Comizi, ultimo giorno: scontro ad Alatri

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ANNALISA MAGGI per IL MESSAGGERO ED FROSINONE

«Le regole democratiche non sono una questione di lana caprina». Lo pensa e lo mette per iscritto in una nota Tarcisio Tarquini, candidato a sindaco di Alatri per Prospettiva Futura, Patto Civico e Alatri in Comune, a proposito della riunione che si è svolta ieri. Scopo dell’incontro, indetto dal segretario comunale e comandante della Polizia Municipale con i candidati a sindaco, era regolamentare l’ultima giornata di campagna elettorale, ossia luoghi e l’orario di svolgimento dei comizi.

Gli aspiranti sindaci presenti, oltre a Tarquini, erano Riccardo Gatta del M5S, e Antonello Iannarilli. “Ho ricordato che a inizio di campagna elettorale avevo chiesto un’analoga riunione – fa sapere Tarquini – per concordare regole di comportamento che evitassero non solo l’imbrattamento delle mura e le affissioni sugli spazi degli altri, ma anche per determinare in dettaglio cosa potesse e cosa non dovesse essere fatto riguardo la propaganda luminosa, l’installazione di cartelloni, l’apposizione di striscioni. Mi è stato risposto – riferisce Tarquini – che durante questa campagna elettorale non ci sono stati abusi (o meglio, si è detto, che sono stati compiuti abusi in misura sopportabile) e che tutto il resto si deve non a una responsabilità locale ma alle leggi che non regolano e perciò non funzionano. Ho chiesto, allora, che fine abbia fatto l’annunciata ordinanza del sindaco che avrebbe stabilito tutto per filo e per segno…ma lo stesso segretario ha commentato che secondo lui sarebbe stata eccessiva. E, invece, eccessive non sono le vietatissime iniziative finto-istituzionali in cui si rincorrono sindaco e giunta».

Sulla proposta di organizzare un comizio-confronto tra i candidati a chiusura della campagna elettorale Tarquini riferisce di non aver trovato “riscontro e adesioni”, per cui ha abbandonato la riunione servita solo a “salvare coscienza e faccia di chi l’ha proposta”. “Questioni di lana caprina?” chiede Tarcisio Tarquini.

«La riunione – precisa il comandante della Polizia Locale Dino Padovani – serviva solo a mettere d’accordo i candidati a sindaco sull’utilizzo degli spazi pubblici nell’ultima giornata di campagna elettorale». Padovani poi aggiunge: «Tarquini ha detto che questa convocazione era tardiva e che rinunciava ad ogni tentativo di accordo. Inoltre, nessuno ha negato che ci sono stati casi di manifesto selvaggio ma il fenomeno si è ridimensionato rispetto al passato per l’efficacia deterrente delle sanzioni». Interpellato sulla vicenda del confronto elettorale il sindaco uscente Giuseppe Morini si è reso disponibile in ogni momento: «Anzi propongo che a moderare sia Il Messaggero».

E noi accettiamo volentieri la proposta.

 

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