Anagni, ghiaccio in strada e sull’entusiasmo dei volontari

Nella Città dei Papi sono in molti a chiedersi una cosa. Se per caso disagi di questi giorni nell'intervento sulle gelate annunciate non siano figli dell'assenza di coordinamento.

Franco Ducato
Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Se lo è chiesto più di qualcuno: perché l’altro giorno il sale per le strade ad Anagni non lo ha buttato nessuno? Questo anche se in città ci sono diverse associazioni che si dedicano alla cura del territorio, soprattutto nelle situazioni di criticità come quelle legate al maltempo.

O meglio, perché lo stesso sale è stato usato solo ad una certa ora? Ora in cui andava bene più per fare la pasta che per evitare che l’asfalto di alcune contrade fosse così pieno di ghiaccio da somigliare pericolosamente ad una pista da ballo?

È la domanda che si stanno facendo in tanti. Da quando nessuno si era preoccupato per tempo di spargere questo benedetto sale.

Si sapeva ma si è fatto poco

Le strade ghiacciate ad Anagni (Foto: Giornalisti Indipendenti)

Questo nonostante anche l’ultima app della terra, anche quella più economica e meno affidabile, avesse fatto sapere che ad Anagni ci sarebbe stato il ghiaccio di notte. Col risultato che, per un paio di giorni almeno, uscire di casa alle 6.30 o giù di lì è diventato, per gli automobilisti ma non solo, una scommessa.

Il problema è che, a quanto pare, dietro i disagi non ci sarebbe tanto un problema di incompetenza. Anzi, giova ricordare che, da questo punto di vista, i volontari in città fanno il loro lavoro, e lo fanno bene, da sempre. Quanto piuttosto una sorta di difficoltà nel coordinare le varie associazioni, per la distribuzione (oppure no) delle risorse.

Tutto top secret ovviamente. Ma insomma, ad Anagni sembra che non siano stati organizzati, almeno ultimamente, troppi incontri per coordinare al meglio le attività delle associazioni che si occupano di protezione civile sul territorio.

Risorse e pianificazione

Foto: Petr Magera

Soprattutto, non ci sarebbe stato, almeno fino ad ora, il modo di pianificare al meglio chi fa cosa. Soprattutto con quali risorse. Forse una svista, forse un eccesso di fiducia nelle capacità taumaturgiche dei volontari, che pure i miracoli li fanno, e non da oggi.

Fatto sta che la cosa avrebbe provocato, forse per incomprensione, qualche disservizio.

Dopo l’emergenza di un paio di giorni fa, per fortuna, la situazione sembra essere rientrata. Un po’ perché le temperature sembrano non essere più così rigide. Un po’ perché la spargisale acquistata dal comune è entrata in azione, migliorando obiettivamente la situazione in diversi casi.

Resta la questione di fondo. Le risorse interne (che ci sono, e sono valide) non si potrebbe utilizzarle al meglio?