Se San Valentino si toglie dai piedi (di R.Cacciami)

Rita Cacciami

In punta di stiletto. Il veleno è previsto nella ricetta.

 

di RITA CACCIAMI
Vice Direttore
L’Inchiesta Quitidiano

 

 

Una intera vita scandita dagli odori.

Fin dall’inizio, quando ai suoi primi vagiti segue il ricordo di quel bimbo che hai tra le braccia e che quando poggia il viso sulla spalla ti toglie il respiro con il suo profumo di cucciolo.

Ma non tutti gli olezzi sono attesi e previsti. O nel posto giusto.

Accade, ad esempio, che tu sia in visita alla Galleria Nazionale di Roma. Scorrono le tele, la concentrazione è tutta nell’audioguida che ti indica il percorso che si snoda tra quegli immensi saloni. Scorrono De Chirico e Fontana, Van Gogh e Klimt, Pollock e Hayez.

Dai capolavori artistici a quelli culinari il passo è breve. Tortellini in brodo, forse agnolotti. O magari una zuppa di porri. Il profumo delle cucine del ristorante invade gli spazi e prende il sopravvento.

Problemi di aerazione e via. Dalle pennellate ai mestoli. E’ l’ora del desinare, chi vuole si accomodi in sala. Da pranzo.

Ardito accostamento. Come il fuoco che arde nel cuore degli innamorati. E che può diventare un rogo quando la passione di uno dei due vien meno. Fino a diventare indifferenza. L’altra che fa? Nel caso di specie, incassato il benservito, si chiude nella stanza da adolescente adulta ferita e raduna tutti i regali ricevuti da quello che con uno schiocco di dita è diventato già ex.

Doni di pregio. Ottima fattura, prezzi tutt’altro che modici. Siamo ad un livello più che medio alto. La rabbia è tanta, in men che non si dica i regali sono tutti accatastati in giardino. Un, due, tre. Ed è falò.

Le fiamme divorano prima una riproduzione di un celebre quadro. E poi, a poco a poco, attaccano le borse griffate. I pulloverini di cashmere, a vederli incenerire, sono un colpo al cuore. Ma la rabbia è tanta, indietro non si torna. E vada al diavolo quello juventino che ora chissà dove se la spassa.

Merita di veder andare in fumo il plaid bianconero. Che serviva per riscaldare i dopo partita sul divano. O i libri acquistati per fare colpo. Che una volta sapevano di stampa e adesso emanano solo puzza di bruciato.

Lui, che con le parole ci lavora e mi ha fatto girare la testa. Fino a farmela perdere del tutto. Eccoli i tuoi regali. Serviti nel barbecue di tardo pomeriggio.

Le fiamme si levano alte, il fidanzato in fuga sa che sta bruciando un passato che non lo eccita più.

Ma l’anello, quello sì. Se lo è fatto restituire a tempo debito. Un diamante è per sempre. Di chi lo ha pagato.

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