immobilismo rilanciando unità interna e dialogo con il PSI in vista del 2027. Ma tra candidature già in campo, vecchie fratture e il fattore tempo, la strada del centrosinistra resta tutta in salita. L’unità interna? Solo apparente.
Dopo quattro anni di consiliatura, il Partito Democratico a Frosinone appare fermo, disconnesso e senza visione. Tra occasioni mancate e alleanze rotte, il congresso può essere svolta o ultimo alibi
Un anno di politica cittadina raccontato mese per mese tra cambi di casacca, veti incrociati, alleanze instabili e continui stop. Il 2025 a Frosinone è stato un equilibrio precario, sempre sospeso tra caduta e sopravvivenza.
Il partito socialista prova a riorganizzarsi nel capoluogo pontino sotto la regia dell’ex parlamentare e segretario regionale ciociaro. Aspettando il congresso di settembre, nominato come commissario Giovanni Faticoni. Si riavvicina Domenico Guidi, storico sindaco di Bassiano
La polemica sullo spostamento del Dea II livello da Frosinone a Latina. Surreale come la favola di Peter Pan. Cosa dicono le carte. Come stanne le cose. Cosa è previsto. le due domande senza risposta

























